Il braccialetto elettronico: doccia impermeabilità, usi, normative e sicurezza

Il braccialetto elettronico è uno strumento centrale nel sistema di monitoraggio delle misure cautelari, impiegato in Italia anche per la protezione delle vittime di stalking.

Grazie all’evoluzione tecnologica, il dispositivo consente il controllo a distanza di soggetti sottoposti a restrizioni giudiziarie.

Il braccialetto è un dispositivo ampiamente utilizzato nel mondo con successo da molti anni, come anche in Italia.

Questo utilizzo ha peraltro comportato un notevole aumento nell’adozione del “braccialetto” in risposta alla normativa attualmente in vigore, che impone l’adozione di tale misura nei casi codificati.

Il capitolato tecnico del servizio di monitoraggio elettronico definisce il sistema centralizzato, la gestione delle attivazioni, e l’inoltro di allarmi alle sale operative delle Forze di Polizia.

Il braccialetto elettronico è uno strumento utilizzato per il monitoraggio di soggetti sottoposti a misure alternative alla detenzione, come ad esempio la detenzione domiciliare o misure cautelari quali allontanamento e divieto di avvicinamento.

Il servizio descritto nel capitolato prevede la gestione centralizzata delle attività di monitoraggio, attivazione e disattivazione dei dispositivi elettronici applicati ai soggetti monitorati.

Il servizio comprende anche l’inoltro tempestivo di informazioni e allarmi alle sale operative delle Forze di Polizia.

Tracciamento: questo scenario implica il monitoraggio degli spostamenti del soggetto attraverso il rilevamento GPS.

Tracciamento di prossimità: oltre al tracciamento del soggetto, in questo scenario viene monitorata anche la potenziale vittima di un’aggressione.

Centro Elettronico di Monitoraggio (C.E.M.) è la struttura centrale da cui vengono gestiti tutti i dispositivi di sorveglianza, le attività operative e le comunicazioni con le Forze di Polizia.

Dispositivi di sorveglianza includono braccialetti RF per il monitoraggio domestico e braccialetti con GPS per il tracciamento degli spostamenti.

Connettività e gestione degli allarmi avvengono tramite rete mobile o tramite linee telefoniche fisse.

La gestione operativa del sistema è affidata alla società che fornisce il servizio.

Questa è responsabile dell’installazione e della disattivazione dei dispositivi, della verifica della copertura radiomobile e della manutenzione periodica dei dispositivi.

Un aspetto fondamentale riguarda la sicurezza e la protezione dei dati personali, garantendo che i dati sensibili siano trattati in conformità con la normativa vigente.

Il sistema deve assicurare che le comunicazioni tra dispositivi e il C.E.M. siano protette e affidabili.

Il braccialetto elettronico è impermeabile, in considerazione del fatto che deve essere indossato in ogni momento, anche sotto la doccia.

Il braccialetto rileva qualsiasi tentativo di violazione e invia notifiche all’autorità giudiziaria e alla vittima tramite sistemi dedicati.

Il braccialetto può utilizzare la tecnologia GPS per rintracciare la posizione della persona alla quale è stato applicato.

Il braccialetto è applicato principalmente quando il giudice dispone misure cautelari diverse dalla custodia in carcere, tra cui arresti domiciliari e allontanamento dalla casa familiare.

La norma prevede l’obbligatorietà delle modalità di controllo mediante mezzi elettronici o altri strumenti tecnici, quando ne sia accertata la disponibilità da parte della polizia giudiziaria.

La dichiarazione di consenso è richiesta al destinatario del braccialetto, che deve esprimere il proprio consenso per garantire l’impegno alla misura.

Se il giudice revoca gli arresti domiciliari, perché il soggetto si è allontanato dalla sua abitazione, può disporre sempre la custodia in carcere.

Il Consiglio dei ministri ha introdotto l’automatizzazione del braccialetto anche per reati quali lo stalking e i reati di violenza di genere, tramite nuove disposizioni.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 173/2024, ha chiarito che la distanza minima di 500 metri resta uno dei parameteri essenziali per il tracciamento di prossimità.

La Corte ha riconosciuto che l’articolo 282-ter c.p.p. permette al giudice di mantenere flessibilità e proporzionalità nell’esecuzione del divieto di avvicinamento.

Inoltre, la Consulta ha evidenziato che la misura deve essere proporzionata alle esigenze della vittima e alle circostanze concrete, senza inutili vincoli logistici.

La prima applicazione del braccialetto elettronico per stalking in Italia è avvenuta a Monza nel dicembre 2023, nell’ambito del nuovo quadro normativo entrato in vigore il 9 dicembre 2023.

La normativa prevede che il braccialetto sia applicato anche per delitti indicativi di violenza di genere, fungendo da sistema di controllo a distanza e protezione per la vittima.

Il braccialetto è una cavigliera di circa 200 grammi, non può essere rimosso autonomamente e resta attivo per tutta la durata della misura, salvo manutenzione.

Le spese per l’adozione del braccialetto sono a carico dello Stato.

La distanza minima di 500 metri serve a dare un tempo sufficiente alla vittima per trovare riparo e alle forze dell’ordine per intervenire.

La legge 168/2023 amplia l’uso del braccialetto a ipotesi di “non fattibilità tecnica”, prevedendo ulteriori procedure e controlli.

Il braccialetto è uno strumento fondamentale per la gestione delle misure cautelari, in particolare nella protezione delle vittime di reati come lo stalking.

Questa tecnologia rappresenta una risposta concreta per prevenire ulteriori atti di violenza, offrendo un mezzo di protezione vitale alle vittime.

Il braccialetto elettronico è uno strumento utile a superare il problema del sovraffollamento carcerario, integrando le misure alternative alla detenzione.

In conclusione, l’introduzione del braccialetto elettronico nella legislazione italiana segna un passo significativo nella lotta contro la violenza di genere, offrendo una protezione concreta alle vittime.

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