Salve amici, spero di essere nella sezione giusta. Farò di tutto per essere stringato... Anni fa, nel 2008, acquistai un "Gruppo Chorus 10 V carbon, nuovo di zecca ma con guarnitura FSA Team Issue, sempre in carbonio; mai un problema e fu un affare poiché "smontato dal negoziante da una Bianchi in esposizione" che all'epoca montava di serie Gruppi Chorus concepiti così come descritto, poi freni Skeleton su un lato dei quali quello anteriore leggo BEARINGS. Gruppo montato su una bici, purtroppo incidentata, e passato poi su un Colnago Master Più rifatto nuovo di zecca (ma con guarnitura CHORUS Ultratorque).
Ad un certo punto, con le 11v già in commercio da qualche anno, hanno iniziato a fare i dual pivot al posteriore (non so se hai presente quella mia bici grigia, in metallo, la cui marca inizia per P ...). Ad un certo punto, con le 11v già in commercio da qualche anno, hanno iniziato a fare i dual pivot al posteriore (non so se hai presente quella mia bici grigia, in metallo, la cui marca inizia per P ...). Come già evidenziato, sulla splendente Colnago si tratta di un gruppo freno misto a perno singolo (posteriore) e doppio (inteso dual pivot) nella versione esclusiva alleggerita (skeleton). Vale la pena di ricordare che i freni (come del resto tutti i componenti di una BDC) si sono evoluti per motivi funzionali, estetici e di riduzione di costo.
Questa continua riprogettazione ha interessato materiali, disegno, peso ed integrazione nel telaio. Dai mitici Universal col dado si è passati a versioni con fissaggio a brugola e sgancio rapido (per consentire lo sfilamento della ruota) fino alle ultime versioni direct mount. Salve amici, spero di essere nella sezione giusta. Farò di tutto per essere stringato... Anni fa, nel 2008…
Una osservazione chiave: sui gruppi Campagnolo, soprattutto nelle versioni Skeleton e Dual Pivot, la differenza cruciale riguarda il modo in cui i pattini frenanti modulano la potenza di frenata e la linearità, specialmente al posteriore. Usato con i pattini specifici per cerchi in carbonio, il freno posteriore Skeleton Dual Pivot si distingue per equilibrio e sensibilità, offrendo una frenata più equilibrata e modulabile rispetto al mono pivot.
La scelta tra Skeleton e Dual Pivot non è solo estetica: cambia anche la sensazione di frenata, la gestione della potenza in curva e la risposta in condizioni diverse. Altre novità importanti della gamma sono i pattini BR-RE701 per cerchi in carbonio e le modifiche al porta tacchetti, che hanno reso i pattini più facili da montare e con una molletta di sicurezza integrata. Nella foto il freno posteriore Skeleton Super Record Revolution con pattini Campagnolo BR-RE701 per cerchi in carbonio Campagnolo. Usato con i nuovi pattini, il freno posteriore dual pivot, rispetto alla versione monopivot, ha migliorato notevolmente la frenata. Ora è più equilibrata ed efficace.
Contesto tecnico e storico
La Campagnolo ha una storia lunga e ricca: dai mitici gruppi Universal con dado si è arrivati a versioni con fissaggio a brugola e sgancio rapido, fino alle ultime versioni direct mount. L’evoluzione dei freni è parte di una più ampia evoluzione dei componenti di una BDC, che ha interessato materiali, disegno, peso e integrazione nel telaio. Esempi concreti includono il passaggio dal perno singolo posteriore al dual pivot posteriore, introdotto come opzione su livelli di gamma elevati come Super Record, Record, Chorus e, in certi periodi, su modelli Revolution 2011 e successive.
Nel 2011 è stata introdotta una novità: maggiore potenza nella frenata anche sul freno posteriore. La scelta è stata fatta considerando la minore forza frenante della versione mono pivot del posteriore. Il dual pivot posteriore è un optional per chi possiede i gruppi Revolution 2011 e successivi. Inoltre, il porta tacchetti dei freni è stato alleggerito nelle versioni Super Record, Record e Chorus, con un sistema di montaggio più facile e una molletta di sicurezza. Nella foto si vede il freno posteriore Skeleton Super Record Revolution con pattini Campagnolo BR-RE701 per cerchi in carbonio Campagnolo.
Confronto pratico tra Skeleton e Dual Pivot
Il dual pivot posteriore ha mostrato, in test e testimonianze, una migliore modulazione e controllo rispetto al mono pivot, particolarmente in condizioni di curva o discesa dove la gestione del peso e del grip è cruciale. Alcuni utenti hanno riferito preferenze diverse: chi ha dimensioni e stile di guida particolari ha trovato il mono pivot adeguato per potenza sufficiente, mentre altri hanno scelto il dual pivot per la sensazione di controllo e la possibilità di modulare meglio l’aderenza della ruota posteriore.
Le differenze tra i gruppi SR11, i vari revisioni e le opinioni degli appassionati mostrano una discussione ricca e variegata: c’è chi predilige l’equilibrio e la facilità di montaggio del dual pivot e chi apprezza la potenza e la semplicità del mono pivot, soprattutto su biciclette più pesanti o meno aggressive in handling. In generale, l’uso di dual pivot sul posteriore si è diffuse come soluzione per ottenere frenata più progressiva e prevedibile, ma resta una scelta soggettiva legata al tipo di telaio, alle ruote e allo stile di guida.
Riepilogo storico dei gruppi Campagnolo
Il marchio vicentino ha una storia lunga che include pieghe importanti: nel 1951 il Gran Sport, nel 1961 il Valentino, nel 1963 il Record, dieci anni dopo il Super Record, nel 1987 Athena e Chorus, nel 1990 Xenon, nel 1995 Mirage e Veloce. Daytona (2000) e Centaur (2002) sono gli ultimi gruppi usciti a 9 velocità, mentre ultimi quindici anni è avvenuto il passaggio alle 10 e alle 11 velocità. Il 2012 segnò l’uscita dei gruppi Record e Super Record anche nella versione EPS ad azionamento elettronico. Chorus 11v gr.2052 listino 1620 euro; Centaur 10v gr.2156 listino 1053 euro; Athena 11v gr.2108 listino 1070 euro; Veloce 10v gr.2306 listino 637 euro.
Il Xenon è stato a lungo considerato entry level, mentre la gamma continua a offrire diverse opzioni per diverse esigenze di prezzo, peso e potenza. Le innovazioni includono ruote e kit accessori in costante evoluzione, con una forte attenzione all'integrazione tra componenti e telaio.

Questa sezione includerebbe una visualizzazione che confronta l’angolo di attacco, la distanza tra perni e la differenza di peso tra le due versioni, utile per chi cerca una comprensione grafica delle differenze.
CAMPY TECH LAB™ - MONO & DUAL PIVOT BRAKING SYSTEM - CAMPAGNOLO
In definitiva, la scelta tra Skeleton e Dual Pivot dipende da preferenze di modulazione, peso del sistema e affidabilità a seconda del tipo di pedivelle, ruote e telaio in uso. È utile provare entrambi i sistemi o consultare esperienze di altri ciclisti simili al proprio stile prima di decidere.
| Aspetto | Mono Pivot | Dual Pivot |
|---|---|---|
| Modulazione | Variabile, meno prevedibile | Superiore, curva più controllata |
| Potenziamento | Potenza elevata | Potenza equilibrata |
| Uso tipico | Biciclette leggere, stile aggressivo | Biciclette pesanti o con requisiti di frenata modulata |
Grazie per l’attenzione e per la discussione costruttiva su questa parte iconica della storia delle bici da corsa. Il Master con quel montaggio è pura eleganza su due ruote, sembra uscito ieri dal negozio.
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