Bar ai salici miscelando ricette cocktail: esplorazione dei grandi classici e delle loro varianti

Si facciano avanti gli amanti dei grandi classici della miscelazione! A livello chimico il ginepro contenuto nell’alcol del gin e il chinino della tonica si sposano perfettamente: un esempio di chimica perfetta nella coppia. Il consiglio che posso dare è di mescolare tutti gli ingredienti, eccetto la tonica, prima di mettere il ghiaccio nel bicchiere. Una volta riempito di ghiaccio fino all’orlo si può versare la tonica.

Nel 2019 ricorre il centenario di uno dei cocktail più bevuti di sempre. Bisogna ringraziare il conte Negroni se dopo 100 anni questo drink è giunto a noi praticamente invariato, una ricetta perfettamente bilanciata, un “unforgettable” bevuto in ogni parte del mondo. Riempite un bicchiere colmo di ghiaccio, versate prima il vermouth, poi il bitter e in fine il gin. Mescolate per circa 5/8 secondi. Inserite un trancio di arancia tra il bicchiere e il ghiaccio. Il classico dei classici, le origini del cinematografico cocktail Martini sono contese da più personaggi, ma di sicuro la nascita risale alla seconda metà dell’800.

Non ne esiste uno perfetto, è sempre diverso a seconda di chi lo beve (e di chi lo prepara). Prendete un mixing glass (meglio se dal freezer) e riempitelo di ghiaccio. Versate prima il vermouth, poi il gin, infine due gocce di bitter all’arancia. Giovane classico della miscelazione è senza dubbio il “Bloody Mary” con la sua storia affascinante. Sono diversi a contendersene la creazione, tra i più conosciuti sicuramente Fernand “Pete” Petiot, barman di origine francese e George Jessel, uomo dello spettacolo statunitense.

“Mixing glass alla mano (freddo di freezer) riempitelo di ghiaccio. Versate tutti gli ingredienti e lasciate per ultimi sale, pepe e tabasco, in modo da controllare la speziatura. Mescolate 10 secondi senza annacquare troppo il drink e servite con ghiaccio o senza, a seconda dei gusti. Sono diverse le versioni sulla paternità del cocktail nazionale messicano. Di certo, però, si sa che nasce negli anni ‘40 utilizzando il tequila e che la traduzione della parola latina margarita vuol dire “perla”. Rientra nella categoria dei “sour” e il carattere esotico ricorda luoghi lontani.

Riempite uno shaker con ghiaccio, versate gli alcolici, aggiungete il succo di lime o limone, agitate per 7-8 secondi e versate nella coppa cocktail. E il vostro cocktail preferito qual è? Nei giorni scorsi mi sono recata a Londra per una riunione di lavoro e mentre qui era luglio là mancava un mese a Natale. Freddo e pioggia battente, un tempo da lupi, ma la cosa non mi ha affatto scoraggiata. L’Hotel Corinthia a Whitehall Place è veramente uno sballo! E’ italiano Fabio al ricevimento, giovane carino, molto professionale e garbato.

Sono partita alla grande verso le 19 con un giro di cocktail che Mario la Pietra ha preparato per me con varie personalizzazioni. Un Bloody Mary all’italiana, servito in vecchia coppa Moscato, da cappottarsi, dove la colatura di alici, difficilissima da dosare, ha sostituito la worchestershire sauce. Dopo un paio d’ore di chiacchiere, dove abbiamo scoperto di avere alcuni amici in comune nel giro dei barman, tra cui Dario dell’Hotel Bulgari a Milano e il mitico Antonio, detto il professore, a Roma, una specie di mentore un po’ per tutti gli appassionati del genere, ho preso una pausa per andare a provare la cucina di Massimo Riccioli.

immagini dei grandi classici cocktail e spiegazioni

Il posto è incantevole, inizialmente pensavo di trovarmi a New York ma poi ho ritrattato perché la verità è che attualmente è proprio Londra l’ombelico del mondo. La sala enorme, confortevole e moderna. Carta dei vini francese e italiana, dalla quale ho attinto un La Closerie, scoprendo peraltro di aver perso una scommessa con Bocchetti e con Gennaro Maglione (vabbè ragazzi, avevate ragione voi, vi devo due crodini e chiudiamola qui) e cucina di mare rigorosamente italiana.

La pasta è Verrigni, il modello nuovo, in comunione dei beni con il bravo Francesco Valentini che, a quanto pare, dove mette mano fa miracoli. Crudi di pesce favolosi e ostriche Belon da mangiare a dozzine, finché ce n’è! All’interno del ristorante c’è una bellissima sala privée per circa 20 persone con cucina attrezzatissima per chi vuole godere del maestro Riccioli tutto per sè, cosa che hanno fatto Johnny Depp e Tim Burton con rispettive consorti. Terminata la cena sono tornata a dare la buonanotte ai ragazzi del Bassoon. Mario mi ha fatto provare il suo Manhattan con Rum al posto del whiskey e un vermuth rosso eccellente da lui preparato e lasciato riposare in botte. Favoloso, magistrale!

Peccato che all’una di notte fosse chiusa la gigantesca e curatissima spa, avrei potuto andare a smaltire i fumi dell’alcol in una sauna svedese o in un bagno turco. Anzi, meglio così, in fondo io sono Black Mamba e le cose che fanno bene in genere mi annoiano a morte. Corinthia Hotel London. Whitehall Place. London SW1A 2BD. United Kingdom.

Ecco le ricette dei cocktail che mi ha inviato Mario La Pietra. Descrizione: La ricetta nasce come variante “estiva e floreale” del classico Americano, ma da dedicare ad un pubblico femminile (soprattutto d’oltremanica) con l’uso di sambuco e una goccia di bitter alla lavanda. Martini Gold e Cinzano Orancio fanno gioco del classico vermouth rosso; Suze liqueur richiama Campari bitter grazie alle proprietà amaricanti. La soda allo zafferano richiama lo zafferano presente nel Martini Gold. Method: throwing (tecnica con due mixing tin). La tecnica consiste nell’effettuare lunghi versaggi da un recipiente all’altro per miscelazione, ossigenazione e raffreddamento. Tale tecnica venne portata in Europa da Miguel Boadas, fondatore del “Boadas” bar di Barcellona.

Descrizione: variante del classico Bloody Mary dove la Worcester sauce viene rivista con colatura d’alici di Cetara e infuso maraschino Luxardo. Il limone e la lime e altri dettagli raccontano un viaggio tra sapori mediterranei. Il sale alla vaniglia al naso inganna i recettori e la garnish è una ciliegia macerata in bourbon e crème de cacao. Un tocco di Pimento Dram e Dry Curacao richiama i profumi dei tiki drinks.

Descrizione: rivisitazione di un Manhattan in chiave TIKI con rum demerara al posto del bourbon, vermouth rosso fatto in casa e una miscela di Pernod-Angostura come omaggio al creatore dei tiki Donn the Beachcomber. La scelta di ingredienti caserecci è stata motivata dal desiderio di emozionare con profumi e sapori tipici. FALERNUM e PIMENTO DRAM celebrano i profumi caraibici, mentre l’aggiunta di Dry Curacao è un omaggio a Constantino Ribailagua.

Se dai un’occhiata al “El Florida cocktail” 1930 circa noterai una composizione di rhum, lime, granatina, orange curacao, sweet Italian vermouth e crème de cacao, simile a un Manhattan rivisitato. L’Orange curacao nello stile ancienne méthode e la crema di cacao presente nella bagna richiamano i sapori di Manhattan reinterpretato. L’estate invita anche a cocktail come Piña Colada, Bellini, Rossini e Puccini, nati nel contesto proibizionista.

  1. Long Island Iced Tea: mix alcolico alto, con gin, vodka, tequila, rum bianco, triple sec, succo di limone, sciroppo di zucchero e Coca-Cola.
  2. Margarita: tequila, triple sec e lime, servito in coppa con bordi salati.
  3. Tequila Sunrise, Paloma: tequila con agrumi e miscele di sapori rinfrescanti.
  4. Gin Tonic, White Lady, Gin Fizz: varianti a base di gin con diverse aggiunte di agrumi, zucchero e acqua tonica.
  5. Negroni, Negroni Sbagliato: varianti con spumante al posto del gin o con vermouth rosso.

Nei ricordi di viaggio tra hotel londinesi e ristoranti prestigiosi, emergono anche riferimenti a cocktail come Hugo, Spritz, Spritz Veneziano, e una vasta galleria di suggerimenti per personalizzare drink classici. Il panorama invita a scoprire come i grandi classici si prestano a reinterpretazioni creative mantenendo l’equilibrio e la coerenza gustativa.

Bellini, Puccini e Rossini: le ricette dei cocktail spiegate da un grande bartender

Infine, una rassegna di schede e ricette di base per gli appassionati: dalle basi del gin al mix di distillati per un Bloody Mary all’italiana, fino a varianti di Manhattan e altre curiosità legate a cinema, TV e storia dei cocktail.

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