L'acqua potabile contiene molte sostanze chimiche naturalmente presenti che sono vantaggiose per la salute; eliminare tutte queste sostanze provocherebbe la riduzione di apporto di elementi essenziali per la salute, modificazioni del gusto e danni alle reti idriche. Lo iodio è un micronutriente essenziale per il corretto funzionamento della tiroide e la sintesi degli ormoni tiroidei, ossia la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4), che contengono rispettivamente 3 e 4 atomi di iodio nella loro molecola.
La concentrazione di iodio nelle acque minerali è generalmente trascurabile; a parte alcune acque termali o alcune acque ricche di sali minerali diffuse a livello provinciale o regionale questo ione non viene menzionato perché la normativa prevede l’inserimento in etichetta dei parametri più significativi, caratterizzanti l’acqua minerale stessa. La principale fonte di iodio naturale accessibile all’uomo è rappresentata dagli alimenti, il cui contenuto può dipendere dalle caratteristiche del terreno in cui sono coltivati, dalla fortificazione con iodio dei mangimi per la nutrizione di animali destinati all’alimentazione e dall’ambiente in cui vivono pesci marini, crostacei e mitili.
Si trova in piccole quantità nelle acque marine sotto forma di ioduro e in alcuni depositi salini sotto forma di iodato di sodio. Lo iodio alimentare viene assorbito dall’intestino in una quota mediamente superiore al 90% del totale ingerito. In condizioni di adeguato apporto alimentare, l’organismo contiene circa 15-20 mg di iodio soprattutto in forma organica, di cui la maggior parte è concentrata nella tiroide dove è utilizzato per la produzione degli ormoni tiroidei. L’eliminazione è quasi interamente urinaria.
In base alle stime e alle raccomandazioni ufficiali, i livelli di assunzione adeguata giornaliera di iodio dell’organismo adulto sono di circa 150 µg/die e salgono a 200 µg/die nella donna in gravidanza e durante l’allattamento. Durante la gravidanza, una carenza di iodio è grave sia per la madre che per il bambino; infatti, può portare a ipertensione per la madre, e al ritardo mentale per il bambino. Un insufficiente apporto di iodio al feto in via di sviluppo ha effetti drammatici soprattutto sul sistema nervoso centrale, portando a situazioni di grave ritardo mentale (cretinismo), nonché disturbi e deficit metabolici di vario tipo.
Benché l’apporto iodico medio della popolazione italiana sia notevolmente migliorato negli ultimi anni, il nostro Paese resta un’area di parziale iodo-insufficienza. Soddisfare il fabbisogno iodico quotidiano dovrebbe essere una priorità nutrizionale per tutti, a prescindere dall’età e dalla presenza di altre malattie. Il maggior apporto di iodio alimentare si ricava principalmente da pesce di mare, crostacei e uova ed in minore quantità nel latte, cereali, vegetali e frutta.
Fonti alimentari e contributo dell'acqua
I cibi naturalmente caratterizzati da un più elevato contenuto di iodio sono il pesce e i prodotti ittici derivati, i latticini e il latte; i pesci e i molluschi contengono in media 10-140 µg ogni 100 g, il latte e i suoi derivati 15-60 µg/100 g, le uova 50 µg/100 g, la carne e i cereali 5-30 µg/100 g. Anche le alghe marine sono un’importante fonte di iodio: il contenuto di questo elemento può superare i 200-250 µg per 1 g nelle specie che ne sono più ricche.
La concentrazione di Iodio nelle acque minerali è generalmente trascurabile; a parte alcune acque termali o alcune acque ricche di sali minerali diffuse a livello provinciale o regionale questo ione non viene menzionato perché, come detto, la normativa prevede l’inserimento in etichetta dei parametri più significativi. La quantità di iodio assunta con gli alimenti è legata al contenuto di questo elemento in fertilizzanti, mangimi, prodotti per l’irrigazione, iodofori ed eritrosina.

Acqua del rubinetto: sicurezza, qualità e informazioni utili
Bere acqua del rubinetto (di casa o dei chioschi o punti di distribuzione) è sicuro per la salute come lo è bere acqua minerale naturale perché in tutti i casi l’assenza di rischi per i consumatori è garantita dai controlli previsti dalla normativa. Le acque distribuite in Italia sono di qualità adeguata al nostro consumo e non necessitano di altri trattamenti per renderle potabili o per evitare rischi per la salute.
Sul sito del proprio gestore idro-potabile sono già forniti i dati sulle caratteristiche delle acque e i risultati dei controlli. Sulla base delle nuove normative emanate dal ministero della Salute, i cittadini entro 2 anni potranno reperire molte altre informazioni sulle caratteristiche chimico-fisiche delle acque distribuite nelle aree di loro interesse, piani di sicurezza dell'acqua, controlli da parte dei gestori idro-potabili e delle Asl, in una piattaforma nazionale denominata Anagrafe territoriale dinamica delle acque potabili (Antea), in corso di costruzione.
Negli esercizi pubblici l’acqua minerale naturale, liscia o gassata, va servita nella sua bottiglia chiusa e con la sua etichetta secondo la specifica normativa. Nel caso invece venisse fornita acqua potabile in caraffa sottoposta a trattamenti, va riportata chiaramente sul contenitore la dicitura “acqua potabile trattata o acqua potabile trattata e gassata” se addizionata di anidride carbonica.
Filtri domestici e trattamenti: vantaggi e limiti
L’unico scopo degli apparecchi di trattamento dell’acqua in commercio, conformi alle specifiche normative, è modificare le caratteristiche organolettiche delle acque, cioè rendere più gradevole il sapore e l’odore dell’acqua del rubinetto, o frizzante. Rimuovere tutte le sostanze naturalmente presenti nell'acqua - per esempio il boro, il selenio, il fluoro, il cromo, il rame, o il calcio il magnesio, lo iodio, il potassio - provocherebbe infatti la riduzione di apporto di elementi essenziali per la salute, modificazioni del gusto e danni alle reti idriche.
Le acque distribuite in Italia sono di qualità adeguata al nostro consumo e non necessitano di altri trattamenti per renderle potabili o per evitare rischi per la salute. L'unico motivo per installare apparecchi domestici è quindi una preferenza personale per le caratteristiche organolettiche o la pratica di avere acqua frizzante; in caso di eventi che richiedano restrizioni d'uso delle acque, la legislazione prevede che i cittadini ne vengano tempestivamente informati e che vengano forniti approvvigionamenti alternativi.
I rischi di interferenti ambientali sulla disponibilità di iodio
Nel'ambiente sono presenti sostanze chimiche in grado di interferire con l'assorbimento dello iodio. Sono i cosiddetti interferenti endocrini che agiscono inibendo in modo competitivo la captazione dello iodio nelle cellule tiroidee umane. Le più note tra queste sono il perclorato e il tiocianato.
Il perclorato è presente in elevate concentrazione nei fertilizzanti, negli esplosivi e negli airbag delle automobili. È stato riscontrato nelle acque potabili e nel latte materno oltre che nel sangue ombelicale, nel liquido amniotico e nelle urine dei neonati. Il tiocianato è presente soprattutto nel fumo di sigaretta e nelle brassicacee (cavolo e broccolo).
L’esposizione alimentare cronica a dosi elevate di perclorato rappresenta una potenziale fonte di preoccupazione in particolare in soggetti più giovani e soprattutto nelle aree geografiche a carenza iodica. È quindi importante monitorare e controllare queste sostanze nelle matrici ambientali e alimentari.
Strategie di prevenzione e fonti alternative di iodio
Attualmente, il modo più semplice, efficace ed economico per prevenire e correggere i disordini da carenza iodica consiste nell’utilizzare regolarmente sale fortificato con iodio (disponibile come ioduro di potassio o come iodato di potassio) al posto del comune sale da cucina. L’importanza di questa misura preventiva è tale che la vendita di sale iodato in Italia è stata resa obbligatoria con la legge.
Consumi di sale iodato in linea con l’indicazione di non superare i 5 g/die di sale negli adulti e i 2-3 g/die nei bambini permettono di garantire un apporto iodico superiore a 150 µg/die negli adulti e a 100-125 µg/die nei bambini. Nei bambini, 2-3 g/die di sale iodato sono sufficienti per garantire un apporto ottimale di iodio in considerazione del maggior consumo di latte tipico di questa fascia d’età.
Strategie alternative di supplementazione con iodio comprendono la somministrazione di olio iodato per via orale o sottocutanea, la iodazione delle acque (messa in atto in Cina), l’aggiunta di iodio al pane o di ioduro ai cioccolatini. L’arricchimento dei vegetali con iodio può aumentare fino a dieci volte il contenuto di iodio dei vegetali e il loro consumo regolare può aumentare la ioduria.
Informazioni pratiche per i cittadini
Per conoscere le caratteristiche dell’acqua di casa è bene sapere che sul sito del proprio gestore idro-potabile sono già forniti i dati sulle caratteristiche delle acque e i risultati dei controlli. In caso di specifiche circostanze in cui si verificassero restrizioni d'uso delle acque, la legislazione prevede che i cittadini ne vengano tempestivamente informati.
Infine, una regola semplice per evitare il seppur remoto rischio di assumere una quantità eccessiva di iodio consiste nel non usare sale iodato nei periodi di assunzione di integratori multivitaminici contenenti anche iodio o soprattutto se si consumano regolarmente alghe marine.
Serve lo iodio in caso di INCIDENTE NUCLEARE? Quello che DEVI sapere
| Fonte | Contenuto tipico di iodio (µg/100 g) |
|---|---|
| Pesce e molluschi | 10-140 |
| Latte e derivati | 15-60 |
| Uova | 50 |
| Carne e cereali | 5-30 |
| Alghe marine | fino a >200-250 per g |
Vuoi saperne di più? Eliminare tutte le sostanze chimiche di cui molte presenti nell'acqua destinata al consumo umano, oltre a comportare rilevanti costi economici ed ambientali, provocherebbe la riduzione di elementi nutrizionali e sali minerali essenziali per la salute.