Ferrta di Valle Stura: storia, cultura e paesaggio tra Alpi Marittime e Cozie

Una valle di frontiera, segnata in tutto il suo tracciato dall’omonimo fiume. La Valle è attraversata in tutto il suo territorio dal fiume Stura, che sgorga dal lago della Maddalena a quasi 2000 metri di altezza, corre impetuoso tra le forre dell'Olla e separa le Alpi Marittime dalle Alpi Cozie.

Nel tratto iniziale la valle si presenta con dolci declivi mentre diventa più aspra e tipicamente alpina nella parte superiore. La strada che la percorre culmina ai 1.996 m del Colle della Maddalena che collega il cuneese alla val d’Ubaye e a Barcellonette. Vicino alla sommità si trova una stele in onore di Fausto Coppi il quale sulla salita del colle diede inizio alla famosa fuga che lo portò a trionfare nella tappa Cuneo-Pinerolo nel Giro d’Italia del '49.

Qui la natura è ancora incontaminata, con angoli e scorci di paesaggio rimasti fermi nel tempo. Ma il vero fascino della valle è nelle sue antiche case alpine, nel modo in cui sono state costruite ed adattate alle condizioni del terreno: con i muri di pietra ed i tetti in paglia, per resistere al passare del tempo, agli inverni freddi e alle estati soleggiate.

Luoghi da visitare e offerte culturali

Tra le località da visitare, si consigliano Demonte dal caratteristico centro storico, Vinadio con il suo imponente Forte Albertino (uno dei più significativi esempi di architettura militare dell’arco alpino, oggi sede dell’interessante mostra multimediale "Montagna in Movimento") e le terme sulfuree della frazione Bagni a circa 1300 m di quota ed aperte tutto l’anno. Sempre per gli appassionati di cultura è presente un interessante Ecomuseo della Pastorizia in frazione Pontebernardo di Pietraporzio.

Da Vinadio si apre il vallone di Sant’Anna che porta al Colle della Lombarda, altro confine tra Francia ed Italia percorribile in estate. A 2035 m di quota sorge il Santuario di Sant’Anna (il più alto d’Europa), un antico ospizio alpino sorto per accogliere i pellegrini della Provenza. La Valle Stura, compresa in parte nel Parco Alpi Marittime, è ideale per chi ama le escursioni in montagna, le attività sportive come l’alpinismo, l’arrampicata sportiva: infinite le possibilità di scelta sia lungo l’asse principale della valle, sia nei valloni laterali dell'Arma, di Bagni di Vinadio e di Sant’Anna.

A Festiona di Demonte e a Gaiola è possibile praticare pesca, canoa, kayak, rafting, mentre chi ama gli sport invernali può dedicarsi allo sci nordico sulla pista omologata di Festiona o alla discesa sulle piste di Argentera.

Storia e dominazioni

Prima della conquista romana la Valle Stura era abitata dai Liguri Montani, una razza "indocile, dura ed agreste". La vittoria dei romani sui Liguri Montani é da attribuire, presumibilmente, al console Quinto Flacco. La Valle Stura fu poi aggregata alla Provincia delle Alpi Marittime e, con la Valle Gesso e Vermenagna, formò il "Municipium" di Pedona (l'odierna Borgo San Dalmazzo) e fu iscritta alla Tribù Quirina; subì le invasioni dei Goti di Teodorico, dei Bizantini, dei Longobardi, dei Franchi e infine dei Saraceni, soldati tremendi che, dopo aver valicato le Alpi, seminarono stragi e rovine. La riscossa cristiana si ebbe verso la metà del secolo X. Nel 998 la Valle Stura fu data in feudo al vescovo di Torino (fino al 1150 ca.).

Demonte anticamente fu chiamata Demons, Demontum, De Montium, Ad Montes, De Monte. Il nome di DEMONTE ricorre per la prima volta verso la fine del XII secolo. Nel 1214 il Comune di Demonte venne ufficialmente costituito. Nel 1373 Franceschino Bolleris fu nominato Castellano di Demonte e nel 1376 la Regina Giovanna I lo investì del titolo di Feudatario di Demonte e della Valle Superiore di Stura. I Bolleris, dopo l'abbattimento del loro castello (nel 1588), iniziarono la costruzione del Palazzo Bolleris (oggi Palazzo Borelli). Nel 1590 iniziò a Demonte la costruzione del Forte della Consolata, voluto da Carlo Emanuele.

Crocevia strategico per oltrepassare i confini, la Valle Stura si estende per circa 60 km in un’immaginaria linea che dalla pianura di Borgo S. Dalmazzo porta fino ai 2000 metri del Colle della Maddalena. Proprio per l’altezza meno elevata rispetto ad altri colli piemontesi, la Maddalena si è rivelata di fondamentale importanza per la vallata, essendo una facile via di passaggio, è stato teatro di invasioni, ma anche a pellegrinaggi verso la Francia e la Spagna e, soprattutto dell’essenziale transito commerciale con le regioni oltre le Alpi. La funzione strategica è testimoniata dall’elevata presenza di costruzioni militari e forti lungo tutti i versanti: in terra piemontese si distinguono il castello di Roccasparvera, il forte della Consolata di Demonte e sicuramente il Forte di Vinadio, uno fra gli esempi di architettura militare più significativi dell’intero arco alpino.

Tradizioni, musei e gastronomia

La valle, però, si distingue non solo per fortificazioni e architetture, ma anche per i paesaggi e la cultura occitana a partire dalla lingua. A questo proposito, la valle offre diverse iniziative museali, volte soprattutto a conservare e tramandare le caratteristiche storiche e culturali delle sue popolazioni. Un museo particolare è la Mizoun dal Countrabandìer ad Argentera. L’Ecomuseo della pastorizia, situato in frazione Pontebernardo nel comune di Pietraporzio, gioca un ruolo fondamentale nella promozione delle risorse del territorio: si tratta di un “museo attivo”, che alle normali sale espositive affianca un piccolo caseificio e il Centro di Selezione Arieti del consorzio L’Escaroun.

La pecora sambucana è l’animale più importante nella valle, eppure solo nel 1985 si contavano appena 80 capi. L’allevamento ovino e la lavorazione della lana hanno rappresentato una risorsa fondamentale per il rilancio dell’economia locale. Storicamente, i migliori capi della razza vengono esposti l’ultima domenica di ottobre a Vinadio durante la Fiera dei Santi, un momento importante anche per progetto di Presidio Slow Food dell’agnello sambucano.

Oggi in valle ci sono più di 5000 pecore e ogni anno nascono 10.000 agnelli: crescono in piccole aziende, d’estate al pascolo e nel resto dell’anno alimentati a fieno nelle stalle. L’agnello però è protagonista anche della gastronomia locale. La cucina della valle Stura è una cucina tipica di montagna, con alcune peculiarità locali. Per assaggiarla, è d’obbligo un passaggio all’Osteria della pace di Sambuco. Baluardo della tradizione gastronomica locale dalle salde radici occitane, il locale propone alcuni tra i piatti più gustosi e caratteristici della cucina della valle. Il menù prevede portate che spaziano dalla torta di patate e porri al paté di fegato di agnello sambucano o ai cruset, la pasta povera locale fatta a mano con sola farina e acqua e servita con sugo di porri e patate (in estate) e funghi (in autunno).

Altri piatti tipici includono bodi e aioli, oula al fourn, sebos abaouso e l’uso di lumache e rane in cucina. L’origine del Comune di Vinadio riveste particolare interesse: Vinadio è la traduzione italiana del nome occitano Vinai, associato a possibili derivazioni legate al vino o agli antichi Veneni gaulici.

Iniziative e infrastrutture turistiche

La Valle Stura è una meta attrattiva grazie a una fitta rete museale: Forte Albertino, Montagna in movimento, Museo della Guerra e della Resistenza di Valloriate, Ecomuseo della Pastorizia di Pietraporzio, Palazzo Borelli di Demonte, e molto altro contribuiscono a una comprensione profonda del territorio. IL Santuario di Sant’Anna di Vinadio, aperto da fine giugno ad ottobre, offre viste privilegiate sulle Alpi Marittime e è legato a pellegrinaggi estivi provenienti dalla Provenza. Il Centro di documentazione Valle Stura a Sambuco raccoglie materiali utili per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale della valle. Lou Feracaval a Demonte racconta l’antica officina del maniscalco, mentre Spazio Lalla Romano espone opere e ricostruzioni legate all’autrice. Montagna in movimento a Vinadio, con il Forte Albertino, propone percorsi multisensoriali e installazioni interattive che guidano i visitatori tra le tematiche delle Alpi e della vita in vallata.

La valle ospita inoltre l’Ecomuseo della Pastorizia a Pietraporzio, l’Apiario della Salute a Sambuco con trattamenti di apiterapia e il Caseificio Valle Stura di Demonte, che mette in tavola formaggi e latticini di produzione locale. La tradizione del contrabbando è evocata da La Mizoun dal Countrabandìer ad Argentera, mentre la gastronomia offre specialità uniche come la Meisoun dei Roc e la merenda Sinoira di Roccasparvera.

mappa e paesaggi della Valle Stura

Maraman - La Valle Stura

Una regione che, tra storia, cultura occitana e natura selvaggia, invita a scoprire un tessuto di tradizioni immerse nel profondo della montagna.

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