Caldo, eh? Sì, troppo. Stiamo tipo a fa’ a colla. E che si fa? ’Na doccetta perché er mare pizzica, un bagnetto quando la capoccia va a fuoco. Meglio ancora «un calippo», e «’na bira».
Dalla spiaggia infuocata di Ostia è tutto, linea allo studio. Dieci anni fa, l’intervista alle ragazze in bikini che dispensano consigli anti-afa tra gli ombrelloni diventa cult. «Un calippo e ‘na bira», un tormentone che attraversa parecchie estati fino a trasformarsi in un brand.
Le “Calippe”, eccole qui, ancora loro, scanzonate su Instagram: Debora Russo e Romina Olivi, insieme nelle foto, bottiglia ghiacciata e ghiacciolo, a promuovere la loro canzone del 2019 “Portame ar mare”, oppure con un pallone in mano, «Se famo ‘na partita regà? Poi tutti calippo e bira».
«Avevo 14 anni, Romina ne aveva 13. Non la conoscevo nemmeno, era amica di una mia amica. Ho visto quello con la telecamera in spiaggia e ho detto: andiamo a fare le sceme. La mia amica non voleva ed è venuta Romina».
«Andavo ancora a scuola, facevo le medie, ero stata bocciata tre volte. Non riguardo niente, non me la sento. Scrivevano: queste non studiano, ma guarda come parlano. La gente è un poco infelice e ha sempre qualcosa da ridire. Ma non ci faccio caso agli insulti».
«Sì, ci sentiamo sempre. Lei adesso è fidanzata con uno della Calabria e passa l’estate lì. È cambiata un poco la tua vita dopo la notorietà che ti ha dato il video?»
«Siamo diventate popolari ma alla fine non è successo niente. Mi sono iscritta a una scuola di estetista di Guidonia, ma non l’ho finita perché a 16 anni sono rimasta incinta. Mi sono dedicata completamente a mia figlia, Jennifer, a settembre fa 8 anni. E adesso lavoro come onicotecnica in un centro estetico di Villalba. Unghiarola o unghiara, come si dice, insomma faccio le unghie.»
«Oddio, “portame ar mare”. ’Na cosetta tranquilla. Ma il mondo dello spettacolo non mi piace. Qualcuno raro. Sono felicemente da sola e così rimango. Faccio la mamma single.»
Abbiamo bisogno degli uomini, noi?
Da due giorni a questa parte i romani non soffrono più il caldo, ma «stanno tipo a fa colla». Quando hanno sete non bevono più l'acqua ma "se pijano er calippo" o "na bira".
Il video è in testa alla classifica dei più visti su YouTube in Italia, vanta contatti da tutto il mondo ed in Spagna è entrato tra i top 10. Le due inconsapevoli protagoniste sono ricercatissime. In tanti si chiedono chi siano e come si chiamano. Intanto dal web il servizio è finito sui principali tg italiani che hanno rilanciato quello che ormai è diventato un vero e proprio tormentone. Su Radio Deejay il Trio Medusa ha dedicato loro addirittura una puntata.
Ostia, 2010. Estate torrida e pazzesca: quella di Romina e Debora, le ragazze della «bira & calippo», tormentone che per un mese abbondante - era agosto - furoreggiò in tutta Italia. Adesso Romina e Debora tornano: con un rap che sarà presentato venerdì allo stabilimento «Nuova Pineta-Pinetina», «salottino» tra i più eleganti del Lido di Roma.
Moviola del tempo all’indietro, a disposizione di chi non se le ricorda più quelle ragazze allora neanche sedicenni - truccatissime, piercing sull’ombelico - parlare nel linguaggio del loro strano slang capitolino finito per essere remixato in ogni discoteca dello Stivale.
«Sì, me so pijata er calippo...», «vado a fa la doccetta là perché dopo pizzica tutto», «poi ar mare uno se deve divertì, se deve», «sto a fa ‘a colla...». Frasi ripetute a Roma, Firenze, Palermo, Torino, sulle Dolomiti, ai laghi, in treno e in auto.
Tutto nacque senza un esatto perché dopo un servizio sulla spiaggia di Ostia realizzato da Sky. Nicola Veschi - inviato in tutti i fronti caldi del mondo - e il suo operatore Ciro Gallinaro sono a riva. Sotto il sole che picchia a quaranta gradi, la piccola troupe intervista - per un servizio come tanti sul caldo - i bagnanti al Faber beach. Tra loro, Debora Russo e Romina Olivi fermate da Nicola e Ciro. Le due vengono da posti diversi della periferia di Roma e quella mattina si ritrovano con i teli da mare sistemati accanto.
Non si conoscono, fanno amicizia. Poi un frammento della loro spontaneità-trash viene registrato in circa tre minuti di colloquio surreale, una roba che sta a metà tra pellicole da neorealismo rosa e dialoghi pasoliniani. Ecco: la sottotitolazione racconta un mondo. Sulla battigia, una delle due ragazze suggerisce i rimedi contro il caldo: «Devi annà a fa subito er bagno su a capoccia, poi te pija un’insolazione»; il sottotitolo chiarisce: «Devi andare subito sotto l’acqua per bagnarti la testa, sennò rischi l’insolazione». E ancora: «Poi me so pijata er calippo», che «sarebbe un fresco ghiacciolo». La stessa cosa che ha fatto l’amica: «Io pure er calippo. Poi se semo pres’à bira». E all’osservazione che gli alcolici con il sole non vanno bene, la risposta è che «vabbè, mejio de niente. Poi ar mare uno se deve divertì, se deve».
Risultato: quel video viene visto milioni di volte, un numero di clic incalcolabile. Romina e Debora vengono intervistate, invitate in tv e persino a teatro. Per un paio di mesi non si parla che di loro. Un fuoco di paglia che però brucia subito. Finiscono nel dimenticatoio e il Corriere della Sera riesce a ritrovarle l’anno successivo. Senza un filo di trucco e con qualche libro letto in più. Sempre in bilico tra sfrontatezza e aria naif, ma più accorte nel parlare. Conseguenza forse dei mesi trascorsi sui banchi. Romina all’epoca era iscritta al primo di un istituto tecnico per il turismo.
Ma come mai Debora e Romina oggi sono riapparse? È tutto frutto di una specie di «guerra» - bonaria - tra deejay. Che quest’estate hanno sfornato video a raffica ambientati nella spiaggia della Capitale. Non solo, o non soltanto, rap: ma quasi «tributi d’amore» nazional-popolari indirizzati a Ostia. Il primo è stato J-Ax, con «Ostia Lido». La prima strofa è tutto un programma: «Tutti parlano di fare la vacanza colta… Ma poi alla fine vanno c’è gnocca...». Proprio J Ax ha inserito un piccolo cameo con due finte Debora e Romina. E da qui è nato tutto: dopo aver visto quel video altri deejay hanno avuto, anche loro, il «guizzo»: «Ma che fine hanno fatto Debora e Romina?», si sono chiesti. Così le hanno cercate, trovandole. Poi le hanno convinte a esibirsi nell’ironico e nuovo tormentone dal titolo «Portami al mare».
Ecco il testo: «L’estate ci chiama, la gente ci ammira, siamo pronte a far festa, andiamo fuori di testa. Portame al mare, o ‘ndo te pare, pijame na bira che nun c’ho na lira...». Il resto lo ha fatto lo scenario - un bel mare, la spiaggia, le cabine - offerto da Franco Petrini, gestore della Nuova Pineta, storico lido che è stato set di tanti film.
Insomma: Ostia, mare di Roma. La prima volta che le ho viste qualcuno ha detto che non sarebbero mai state famose. La prima volta che le ho viste nessuno ha intuito che sarebbero divenute un fenomeno virale, non dicevano nulla di riprovevole solo che lo dicevano in modo colorito. Ma perché mai il tormentone dell’estate? Più che altro, la prima volta che le ho viste ho pensato a come reagisco io quando in spiaggia sto a’ffà aa colla. Passi aa doccetta, d’obbligo al Faber Beach di Ostia come in ogni altro “bagno” d’Italia, ma a prendere “un calippo e ‘na bira” manco ci penso.

OSTIA BEACH - PARODIA ALEXANDRA STAN "MR SAXOBEAT"
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