Se per acciuffare i malavitosi si usa la frase «Follow the money», per ritrovare i tesori dell'archeologia si potrà dire «Follow the water». Siamo a Sorano (Grosseto), nella Maremma toscana. Qui è stata riportata alla luce una struttura che risale al Neolitico - databile tra il 4495 e il 4335 a.C.
«L'interesse - spiega il presidente di Antiche Terme Acqua di Sorano Luciano Calvani - è iniziato appena dopo avere rilevato la proprietà, nel 2001: ci domandavamo cosa fosse questa struttura ma senza riuscire a darci una risposta e senza trovare documenti che lo spiegassero, allora, con l'archeologo Stefano Giuntoli (a cui è affidata la direzione scientifica dei lavori, ndr), abbiamo deciso di approfondire la questione, e due anni fa, dopo averne fatto richiesta, sono iniziati gli scavi monitorati dalla soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo, ed è emerso un sito neolitico tra i più antichi d'Italia, che, fra l'altro, svela l'utilizzo delle acque termali già 6500 anni fa, e siamo appena a metà degli scavi...»
Contesto e rilevamento scientifico
Si tratta di una scoperta dal grande valore scientifico, come si evince da una nota del Ministero della Cultura: «Nel corso della prima campagna di scavo, avviata nel luglio 2024 - si apprende - la rimozione dello strato superficiale di humus ha portato all’individuazione di un ingresso a imbuto con tre gradini ricavati nella roccia. Un saggio stratigrafico interno ha consentito di mettere in luce una struttura ellissoidale costruita con dei blocchi di travertino e tufo disposti su più assise (...)
Durante le operazioni è anche emersa una falda di acqua termale mai documentata in precedenza. Le analisi al radiocarbonio effettuate su alcuni frammenti hanno collocato la realizzazione in età neolitica, una datazione coerente con il rinvenimento di alcuni manufatti litici e dei frammenti in ceramica che ne attestano un utilizzo delle acque termali con finalità salutari e - verosimilmente - cultuali.
Implicazioni archeologiche e culturali
La scoperta evidenzia l'importanza delle acque termali nel contesto neolitico della Maremma toscana, offrendo nuovi elementi sulla gestione dell’acqua e sulle pratiche salutari e rituali dell’epoca. L’ingresso a imbuto e l’ellissi di blocchi in travertino e tufo suggeriscono tecniche costruttive complesse per l’epoca, mentre la presenza di frammenti ceramici e litici indica un utilizzo multisfaccettato del sito, non solo come luogo di cura ma anche come punto di aggregazione sociale e forse cultuale.
La collaborazione tra enti pubblici e gestori privati permette una sorveglianza costante e una documentazione che potrà fornire risposte su come le popolazioni neolitiche interagissero con le acque termali, quali rituali potessero accompagnare tali pratiche e in che modo tali strutture potessero diffondere conoscenze sanitarie all’interno della comunità locale.
Impatto locale e prospettive di ricerca
La progressione degli scavi è attualmente a metà percorso, con ulteriori indagini previste per definire la funzione esatta degli ambienti e il contesto storico più ampio, collegando le evidenze sul posto a percorsi di insediamento e di scambio in Maremma e oltre. [Nei prossimi mesi] si potranno conoscere meglio le tecniche di costruzione utilizzate e la relazione tra la struttura neolitica e le acque termali vicine, quanto ai profili ambientali, economici e rituali legati al sito.

Questo ritrovamento si inserisce in una rilettura più ampia della lunga storia delle terme naturali italiane, dove l’elemento acqua non è solo vitale ma anche simbolico, offrendo una chiave di lettura per comprendere pratiche salutari, rituali e sociali delle comunità antiche.
Possibili applicazioni narrative e divulgative
La storia del Bagno dei Frati di Sorano può essere valorizzata attraverso percorsi museali tematici, ricostruzioni virtuali degli spazi, e testi divulgativi che mettano in luce l’uso delle acque termali già 6500 anni fa, integrando dati archeologici con contesto storico e sociale della Maremma toscana.