LA SICUREZZA NEI CANTIERI TEMPORANEI E MOBILI
SCAVI E DEMOLIZIONI
ANALISI DEL RISCHIO “SCAVI E DEMOLIZIONI”
PRESENTAZIONE
Gli scavi e le demolizioni sono tra i lavori più frequenti nell’ambito dell’ingegneria civile e come tali hanno una maggiore probabilità di essere fonte di rischio e pericolo per coloro che operano in questo tipo di attività.
La varietà degli interventi di scavo e demolizione dal punto di vista tecnico/ esecutivo richiede un personale addetto altamente specializzato e dotato di esperienza lavorativa maturata negli anni; solo cosi si può avere garanzia di conoscenze su comportamenti di mezzi e materiali, tali da poter assicurare almeno per via indiretta l’incolumità degli operai.
RISCHIO SPROFONDAMENTO DEMOLIZIONE CON MICROCARICHE
Figura 1 Figura 2
Infatti la tecnica di esecuzione non può essere sempre la stessa,ma deve obbligatoriamente adattarsi alla natura del terreno (o della struttura) e alle sue condizioni variabili nel corso dei lavori, con conseguente variazione delle misure di sicurezza da adottare.
Il fattore rischio è incrementato dall’uso ormai indispensabile delle macchine (ad alta pericolosità) che di per se comportano già un pericolo di cui bisogna sempre tener conto quando si opera in tali lavori.
Questo fa capire come solo un lavoro attento e rispettoso delle norme può essere sicuro, efficace ed economico per l’impresa che ha sempre a che fare con controlli e verifiche di sicurezza da parte degli organi competenti.
E’ molto importante ai fini della prevenzione fare una previsione sulla base di un progetto esecutivo, dei rischi specifici riguardanti un certo cantiere di scavo e demolizione, dove dall’esame delle lavorazioni, dei materiali impiegati nonché delle modalità operative si riesca ad individuare i principali rischi a cui possono andare incontro i lavoratori.
Un dato poco conosciuto è che la maggior parte degli infortuni, stimata del 60% circa del totale degli infortuni, è attribuibile a scelte effettuate prima dell’inizio dei lavori; ciò è come dire che il 60% degli infortuni è predeterminato.
Ecco perché viene posto l’obbligo di spostare il momento delle scelte in capo della sicurezza e salute sul lavoro dalla fase dell’esecuzione dei lavori alla fase di progettazione.
Altro dato poco considerato è che il 30% degli infortuni mortali in cantiere è attribuibile alla contemporaneità di attività lavorative differenti che si influenzano negativamente a vicenda.
Infatti, l’attività di scavo e demolizione è soventemente svolta da lavoratori di diverse imprese che, in condizioni di provvisorietà e con situazioni ambientali estremamente variabili, assolvono ai compiti loro assegnati senza che sia provveduto al loro razionale coordinamento.
Questo impone l’esigenza del coordinamento delle varie fasi lavorative che si svolgono in sovrapposizione e la pianificazione dell’intero processo produttivo del cantiere, sino ad ora effettuata esclusivamente allo scopo di ottimizzare il lavoro (minimizzazione dei costi e dei tempi di esecuzione).
E’ necessario dunque eseguire una differenziazione tra l’attività di scavo e quella di demolizione, perché ognuna di queste presenta una diversa analisi dei rischi.
Pur essendo attività molto simili tra loro dal punto di vista dei mezzi utilizzati, si differenziano per il fatto che in uno scavo si ha a che fare con materiale sciolto mentre in una demolizione si trattano materiali lapidei o artificiali spesso di notevoli dimensioni.
In particolare i rischi contemplati nei lavori di scavo sono:
Cadute dall’alto, Seppellimento, Sprofondamento, Urti, Colpi, Impatti, Compressioni, Scivolamenti, Cadute a livello, Caduta di materiale dall’alto, Annegamento, Rumore, Investimento, Esposizione a polveri e fibre, Infezioni da microrganismi.
Nel caso di demolizioni i rischi più frequenti sono:
Cadute di persone dall’alto, Cadute accidentali nel vuoto, Schiacciamenti e ferite dovute a manovre manuali e allo spostamento di apparecchiature, Caduta di materiali dall’alto sopra persone e macchine, Lesioni da urto con eventuali ferri, Lesioni da contatto con cavi di impianti scoperti, Rovina improvvisa e parziale dell’edificio,Contatto con elementi in tensione di linee dei servizi e relativi impianti, Contatto con altre macchine operatrici, Polveri e fibre, Per demolizioni parziali l’inadeguata puntellazione dei muri,delle volte, degli archi,delle finestre, ed altri rischi dovuti a demolizioni totali o parziali.
Alla luce di tali rischi la Normativa Italiana detta una serie di regole da rispettare nei cantieri.
Normativa Nazionale di riferimento:
- D.P.R 164/56; art. 14,15,4,8,29 “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni”;
- D.P.R 547/55; “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro”;
- D.P.R 303/56; “Norme generali per l’igiene sul lavoro”;
- D.P.R 320/56; “Norme per la prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro in sotterraneo”
- D.P.R 277/91;
- D.lgsl 626/94; “Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE,
95/63/CE, 97/42, 98/24, 99/38 riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro”;
- D.lgsl 494/96; “Attuazione della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei e mobili”;
- D.lgls 528/99; “Modifiche ed integrazioni del D.lgsl 494/96 recante attuazione della direttiva 92/57/CEE”;
- Decreto Ministero dei Lavori Pubblici 11 marzo 1988 e Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici 24/09/88 nr.30483; “Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l’esecuzione ed il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione”;
- Ministero dei Lavori Pubblici- Circolare 9/1/96 nr. 218/24/3; “Legge 2/2/1974 Decreto del Ministero dei lavori Pubblici 11/3/1988 contenente le istruzioni applicative per la redazione della relazione geologica e della relazione geotecnica”;
- D.lgsl 359/99; “Attuazione della direttiva 95/63/CEE che modifica la direttiva 89/655/CEE, relativa ai requisiti minimi di sicurezza e salute per l’uso di attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori”;
- D.P.C.M. 14 Ottobre 1997, nr.412; “Regolamento recante l’individuazione delle attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati, per le quali l’attività di vigilanza può essere esercitata dagli Ispettori del Lavoro delle Direzioni Provinciali del Lavoro”;
- Decreto Interministeriale 12 Novembre 1999; “Modificazione dell’allegato XI del D.lgsl 19/3/96 nr.242, concernente: “Modifiche ed integrazioni al D.lgsl 19/9/94 nr.626, recante attuazione di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro”.
Queste norme danno importanti indicazioni di carattere generale sulla sicurezza, e sulla tecnica di esecuzione dei lavori al fine di rispettare almeno gli standard minimi imposti dalla legge.
ATTIVITA’ DI SCAVO
Per attività di scavo si intende l’insieme di tutte quelle operazioni che comportano una trasformazione plano/altimetrica del terreno (allo stato naturale e non) che può essere eseguita manualmente o con l’ausilio di particolari macchine operatrici.
Ricadono tra queste attività:
Splateamenti e sbancamenti : Operazione con la quale si asporta il terreno sino ad una data profondità, normalmente per tutto l’ingombro del fabbricato.
OPERAZIONE DI SBANCAMENTO IN TERRENO GRANULARE ESEGUITA CON ESCAVATORE A FUNE
Figura 3
Formazione di rilevati : Operazione con la quale si procede alla realizzazione di strutture in elevazione sagomate a seconda della loro destinazione d’uso (terrapieni di muri di sostegno, rilevati stradali, argini,ecc)
FASE DI REALIZZAZIONE DI UN RILEVATO STRADALE;
I VOLUMI DI MATERIALE MOVIMENTATO SONO DELL’ORDINE DI MILIONI DI METRI CUBI
Figura 4
Rinterro di scavi: Operazione con la quale si procede al ricoprimento di fossati naturali o artificiali usando materiale da riporto (spesso a contatto con strutture edilizie).
RINTERRO DI UNO SCANTINATO MEDIANTE TERNA; IL MATERIALE SCIOLTO DEVE ESSERE RIVERSATO
GRADUALMENTE NELL’INTERCAPEDINE TERRENO-MURO
Figura 5
Scavi di cunicoli e trincee a sezione obbligata per canalizzazioni ,collettori e simili: Operazione che consiste nel realizzare dei fossati di forma e profondità ben definita a sviluppo prevalentemente longitudinale, all’interno dei quali si può disporre qualsiasi impianto, garantendo l’accesso agli operai per la messa in opera (Reti fognarie, Linee di gas cittadino, Acquedotti,ecc).
SCAVO A SEZIONE OBBLIGATA PER LA POSA IN OPERA DI UNA RETE FOGNARIA CON POZZETTI DI ISPEZIONE;
GLI OPERAI DEVONO POTERSI MUOVERE ADEGUATAMENTE DENTRO LA TRINCEA
Figura 6
ATTIVITA’ DI DEMOLIZIONE
Per demolizione si intende l’insieme di tutte quelle tecniche che permettono di disarticolare in maniera controllata qualsiasi struttura e di praticare importanti interventi su costruzioni già esistenti senza danneggiarle (demolizioni parziali). Questo tipo di attività, come ben noto agli addetti ai lavori, deve essere eseguita previa accurata analisi del manufatto esistente da demolire, onde evitare eventi dalle conseguenze spesso letali per il personale impegnato.
L’importanza della collaborazione tra progettista e coordinatore per la progettazione, nel caso delle demolizioni, diventa essenziale.
Prima di tutto, devono essere stabilite con il progettista le misure da adottare per evitare i rischi di crollo intempestivo o di cedimenti durante le operazioni di demolizione totale o parziale quali, ad esempio, la verifica e il controllo delle strutture; tutto ciò è propedeutico per definire un piano di demolizione comprensivo dell’individuazione dei sistemi di puntellamento e rinforzo da mettere in opera ecc.
PARTICOLARE DELL’INCASTELLATURA METALLICA ERETTA ATTORNO A DEI SILOS DA DEMOLIRE;
QUESTO PERMETTE L’INSERIMENTO DELL’ESPLOSIVO IN SICUREZZA, VISTE LE PRECARIE CONDIZIONI DI STABILITA’ DELLA STRUTTURA
Figura 7
Poi devono essere individuate con il progettista le procedure da adottare relativamente alle modalità di demolizione di singole parti delle strutture (pilastri in c.a, muri in mattoni, solai in legno e laterizio, volte in mattoni, travi metalliche).
Importante, risulta anche il preventivo accertamento, tramite specifiche indagini, sull’opera da demolire, dell’assenza di materiali/sostanze pericolose per la salute del personale addetto.
Analoga iniziativa deve essere attuata per evitare i rischi derivanti dalla presenza di impianti all’interno degli edifici civili e industriali da demolire quali, ad esempio, le
procedure per l’individuazione dell’esistenza e della collocazione degli stessi all’interno dei locali, dei punti di alimentazione, il sezionamento degli impianti presenti eccetera.
Preventivamente devono essere anche valutate le caratteristiche minime (portata, ingombri eccetera) delle macchine utilizzate per la demolizione, in funzione delle caratteristiche del sito dove si deve operare (spazi disponibili, interferenze di vario tipo).
La circolazione degli addetti in piano e in elevazione, deve essere preventivamente pianificata, individuando le vie d’accesso, i percorsi ottimali e le opere provvisionali necessarie per garantire la sicurezza del personale, delimitando e segnalando le zone con rischio di caduta di gravi dall’alto e prevedendo adeguate protezioni.
Nel Piano di sicurezza e coordinamento deve essere anche definita la tipologia e le modalità di posizionamento e utilizzo delle segnalazioni, delle protezioni e dei sistemi di sorveglianza, necessarie per limitare i rischi per gli addetti e per i terzi durante le lavorazioni eseguite in prossimità di strade in esercizio, ferrovie, linee elettriche, presenza di terzi. In tal caso devono essere anche previsti analoghi sistemi per la segregazione, segnalazione e sorveglianza delle aree di lavoro durante le soste delle lavorazioni (notte, giorni festivi eccetera).
Importante è anche la previsione degli interventi necessari per limitare i disagi in caso di lavorazioni interferenti con altre attività (protezione di terzi, passerelle, scatolari di protezione personale e terzi).
LA PRESENZA CONTEMPORANEA DI MATERIALI ETEROGENEI DI VARIE DIMENSIONI RENDE SPESSO IMPOSSIBILE IL LAVORO DELL’OPERAIO, CHE SI DEVE LIMITARE A DARE ASSISTENZA A TERRA ALL’OPERATORE DELLA MACCHINA
Figura 8
Nel Piano di sicurezza e coordinamento devono essere anche definite le procedure da adottare per eseguire fasi di lavoro particolarmente a rischio (immissione nel traffico, avvicinamento in retromarcia delle macchine alla zona lavori, carico del materiale di risulta).
Anche le modalità di convogliamento a terra il materiale di risulta dalle demolizioni e il successivo carico, stoccaggio provvisorio e smaltimento o riutilizzo, devono essere preventivamente definite ed inserite nel Piano di sicurezza e coordinamento. Deve essere anche garantita la sicurezza dei luoghi di passaggio e di stazionamento, mediante la scelta della tipologia e delle modalità per la realizzazione di protezioni in grado di evitare potenziali danni per la caduta di materiale. Tra cui la previsione delle zone di stazionamento dei mezzi di cantiere impiegati nelle demolizioni (area di attesa per il carico).
Nel Piano di sicurezza e coordinamento devono essere preventivamente individuate le opere provvisionali che, in funzione della tipologia di demolizione da effettuare (con particolare attenzione alle tecniche utilizzate) e delle soluzioni tecnologiche offerte dal mercato, garantiscano la sicurezza e la tutela della salute del personale addetto.
Nel caso in cui non sia possibile operare protetti da opere provvisionali, devono essere previsti i dispositivi di protezione contro le cadute dall’alto da mettere in opera, con particolare riferimento al posizionamento dei singoli punti di aggancio o alla messa in opera di funi di sicurezza e linee vita.
Così come già indicato per altre lavorazioni, è opportuno definire preventivamente le modalità di controllo/verifica periodica della stabilità delle opere provvisionali predisposte per l’esecuzione dei lavori.
Devono essere, poi, definite, al fine di evitare pericolose cadute, le protezioni da adottare (tipologia, modalità posizionamento e utilizzo) per proteggere le aperture sul vuoto durante le operazioni di demolizione (vani scala, balconi).
Nel Piano di sicurezza e coordinamento devono essere individuate le modalità da seguire per le operazioni di taglio dei ferri d’armatura definendo anche le zone da utilizzare per lo stoccaggio provvisorio delle specifiche attrezzature nonché le misure di sicurezza da adottare per l’uso dei gas compressi e infiammabili . Per queste operazioni svolte in elevazione, devono essere definite le modalità di esecuzione delle stesse e i sistemi di protezione da adottare.
Le demolizioni comportano, normalmente, una copiosa produzione di polvere; nel Piano di sicurezza e coordinamento, pertanto, vanno individuate le misure da adottare per evitare la formazione di polvere e la proiezione di detriti/schegge durante le fasi di demolizione.
Analoghe misure devono essere adottate per contenere l’emissione di rumore durante l’esecuzione delle attività di demolizione.
I percorsi ottimali per la trasmissione dell’energia necessaria (elettrica, pneumatica) per l’esecuzione dei lavori di demolizione, devono essere attentamente pianificati, onde evitare rischi di danneggiamenti dei cavi con conseguente rischi per gli addetti.
Infine, in caso di interruzioni prolungate dei lavori, nel Piano di sicurezza e coordinamento devono essere definite le modalità di protezione di quanto fino ad allora eseguito.
LA DEMOLIZIONE PROCEDE DALL’ALTO VERSO IL BASSO CON LA DISARTICOLAZIONE DEI SOLAI E SUCCESSIVAMENTE I SETTI MURARI
Figura 9
Le ditte devono avere requisiti tali da:
- operare a qualsiasi altezza;
- intervenire in zone storiche densamente costruite oppure molto frequentate;
- isolare e riqualificare reparti produttivi sensibili;
- raggiungere ogni ambiente, in superficie o sott’acqua;
- lavorare i materiali più duri anche in zone inquinate o di pericolo.
E’ molto importante che l’attività di demolizione sia di tipo “Controllato” ossia risulti prevista attraverso le fasi di progettazione e pianificazione dei lavori perché semplifica i passaggi, richiede meno risorse, garantisce un livello di sicurezza superiore ai lavoratori, e quindi risulta più economica.
Le tecniche di demolizione “Controllata” fanno parte di quella che viene definita demolizione “Ecologica”; tale riferimento è dovuto al fatto che si può intervenire sulle strutture in armonia con le stesse e con l’ambiente circostante, permettendo ai lavoratori di operare in assoluta sicurezza.
Questo perché:
- si opera in assenza di vibrazioni;
- la rumorosità è contenuta;
- le polveri vengono abbattute;
- richiede uno sforzo minore da parte degli operatori, limitandone l’affaticamento (è causa di gravose perdite di attenzione);
- sono previste tutte le misure di sicurezza che evitano o almeno limitano l’accadimento di infortuni.
Queste nuove tecniche hanno dato una svolta alle demolizioni tradizionali (a semplice percussione), perché si lavora con un numero minore di operai (c’è meno probabilità di accadimento di incidenti) concentrando il lavoro su macchine altamente specializzate per ogni genere di demolizione.
TECNICHE DI DEMOLIZIONE:
Abbattimento con esplosivo:
- Cariche in foro
- Cariche appoggiate
- Cariche cave
- Proiettili
LA DEMOLIZIONE CON ESPLOSIVO PRODUCE GRANDI QUANTITA’ DI POLVERI ULTRAFINI
Figura 10
Abbattimento con mezzi meccanici:
- Escavatori
- Tiro con trattori
- Demolitori idraulici
- Masse battenti
- Pale meccaniche
- Pinze idrauliche
- Cesoie idrauliche
- Cementi espansivi ( Bristar )
DEMOLIZIONE CON PINZA IDRAULICA
Figura 11
LA CESOIA IDRAULICA PERMETTE IL TAGLIO INTEGRALE DEL C.A.O
Taglio:
Figura 12
- Seghe a disco
- Filo diamantato
- Getto d’acqua ( Water Jet )
UGELLO DEL WATER JET
Figura 13
USO DEL WATER JET PER DEMOLIZIONI STRADALI
Figura 14
Demolizione con mezzi portatili:
- Demolitore pneumatico o idraulico
- Fiamma ossidrica
- Attrezzi vari di scasso e asporazione
USO DEL DEMOLITORE PNEUMATICO PER DEMOLIZIONI DI PICCOLA DIMENSIONE
Figura 15
Figura 16
INFORTUNI NELLE ATTIVITA’ DI SCAVO E DEMOLIZIONI
Andamento statistico degli infortuni relativo all’anno 2004
Cenni di normativa: Rapporto Infortunato –INAIL
-Il lavoratore, in caso di infortunio anche lieve,deve immediatamente informare il datore di lavoro ovvero ufficio del personale, indicando il luogo,l’ora, le cause e i nominativi degli eventuali testimoni. Deve presentare successivamente, nel tempo più breve possibile, il certificato medico al datore di lavoro ovvero all’ufficio del personale e, se le cure dovessero proseguire, il certificato redatto dal medico curante. Nel caso di ricovero l’ospedale invierà copia dei certificati medici all’INAIL e al datore di lavoro.(Art.52 DPR 1124/65)
-Qualora al lavoratore è prognosticato “non guaribile in tre giorni”,il datore di lavoro è tenuto a denunciare,entro due giorni da quello in cui ha avuto notizia ,l’infortunio all’INAIL, allegando i certificati medici originali. Se l’infortunio è mortale la comunicazione all’INAIL va fatta per telegrafo. (Art.53 DPR 1124/65)
-Il datore di lavoro deve ,nel termine di due giorni, dare notizia all’autorità locale di pubblica sicurezza, se l’infortunio ha avuto come conseguenza la morte o l’inabilità al lavoro per un periodo superiore a tre giorni.(Art.54 DPR1124/65)
-Se l’infortunio comporta un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, il datore di lavoro deve annotarlo sul registro infortuni, riportando il nome , cognome e la qualifica professionale dell’infortunato, le cause e la circostanza dell’infortunio, nonché, la data di abbandono e di ripresa del lavoro.(Art.4D.Lgs626/94 come modificato dall’art 3 del D.Lgs 242/96).
STATISTICA D’INFORTUNIO
Il settore delle costruzioni è tra quelli che ha da sempre versato un pesante e triste contributo in termini di infortuni mortali nel bilancio annuale dell’INAIL.
In Italia i casi mortali in complesso (Industria e Servizi) si aggirano sulle 1200 unità. A dimostrazione del fatto, già dal 2001 venivano indicati per il settore delle Costruzioni ben 264 casi mortali all’anno.
Il bilancio è sicuramente elevato anche se negli anni 2002-2003-2004 si è registrata una abbondante riduzione, nonostante il settore abbia conosciuto una forte crescita occupazionale con la continua assunzione di manodopera.
Un grafico a torta permette di inquadrare meglio l’andamento statistico degli eventi. Nell’ambito degli infortuni mortali l’85% risulta verificatosi in attività di Costruzione (edilizia), il 12% in attività di Movimento terra, con uno specifico 3% avvenuto in attività di Scavo.
Nella maggior parte dei casi gli eventi infortunistici in attività di scavo sono causati da comportamenti improntati alla scarsa o superficiale attenzione.
Non è inusuale trovare tra documenti di cantiere elaborati dalla direzione dei lavori delle motivazioni “fasulle” che pur in piccola parte alterano le statistiche rilevate.
EDILIZIA-INFORTUNI MORTALI 2004- LE CAUSE
INCIDENZA PERCENTUALE
50%
45%
40%
35%
30%
25%
20%
15%
10%
5%
0%
EDILIZIA- INFORTUNI MORTALI 2004- LE CAUSE
CAUSE
Spesso la caduta è un evento dovuto alla distrazione degli operai ma ancor più spesso le motivazioni sono la scarsa o inesistente protezione degli scavi e il non rispetto di tutte le norme di sicurezza.
Un istogramma realizzato per settore specifico di attività identifica il nr. di infortuni per caduta in profondità avvenuti nel 2004.
Infortuni a seguito di cadute in profondità per
-SETTORE SPECIFICO DI ATTIVITA'-
NR.EVENTI
60
55
50
45
40
35
30
25
20
15
10
5
0
SETTORE
Da notare che il primato infortunistico è detenuto dalle attività di costruzione di edifici ovvero nell’edilizia in senso stretto.
1000
900
800
700
600
500
400
300
200
100
0
NR.EVENTI
Infortuni per -TIPO DI LESIONE-. Scavi e movimento terra
LESIONE
Ancora più specifico è il grafico degli infortuni distinto per sede della lesione.
Gli organi sottoposti a lesione sono tanti e abbastanza vari e questo induce a pensare ad un cattivo o ridotto uso dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).
Le sedi più colpite sono mani, caviglie, piede e ginocchio.
Diversi i dati relativi ad incidenti mortali dove la sede è rappresentata prevalentemente dal cranio.
La mano come sede madre per primato di eventi è un’ organo di difficile protezione, spesso resa impossibile per la particolarità di certi lavori.
E’comunque obbligatorio l’uso di guanti protettivi che almeno in parte attenuano la gravità delle lesioni.
Infortuni mortali per -AGENTE MATERIALE- Scavi e movimento terrra
NR.EVENTI
1
1996
ANNI
AG. MATERIALE
DISTRIBUZIONE A LIVELLO NAZIONALE DEGLI INFORTUNI
Per quanto riguarda la distribuzione a livello nazionale,gli infortuni risultano concentrati prevalentemente nel Nord Italia.
Al primo posto a parità di casi denunciati per incidenti non mortali troviamo il Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, seguite dalla Toscana.
Il triste primato per gli infortuni mortali è detenuto dalla Lombardia con una percentuale pari al 39%, seguite da Veneto e Toscana rispettivamente col 11,16% e 10,70%.
Su questi dati però ci può essere un minimo di incertezza dovuta al fatto che buona parte degli incidenti che avvengono nel sud-Italia difficilmente vengono denunciati, spesso a causa delle condizioni di lavoro irregolari (molti lavori vengono eseguiti in nero) che di contro sono quasi sempre assenti al Nord.
Per quanto concerne l’andamento infortunistico della Sardegna, è da notare che gli infortuni mortali collegati all’edilizia e quindi a scavi e demolizioni sono al di sotto della media nazionale.
Questo fa ben sperare relativamente all’allestimento di cantieri a norma, che sono il miglior metodo di prevenzione dopo il comportamento proprio di ciascun lavoratore (opportunamente istruito dal datore di lavoro).
Però c’è anche da ricordare che la Sardegna appartiene a quelle regioni del sud-Italia che annualmente denuncia meno infortuni se paragonati a quelli realmente accaduti, pertanto i dati tabulati potrebbero essere alterati rispetto all’andamento realistico degli incidenti.
Infortuni mortali - Settore Costruzioni- Gennaio/Dicembre 2003
Casi
% a su
di cui
% b su
% b su
totale stranieri totale a
a b
|
V.AOSTA
|
3
|
1,40%
|
V.AOSTA
|
|
0,00%
|
0,00%
|
|
PIEMONTE
|
10
|
4,65%
|
PIEMONTE
|
1
|
3,13%
|
10,00%
|
|
LIGURIA
|
10
|
4,65%
|
LIGURIA
|
1
|
3,13%
|
10,00%
|
|
LOMBARDIA
|
39
|
18,14%
|
LOMBARDIA
|
9
|
28,13%
|
23,08%
|
|
TRENTINO
|
2
|
0,93%
|
TRENTINO
|
|
0,00%
|
0,00%
|
|
ALTO ADIGE
|
4
|
1,86%
|
ALTO ADIGE
|
1
|
3,13%
|
25,00%
|
|
FRIULI
|
3
|
1,40%
|
FRIULI
|
1
|
3,13%
|
33,33%
|
|
VENETO
|
24
|
11,16%
|
VENETO
|
3
|
9,38%
|
12,50%
|
|
EMILIA
|
13
|
6,05%
|
EMILIA
|
2
|
6,25%
|
15,38%
|
|
TOSCANA
|
23
|
10,70%
|
TOSCANA
|
6
|
18,75%
|
26,09%
|
|
MARCHE
|
4
|
1,86%
|
MARCHE
|
2
|
6,25%
|
50,00%
|
|
UMBRIA
|
3
|
1,40%
|
UMBRIA
|
|
0,00%
|
0,00%
|
|
LAZIO
|
16
|
7,44%
|
LAZIO
|
3
|
9,38%
|
18,75%
|
|
CAMPANIA
|
8
|
3,72%
|
CAMPANIA
|
1
|
3,13%
|
12,50%
|
|
ABRUZZO
|
11
|
5,12%
|
ABRUZZO
|
|
0,00%
|
0,00%
|
|
MOLISE
|
1
|
0,47%
|
MOLISE
|
|
0,00%
|
0,00%
|
|
PUGLIA
|
10
|
4,65%
|
PUGLIA
|
1
|
3,13%
|
10,00%
|
|
BASILICATA
|
3
|
1,40%
|
BASILICATA
|
|
0,00%
|
0,00%
|
|
CALABRIA
|
10
|
4,65%
|
CALABRIA
|
|
0,00%
|
0,00%
|
|
SICILIA
|
11
|
5,12%
|
SICILIA
|
|
0,00%
|
0,00%
|
|
SARDEGNA
|
7
|
3,26%
|
SARDEGNA
|
1
|
3,13%
|
14,29%
|
TOTALE 215 100,00% TOTALE 32 100,00% 14,88%
PRINCIPALI MODALITA’ DI ACCADIMENTO DEGLI INCIDENTI
E RELATIVE MISURE DI PROTEZIONE
Premessa: Obblighi dell’impresa esecutrice dei lavori
Ogni attività di scavo e demolizione deve sempre essere preceduta da apposito progetto regolarmente approvato nel rispetto delle normative vigenti in materia. Questo permette di avere un’attività di cantiere altamente organizzata tra mezzi e operai, capace di minimizzare il fattore rischio.
L’impresa esecutrice degli scavi deve disporre di tale progetto in funzione del quale andare a organizzare i lavori all’interno del cantiere di scavo e demolizione.
Prima di avviare le operazioni di scavo e demolizione, l’impresa deve procedere ad una serie di attività preliminari per le quali occorrerà:
1) Effettuare un sopralluogo per individuare:
- l’esatta collocazione di tutte le utenze sotterranee del luogo di scavo;
- le condizioni al contorno (strade, alberi, edifici, ecc.)
2) Valutare l’effettivo rischio specifico riferito a:
- possibili situazioni legate a fattori ambientali e umani
- presenza di atmosfere pericolose o presunta mancanza di ossigeno nello scavo
- presenza di canalizzazioni di servizio
- condizioni difficoltose di accesso e uscita dallo scavo
- ingombro dei materiali di demolizione in particolare pezzi di strutture disarticolati
- possibilità di crollo istantaneo di strutture
3) Redigere un piano operativo di sicurezza specifico (D.Lgs. 494/96)
4) Stilare, ove previsto, un apposito progetto per le armature di sostegno
5) Programmare un piano di formazione ed informazione per i lavoratori (D.Lgs. 626/94).
6) Prima di iniziare i lavori il responsabile tecnico dell’attività dovrà effettuare un’attenta analisi della zona di scavo o della struttura da demolire, al fine di individuare tutte le misure di sicurezza da porre in essere.
Il tecnico utilizzerà in questa fase il piano di sicurezza predisposto, ove previsto, e comunque dovrà tenere conto dei diversi fattori ambientali (naturali e/o antropici).
FATTORI SCATENANTI DEI RISCHI IN ATTIVITA’ DI SCAVO E DEMOLIZIONE
Condizioni meteorologiche:
Le caratteristiche di tenuta del terreno possono variare in rapporto alle condizioni atmosferiche, che modificano il contenuto di acqua e di aria presenti nel terreno stesso.
Il Caldo Torrido E L’eccessiva Siccita’ Causano Stress Psicofisico e Conseguente Calo Di Attenzione
Le Piogge Sono Fattore Di Disturbo Nelle Attivita’ Di Scavo Manuale, e Rendono Spesso Impossibile Il Lavoro;
Incrementano Anche Il Rischio Frane Allentando La Coesione Del Terreno
Scavi in presenza di acque:
Qualora negli scavi ci sia o possa verificarsi un accumulo di acqua (La presenza d’acqua è spesso dovuta alla rottura di tubature idriche presenti nella sede di scavo), le precauzioni da prendere variano in funzione della situazione specifica e possono prevedere:
- Armature particolari per evitare franamenti delle pareti dello scavo
- Sistemi adeguati per l’eliminazione delle acque o per il controllo del livello
- Uso di opportuni dispositivi di protezione individuale
Se lo scavo interrompe il naturale drenaggio del terreno, ove possibile, occorre predisporre canalizzazioni e/o barriere o altri adeguati mezzi per impedirne l’allagamento.
Per la captazione preventiva delle acque di falda, che potrebbero invadere la superficie di splateamento o il fondo di trincee, si possono utilizzare i “well point”, ossia particolari tipi di pompe autoadescanti che aspirano acqua dal suolo mediante punte filtranti infisse a percussione.
In ogni caso, ogni qual volta si ravvisi il rischio di presenza di acqua, unitamente a difficoltà di drenaggio a gravità, sarà indispensabile prevedere l’impiego di sistemi di pompaggio carrellati, di adeguata portata, possibilmente azionati da motori diesel.
POMPA SOMMERSA PER ELIMINARE L’ACQUA IN ECCESSO DALLA SEDE DI SCAVO
Figura 17
Nell’eventualità di allagamento dell’area di scavo occorre attivare la procedura di emergenza, con la sospensione dei lavori, l’immediato allontanamento dei lavoratori e l’attivazione dei sistemi di smaltimento delle acque da parte degli addetti all’emergenza.
Dopo l’intervento della squadra di emergenza, i lavori potranno riprendere solo successivamente alla verifica effettuata da un tecnico competente.
Scavi in presenza di canalizzazioni di servizio:
La presenza di reti di servizio può provocare gravi incidenti,quando si fa uso di utensili e macchine di scavo, ossia nella quasi totalità dei contesti operativi presi in considerazione.
Nel caso specifico in cui i lavori di scavo devono essere effettuati in prossimità di gasdotti o linee elettriche sotterranee, occorre comunicarlo all’azienda erogatrice e ottenere le necessarie autorizzazioni.
Pertanto, lo scavo deve essere avviato solo quando le aziende di servizio hanno comunicato l’effettiva collocazione delle canalizzazioni (energia elettrica, gas, acqua, telecomunicazioni, ecc.) sulla base di una precisa mappa (ben quotata) dell’impianto. Quando non è possibile stabilire l’esatta posizione delle canalizzazioni, neanche mediante l’uso di sistemi elettronici di rilevamento (perché si trovano a notevole profondità), il lavoro deve essere fatto con cautela e, quando possibile, con scavo manuale (meno incisivo di uno scavo meccanico).
Le imprese che realizzano gli impianti interrati sono obbligate a segnalare la presenza di condutture mediante dei nastri plastificati (resistenti agli agenti chimici) disposti circa 10 cm al di sopra delle “linee” dove deve essere riportato il tipo di impianto presente (es: gas cittadino, fognatura, enel, ecc.).
I NASTRI DI SEGNALAZIONE DEVONO RIPORTARE IL TIPO DI IMPIANTO CHE SEGNALANO
Figura 18
Per garantire la salubrità dell’aria nella trincea e la sicurezza dei lavoratori dal rischio incendio o esplosione, si dovrà disporre all’occorrenza di strumenti di rilevazione di gas nocivi o esplodenti.
Se in fase di lavorazione si danneggiano cavi, tubazioni, ecc, i lavoratori devono allontanarsi rapidamente dalla zona di scavo ed il responsabile tecnico è tenuto ad avvertire immediatamente le aziende di servizio e sospendere il lavoro fino al sopralluogo di controllo, effettuato dalle stesse aziende fornitrici.
Successivamente, tutte le canalizzazioni sotterranee individuate dovranno essere protette da barriere, schermi e dispositivi per non danneggiarle.
LA PRESENZA DI RETI DI GAS CITTADINO POSSONO CREARE SERIE ESPLOSIONI;
VIGE IL DIVIETO ASSOLUTO DI FUMARE RILEVATORE DI GAS MANUALE
RETI ELETTRICHE NON SEGNALATE SONO CAUSA DI FOLGORAZIONI;
E’ BENE AVERE UNA MAPPA DELLE CANALIZZAZIONI FORNITA DALL’AZIENDA EROGATRICE
STRUMENTO PER LA RICERCA DEI SERVIZI INTERRATI; RIESCE A CAPTARE SINO A 3 METRI DAL PIANO DI UTILIZZO
Figura 19 Figura 20
Scavi in prossimità di strutture edilizie esistenti:
Quando la stabilità di edifici adiacenti, muri o altre strutture può essere compromessa dalle operazioni di scavo, occorre predisporre opportuni sistemi di protezione quali armature, puntelli, ecc., che garantiscano sia la sicurezza dei lavoratori addetti che la stabilità delle strutture stesse. In via generale non deve essere consentito lo scavo sotto il livello di fondazione delle strutture edilizie o di muri di sostegno, quando ciò possa comportare situazioni di rischio.
Tali lavori si possono effettuare quando:
- viene realizzato un sistema di supporto o di puntellamento in grado di garantire la sicurezza dei lavoratori e la stabilità della struttura adiacente
- lo scavo interessa una roccia o banco roccioso stabile
- un tecnico competente certifichi, sulla base di uno studio geotecnica, che lo scavo è a una distanza tale da non comportare rischi alla stabilità delle strutture adiacenti
Stesse considerazioni vanno fatte quando si realizzano scavi sotto marciapiedi, pavimenti, ecc.
Rischi per la caduta di detriti:
I lavoratori che operano all’interno dello scavo devono essere sempre protetti dalla possibile caduta di terreno, detriti o frammenti di roccia che si possono staccare dalle pareti dello scavo stesso.
Una adeguata protezione può essere realizzata con la rimozione di tutte le parti rischiose delle superfici di scavo (disgaggio) e con la predisposizione di barriere protettive sufficienti a fermare e contenere il materiale (reti di trattenuta, sprinz beton o altri sistemi di protezione equivalente).
Per prevenire la caduta di arnesi e di detriti, occorre che il materiale di scavo e le relative attrezzature siano collocate almeno ad 1 metro dal bordo ( questa distanza va misurata dal piede del deposito di terreno e non dalla cima dello stesso).
Ove possibile, il terreno di risulta dovrebbe essere disposto in modo tale da rappresentare una barriera all’ingresso dell’acqua piovana.
In presenza di materiale di stoccaggio necessario per i lavori,occorre verificare che lo stesso non determini instabilità dello scavo o renda insufficienti i sistemi di protezione predisposti.
I bordi superiori dello scavo devono essere, per quanto possibile, tenuti puliti e sgombri e, in caso di pioggia, protetti con teli impermeabili atti a evitare gli effetti erosivi dell’acqua piovana.
BISOGNA SEMPRE RISPETTARE UN FRANCO MINIMO TRA IL CIGLIO DELLO SCAVO E I DEPOSITI DI MATERIALE E/O IL PASSAGGIO DELLE RUOTE DEI MEZZI
IL SEPPELLIMENTO E’ UNA TRA LE PRINCIPALI SITUAZIONI DI PERICOLO IN ASSENZA DI ADEGUATI CONTENIMENTI DEI DETRITI DURANTE LA POSA DI CONDOTTE D’ACQUA SI HA A CHE FARE CON MATERIALE SCIOLTO (SABBIA O GHIAIA) CHE HANNO UNA MAGGIORE INSTABILITA’
Pericolo di investimento dei lavoratori:
La circolazione degli automezzi e delle macchine semoventi all’interno della zona di scavo deve avvenire secondo percorsi predisposti in fase di organizzazione del cantiere.
Quando è possibile, occorre prevedere in prossimità delle macchine, percorsi separati per l’accesso dei lavoratori, opportunamente segnalati ed illuminati.
I lavoratori che, necessariamente operano in prossimità delle macchine, devono indossare indumenti di colore ben visibile (preferibilmente arancione o rosso) e riflettenti alla luce in caso di lavori serali o notturni.
Per evitare situazioni di rischi è opportuno che:
- nessun lavoratore si trovi nel campo d’azione delle macchine
- i lavoratori non sostino in prossimità dei lavori
- non ci sia la presenza contemporanea nello scavo di macchine e operai
- in fase di avvio della macchina non siano presenti lavoratori nelle vicinanze
- i lavoratori non indossino indumenti che si possono impigliare negli organi in movimento delle macchine
GLI OPERAI DEVONO RISPETTARE LE DISTANZE MINIME DI SICUREZZA DAGLI AUTOMEZZI PER EVITARE L’INVESTIMENTO
L’OPERATORE DELL’ESCAVATORE DEVE AVERE COMPLETA VISIBILITA DELL’AREA DI SCAVO E CARICO
Figura 21 Figura 22
DURANTE LE FASI DI CARICAMENTO DEL MATERIALE SCIOLTO E’ BENE ALLONTANARSI DAL RAGGIO DI AZIONE DELLE MACCHINE
RISCHI COLLEGATI ALLE MACCHINE
L’uso delle macchine nei cantieri di scavo e demolizioni è ormai indispensabile visti i grandi volumi da movimentare che richiedono questi lavori.
Collegati alle macchine vi sono una serie di rischi diretti ed indiretti che possono causare seri problemi se il lavoro non viene eseguito con attenzione e diligenza da parte degli operai.
Per quanto riguarda le macchine nello specifico, esse devono essere munite del certificato di conformità CE prima dell’immissione nel mercato o della messa in servizio nell’Unione Europea.
Le macchine adoperate si distinguono in macchine da scavo e demolizione e in macchine da trasporto materiale.
Le prime presentano rischi superiori a causa della loro articolazione e presenza di un braccio mobile.
Le norme fanno assoluto divieto alla presenza di operai nel campo di azione dei mezzi e sul ciglio di fronte attacco in caso di scavo.
Con le demolizioni il rischio è accentuato dal fatto che è difficile prevedere con certezza quale sarà il luogo dove cadranno i pezzi di struttura disarticolati e pertanto l’area di sosta vietata avrà un raggio di ingombro nettamente superiore.
Le macchine dovranno rispettare un franco minimo dal ciglio dello scavo che varia a seconda della consistenza del terreno e della forza di strappo richiesta dalla macchina.
LA MANCANZA DI UN FRANCO MINIMO TRA ESCAVATORE E CIGLIO DELLO SCAVO PUO’ CAUSARE LA CADUTA DEL MEZZO ALL’INTERNO DELL’OPERA
Figura 23
L’operatore alla guida del mezzo deve prima di procedere al lavoro, verificare l’agibilità dei luoghi e disporre il mezzo in posizione sicura per poter lavorare.
La macchina deve essere dotata di cabina di sicurezza metallica o in assenza di questa di solido riparo.
All’operatore dell’escavatore deve essere garantita la totale visibilità dell’area.
Ai lavoratori deve essere fatto esplicito divieto di avvicinarsi alla base della parete di attacco e, in quanto necessario in relazione all’altezza dello scavo o nelle condizioni di accessibilità del ciglio di una eventuale platea superiore, la zona di pericolo deve essere almeno delimitata mediante opportune segnalazioni spostabili col proseguire dello scavo.
LA MANCATA VALUTAZIONE DELLA PORTANZA DEL TERRENO PUO’ ESSERE FONTE DI RISCHIO PER L’OPERATORE DELL’ESCAVATORE E CAUSA DI GROSSE PERDITE ECONOMICHE
Figura 20 Figura 21
LE MACCHINE DEVONO ESSERE IN PERFETTA EFFICIENZA PER EVITARE PERICOLOSI
INCONVENIENTI
Ribaltamento ed uso improprio delle macchine:
Quando l’operatore della macchina non ha una visione ottimale o