La Regione Piemonte ha finanziato il progetto di fattibilità tecnico ed economico che ad oggi risulta cantierabile - spiega Bobba - Dunque ora siamo al lavoro per individuare i fondi con i quali avviare il primo lotto del lavoro che consiste nel completamento manutenzione straordinaria delle condotte dell’elevatore, dell’adeguamento in quota e manutenzione canale Depretis nonché l’adeguamento funzionale dello scarico dell’imbocco del canale del Rotto.
«Si tratta di un intervento necessario - sottolinea ancora Bobba - perché sino ad oggi sono stati effettuati dei piccoli interventi di manutenzione, ma un lavoro così importante. Ma oggi siamo arrivati a questa richiesta perché si sta pian piano deteriorando e bisogna evitare di arrivare alla rottura e dunque al blocco dell’impianto.
Perchè l’elevatore non si può assolutamente bloccare in estate, se succedesse si fermerebbero le coltivazioni simbolo del territorio vale a dire l’asparago di Cigliano, la pesca di Borgo D’Ale e ancora il mirtillo di Moncrivello. Grazie a questo impianto il territorio ha un’economia agricola di aziende bio, colture cerealicole, orto fruttifere e anche imprese zootecniche di rilievo. Ma tutto questo non va solo a favore del mondo agricolo ma anche dei privati perché, potendo gestire in maniera corretta e perfetta il flusso delle acque, anche piovane, vi è il giusto rimpinguamento delle falde che di loro volta alimentano gli acquedotti.
Genialità per sollevare l'acqua
A valle della Presa del Canale Depretis si trovano l'edificio e le condotte di un importante Elevatore Idraulico (detto "di Cigliano"), che svolge un ruolo fondamentale nell'economia agraria della zona. Nel 1878, per iniziativa di don Evasio Ferraris (già cappellano militare, che nel 1851 era stato nominato viceparroco di Moncrivello), si costituì il consorzio dei proprietari interessati alla costruzione di un impianto d'irrigazione che permettesse l'innalzamento, di almeno 20 metri, di una portata di circa 1000 litri d'acqua al secondo, prelevati dal Naviglio d'Ivrea, per irrigare aree non ancora servite dalla rete dei canali esistenti.
Fra i vari progetti presentati fu scelto quello dell'ingegner Locarni di Vercelli, che prevedeva un sistema piuttosto complesso di prelievo e sollevamento delle acque, sfruttando i 3 canali Depretis, del Rotto e Naviglio d'Ivrea. Il progetto che fu realizzato si basa su una stazione di pompaggio più bassa di circa 20 metri rispetto al Naviglio d'Ivrea: le acque qui convogliate da apposita condotta risalgono poi alla stessa quota di partenza per forza naturale (principio dei vasi comunicanti) e sono sospinte ancora più in alto, fino all'altopiano di Cigliano, per opera di due turbine azionate da una portata di 7 metri cubi al secondo del Canale Depretis, transitante in prossimità, ma ad un livello leggermente più alto. Le acque del Depretis vengono poi scaricate nel Canale del Rotto, a livello ancora più basso del Depretis. I lavori furono terminati nel 1882. Il costo di realizzazione, di circa 160.000 lire dell'epoca (oltre 500 mila euro attuali) fu sostenuto per intero dai membri del consorzio irriguo.
L'amministrazione delle Regie Finanze concesse gratuitamente, con obbligo di restituzione, la portata d'acqua del Canale Depretis, necessaria per la sollevazione delle acque del Naviglio d'Ivrea. L'Elevatore Idraulico è di proprietà del Consorzio Irriguo di Cigliano-Borgo D'ale-Moncrivello-Villareggia. È visitabile su appuntamento chiamando il numero del Consorzio (Cigliano, 0161423134).
Il ruolo importante svolto da don Evasio Ferraris (Prarolo 1826-Cigliano 1886), fra i più entusiasti propugnatori di progetti di irrigazione delle aree agricole del ciglianese. Una svolta decisiva all'irrigazione della nostra zona fu data dal Cavour: ruolo fondamentale svolto dallo statista fu soprattutto politico. Dalla Dora appartenevano al demanio, che li affittava per contratto ad appaltatori, lucrando profitti e creando una situazione di conflitti permanenti. Si concedevano le acque della Dora Baltea, del Canale Cavour. Tommaso Bertone da Cavaglià nel 1633, di 82 km, capace di 200 mc/sec di portata con uno sviluppo di 450 km, canali per i tronchi principali e 754 km per quelli secondari, di rendere irrigua una superficie di 20.000 ha.
La storia della gestione delle acque e delle bonifiche è stata segnata da ribellioni agrarie e da conflitti sociali, ma anche da innovazioni idrauliche che hanno portato a grandi opere quali l Elevatore di Cigliano e la diga di Mazzè. Nell’arco dei secoli si vedono fasi di stabilità e di crisi finanziarie, con interventi statali, Consorzi irrigui e piani di sviluppo che hanno contribuito a mantenere l’area productive nonostante le difficoltà economiche. Il progetto di Mazzè e la successiva evoluzione della rete idraulica hanno rafforzato la funzione irrigua e hanno reso l’area un punto di riferimento per l’agricoltura della pianura vercellese.
Nell’epoca contemporanea, Deliberazione della Giunta Regionale 6 giugno 2011, n. [numero mancante], ha previsto lavori urgenti ed indifferibili relativi alla ricostruzione e messa in sicurezza dello scaricatore per un importo massimo di spesa di 13.859.720,41 euro. Gli Assessori regionali all’Agricoltura, Paolo Bongioanni, e al Patrimonio, Gian Luca Vignale, hanno visitato la diga di Mazzè, accompagnati dal Presidente della Provincia di Vercelli, Davide Gilardino, e dai responsabili dei Consorzi Irrigui dell’Ovest Sesia, Est Sesia, dell’Angiono Foglietti, di Cigliano e del Canavese. Il viaggio è proseguito verso altre due strutture di rilievo: la Presa del Canale Depretis e l elevatore idraulico di Villareggia. Durante la visita, l’Assessore Vignale ha sottolineato l'importanza di queste strutture non solo per il loro valore economico, ma anche per il loro significato storico, culturale e architettonico, sottolineando che, grazie al quotidiano impegno del personale dei consorzi e alle attività di gestione, queste opere risultano oggi vive e produttive.

Il Collio - Documentario
Funzione economica e agroalimentare del territorio
Grazie all’Elevatore Idraulico di Cigliano, Borgo D’Ale, Moncrivello e Villareggia hanno sostenuto un tessuto agricolo variegato che comprende aziende biologhe, colture cerealicole, orti fruttiferi e imprese zootecniche di rilievo. L’elevatore permette di gestire in modo accurato il flusso delle acque, anche piovane, con il conseguente rimpinguamento delle falde e alimentazione degli acquedotti.
La capacità di 20 metri di innalzamento delle acque, ottenuta grazie al principio dei vasi comunicanti e all’energia idraulica derivante dal Canale Depretis, ha reso possibile irrigare aree non ancora servite dalla rete idrica esistente e ha dato impulso a una produzione agricola di rilievo nella zona.
Aspetti tecnici principali
- Sistema di pompaggio basato su una stazione di pompaggio più bassa rispetto al Naviglio d'Ivrea, con risalita delle acque fino all'altopiano di Cigliano.
- Due turbine azionate da una portata di 7 m3/s del Canale Depretis, che sollevano le acque per oltre 20 m di dislivello.
- Scarico delle acque nel Canale del Rotto, mantenendo un flusso costante e l’equilibrio tra i livelli d’acqua.
- Impianti di manutenzione straordinaria programmati per assicurare continuità di servizio, evitando blocchi estivi che comprometterebbero l’economia agricola.
Conservazione e accessibilità
Il Consorzio Irriguo di Cigliano-Borgo D’ale-Moncrivello-Villareggia gestisce l’Elevatore Idraulico, con possibilità di visite su appuntamento. Il ruolo storico e culturale di queste opere è riconosciuto anche dall’Amministrazione regionale durante visite ufficiali, che hanno evidenziato l’importanza di preservare queste strutture non solo per il valore economico, ma anche per la memoria collettiva.