Nel primo caso è ammessa l'espulsione a parete nel rispetto delle distanze della UNI 7129, ma solo se si dimostri l'impossibilità dello sbocco in copertura. Nello stato preesistente c'era già lo sbocco in parete per di più di piano a gas. Nel secondo caso, anche se non mi riguarda, è prevista una cosa interessante: "Nei soli casi in cui la realizzazione di idonei condotti per espulsione fumi e vapori di cottura di locali adibiti ad attività diverse da quella abitativa sfocianti in copertura si ponga in contrasto con la disciplina di decoro e tutela dell’immagine urbana di cui all’art. 68 del presente Regolamento, è ammessa l'adozione di idonei impianti tecnologici tali da garantire il rispetto delle norme fondamentali in materia di igiene e sicurezza, senza fuoriuscita all’esterno di fumi o vapori. L’espulsione a parete o tramite infissi non è consentita".
La questione si intreccia con la capacità di usare cappe filtranti o sistemi di ventilazione alternativi. La mia considerazione è questa: ammesso di aver capito bene, se è ammesso l'utilizzo delle cappe a carboni attivi senza espulsione esterna dei vapori per cucine professionali, vale ancora di più per quelle residenziali, almeno a buon senso. Per vostra esperienza, è possibile installare cappe filtranti? La cappa filtrante senza sbocco all'esterno proposta mi sembra già sufficiente, non essendoci gas e non applicando la 7129 e permette di evitare lo scarico fuori norma.
Il primo: è possibile per legge utilizzare cappa filtrante senza espulsione vapori di cottura all'esterno? Mi pare che sia un argomento dibattuto e poco chiaro. Esattamente come il caso di finestre che non rispettano i rapporti a.i. PS è vero che la 7129 vale per impianti a gas, ma per definizione i vapori riguardano la cottura dei cibi o lavanderie, a prescindere dalla presenza di gas. PS2 a ben studiare la UNI7129 per il caso dell'evacuazione dei vapori di cottura, non sono prescritte distanze minime rispetto a pareti/finestre. Queste prescrizioni riguardano solo il caso dell'espulsione prodotti della combustione di caldaie. con la disciplina di decoro e tutela dell’immagine urbana di cui all’art. fumi o vapori.
Giusto. Il primo: è possibile per legge utilizzare cappa filtrante senza espulsione vapori di cottura all'esterno? è da diverso tempo che cerco risposte dall'edilizia di Firenze a questa domanda, anche tramite i colleghi che seguono le pratiche edilizie... Il primo: è possibile per legge utilizzare cappa filtrante senza espulsione vapori di cottura all'esterno? è da diverso tempo che cerco risposte dall'edilizia di Firenze a questa domanda, anche tramite i colleghi che seguono le pratiche edilizie... la cappa filtrante è come se non esistesse in quanto non è tra le soluzioni ammesse (ciò non implica che non si possa mettere, solo che non è considerato un sistema di evacuazione dei vapori di cottura). in questo modo non sei al 100% in regola tuttavia, le valutazioni su cosa conviene fare le lascio a te che conosci la situazione (committente, vicinato, tipologia di intervento, responsabilità, difficoltà di andare a tetto, ecc..).
Art. Il Comune di Firenze NON ammette espulsione a parete di aspirazione di canne fumarie. Nel Regolamento Edilizio all'art. Nei soli casi di miglioramento igienico sanitario, e solo in questi casi, è ammesso lo sbocco a parete se rispettate le distanze di cui al comma 3. E comunque solamente nel caso di dimostrata impossibilità rivante da vincoli imposti dalla pubblica amministrazione. Ciò significa, ad esempio, che l'unica soluzione per avere uno sbocco in copertura sarebbe passare sulla facciata fronte strada in contrasto con l'art. 66 del Regolamento Edilizio (ma anche in questo caso si può chiedere un parere preventivo). Le norme UNI 7129 indicano che la cappa aspirante non è obbligatoria ma consigliata, ma riguardano il problema degli impianti a fiamma libera che potrebbero causare monossido di carbonio. E' tuttavia un discorso completamente diverso dall'intento dell'art. 32 del Regolamento Edilizio.
Oh "topino della Kinder", quel punto scritto in esclamativo, mal si addice a che scrive il primo messaggio....sia che sia alle prime armi, che esperto in materia, che abbia ragione o torto... Anche meno, va bene... Il termine "combustione" non lascia spazio ad interpretazioni tecniche. Quello che scrive Kindermouse, in punta di R.E. è assolutamente corretto. Purtroppo ci sono tante situazioni in cui vengono installate cappe filtranti (i commerciali non si fanno domande...), spesso anche cambiando il progetto in cantiere. nel comma 2 è presente un simpatico errore grammaticale...
Il Comune di Firenze NON ammette espuslione a parete di aspirazione di canne fumarie. Nel Regolamento Edilizio all'art. Nei soli casi di miglioramento igienico sanitario, e solo in questi casi, è ammesso lo sbocco a parete se rispettate le distanze di cui al comma 3. E comunque solamente nel caso di dimostrata impossibilità rivante da vincoli imposti dalla pubblica amministrazione. Ciò significa, ad esempio, che l'unica soluzione per avere uno sbocco in copertura sarebbe passare sulla facciata fronte strada in contrasto con l'art. 66 del Regolamento Edilizio (ma anche in questo caso si può chiedere un parere preventivo). Le norme UNI 7129 indicano che la cappa aspirante non è obbligatoria ma consigliata, ma riguardano il problema degli impianti a fiamma libera che potrebbero causare monossido di carbonio. E' tuttavia un discorso completamente diverso dall'intento dell'art. 32 del Regolamento Edilizio.
Esistono sistemi di condensazione fumi che utilizzano l'acqua dell'acquedotto o cicli frigo. Eccolo quello più bravo! Eh certo. I depolveratori o abbattitori a ciclone non fanno ricircolo. Espellono comunque l'aria all'esterno. Inoltre la loro efficacia dipende dal grado di manutenzione. resta in ambiente, viene se necessario filtrata. Se hai modo di espellere i fumi, questi sistemi non servono. nel comma 2 è presente un simpatico errore grammaticale...provate a rileggerlo io non conosco i "locali camini", voi?
Canna Fumaria Singola vs. La canna fumaria è un componente essenziale per il corretto funzionamento di camini, stufe e caldaie. La sua funzione principale è convogliare i fumi di combustione all’esterno, garantendo sicurezza e salubrità negli ambienti interni. Canna Fumaria Singola vs. UNI 10683: Stabilisce i requisiti per l’installazione e la manutenzione di impianti alimentati a legna o altri biocombustibili solidi. UNI 7129: Riguarda gli impianti a gas per uso domestico, definendo criteri per progettazione, installazione e messa in servizio. Le normative prevedono specifiche sull’altezza minima delle canne fumarie e sulle distanze di sicurezza da materiali combustibili e aperture di ventilazione. La normativa italiana impone che lo scarico dei fumi avvenga a tetto, evitando emissioni a parete che potrebbero causare inconvenienti o pericoli per la salute. Una corretta progettazione prevede la scelta del materiale adeguato, il dimensionamento appropriato in base all’apparecchio servito e la valutazione del percorso ottimale per la canna fumaria. L’installazione di una canna fumaria può richiedere permessi edilizi, soprattutto se comporta modifiche esterne visibili o interventi strutturali significativi. Dopo l’installazione, è obbligatorio effettuare un collaudo dell’impianto e ottenere la dichiarazione di conformità, attestante il rispetto delle normative vigenti. Le canne fumarie che non rispettano le normative devono essere adeguate o rimosse per evitare sanzioni e rischi per la sicurezza. L’installazione o il mantenimento di una canna fumaria non a norma può comportare sanzioni economiche significative.
Secondo il D.Lgs. Un proprietario vuole installare una stufa a pellet in un appartamento al terzo piano. In un edificio con più unità abitative, le caldaie scaricano in una canna fumaria collettiva. Una pizzeria deve adeguare la propria canna fumaria per ridurre le emissioni di fumo e odori. NormaApplicazioneRequisiti principaliUNI 10683Stufe a biomassaScarico a tetto obbligatorioUNI 7129Impianti a gasMateriali e dimensioni idoneeD.Lgs. Installare e mantenere una canna fumaria a norma è essenziale per garantire sicurezza, efficienza ed evitare sanzioni. Con Casa e Campagna ti aiutiamo a vendere la tua proprietà al miglior prezzo e in tempi rapidi.
Le norme UNI 7129 indicano che la cappa aspirante non è obbligatoria ma consigliata, ma riguardano il problema degli impianti a fiamma libera che potrebbero causare monossido di carbonio. E' tuttavia un discorso completamente diverso dall'intento dell'art. 32 del Regolamento Edilizio. Esistono sistemi di condensazione fumi che utilizzano l'acqua dell'acquedotto o cicli frigo. Resta da verificare quale sia la soluzione migliore tra canna fumaria tradizionale, filtro attivo o sistema di evacuazione a parete, soprattutto in contesti storici o vincolati.
Le normative includono UNI EN 13384-1:2019 per camini a legna o pellet, UNI EN 13501-1 per l’evacuazione dei fumi, e diverse regole sull’altezza e sulle distanze di sicurezza. La scelta tra sbocco a tetto o a parete dipende da valutazioni tecniche, urbanistiche e dai vincoli locali. Il regolamento edilizio di Roma Capitale, ad esempio, prevede canne fumarie singole o collettive con sbocco al tetto e specifiche eccezioni solo in presenza di impossibilità tecnica o vincoli particolari. Le sedi storiche e UNESCO impongono vincoli aggiuntivi che complicano l’approvazione di nuove strutture esterne.
- Verificare normative vigenti locali, regolamenti edilizi e autorizzazioni prima di pianificare la cucina o la canna fumaria.
- Considerare l’opzione di cappa filtrante solo se non è possibile realizzare uno sbocco esterno conforme alle norme.
- Valutare l’impatto estetico e urbanistico, soprattutto in contesti storici o vincolati.
- Predisporre un parere preventivo quando si incontrano vincoli di decoro o vincoli amministrativi.
