L’allaccio alla fognatura è un intervento importante per collegare un immobile alla rete pubblica di raccolta delle acque reflue. Può riguardare nuove costruzioni, ristrutturazioni, edifici esistenti non ancora collegati o situazioni in cui una vecchia fognatura privata deve essere adeguata alle norme attuali.
Prima di procedere, però, è fondamentale capire quando l’allacciamento è obbligatorio, quali autorizzazioni servono, chi deve essere coinvolto e quali aspetti tecnici vanno valutati.
Quadro normativo e sanzioni
Ai sensi del combinato disposto dell'art. 14 della L.R. si ricorda che l'esercizio di uno scarico in difetto dell'ottenimento dell'autorizzazione allo scarico prevista dalla normativa di settore, è sanzionabile ai sensi dell'art. 133 del D.Lgs. 152/2006 che prevede che “chiunque apra o comunque effettui scarichi di acque reflue domestiche o di reti fognarie, servite o meno da impianti pubblici di depurazione, senza l'autorizzazione di cui all'articolo 124, oppure continui ad effettuare o mantenere detti scarichi dopo che l'autorizzazione sia stata sospesa o revocata, è punito con la sanzione amministrativa da 6.000 euro a 60.000 euro.
La disciplina e i regimi amministrativi degli scarichi di acque reflue domestiche e di acque reflue urbane prevedono la disciplina dei controlli degli scarichi e delle modalità di approvazione dei progetti degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane, in attuazione dell'articolo 52, commi 1, lettere a) e f bis), e 3, nonché dell'articolo 55, comma 20, della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 (Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale).
Quando è obbligatorio l’allacciamento
L’obbligo di allacciamento alla fognatura comunale dipende dalle disposizioni locali e dalla presenza di una rete pubblica disponibile nelle vicinanze dell’immobile. In generale, quando la pubblica fognatura è presente e tecnicamente raggiungibile, il proprietario può essere tenuto ad allacciarsi alla rete fognaria secondo le modalità previste dal regolamento comunale o dal gestore del servizio idrico.
Gli scarichi di acque reflue domestiche e assimilate situati all'interno di agglomerati devono essere allacciati alle reti fognarie nell'osservanza del regolamento del servizio di cui all'articolo 48, comma 2, lettera d), della l.r. I nuovi scarichi di acque reflue domestiche e assimilate devono essere allacciati alla rete fognaria a partire dalla data di attivazione dello scarico. Gli scarichi esistenti devono essere allacciati alle nuove reti entro un anno da apposita comunicazione effettuata dal comune territorialmente competente al titolare dello scarico, a seguito di segnalazione del completamento dei lavori inviata al comune da parte dell'ufficio d'ambito o, qualora previsto dal regolamento d'ambito, da parte del gestore.
In caso di mancata osservanza dell'obbligo di allaccio di cui al comma 1 il comune, informato il gestore, prescrive l'allaccio con provvedimento adottato ai sensi del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 5.
L'obbligo di allaccio di cui al comma 1 si applica in caso di distanza, intesa come tracciato minimo tecnicamente realizzabile, tra il confine della proprietà da allacciare e la pubblica fognatura inferiore o uguale a 50 metri, qualora si raggiungano tali condizioni attraverso pubbliche vie o servitù attivabili.
Non esiste però una regola unica valida per ogni territorio. In alcuni casi l’obbligo può dipendere dalla distanza dell’immobile dalla rete pubblica, dalla fattibilità tecnica dell’allaccio, dalla tipologia di scarico e dalle prescrizioni del regolamento locale. Per questo, prima di iniziare i lavori, è sempre necessario verificare la situazione con il Comune, il gestore della rete fognaria o un tecnico incaricato.
Tipologie di scarico e autorizzazioni
L’obbligo di autorizzazione allo scarico in fognatura dipende dalla tipologia di scarico e dalle regole previste dal territorio. Per gli scarichi domestici collegati alla pubblica fognatura, di solito è necessario rispettare le procedure indicate dal gestore e dal regolamento del servizio idrico. Per scarichi non domestici, produttivi o assimilabili, l'iter può essere più articolato e può coinvolgere anche ulteriori autorizzazioni ambientali.
In sede di rilascio, rinnovo o modifica dell'autorizzazione unica ambientale, l'ufficio d'ambito, sentito il gestore e nell'osservanza del regolamento d'ambito, fissa i valori limite per lo scarico in fognatura e le ulteriori prescrizioni finalizzate a garantire la compatibilità del refluo con il sistema di raccolta e depurazione.
È vietato lo scarico in rete fognaria nera o unitaria di scarichi di pompe di calore, di acque di falda emunte per operazioni di disinquinamento o drenaggio della falda, di acque di raffreddamento indiretto, con esclusione di quelle provenienti da torri evaporative, nonché di altre eventuali tipologie di reflui eventualmente previste dal regolamento d'ambito.
Il comma 8 si applica ai nuovi scarichi e in caso di rinnovo dell'autorizzazione. In funzione delle necessità di buon mantenimento delle prestazioni del sistema di fognatura e depurazione, l'ufficio d'ambito può prevedere, sulla base delle indicazioni del gestore, l'adeguamento alle previsioni di cui al comma 8 anche prima della scadenza dell'autorizzazione, definendo una congrua tempistica che tenga conto di eventuali pregressi specifici investimenti di cui non è ancora stato completato il recupero finanziario.
Prima di eseguire l’allaccio, quindi, è sempre bene controllare: se serve una domanda specifica; quale ente deve riceverla; quali documenti allegare; se occorre un progetto tecnico; se sono previsti sopralluoghi o controlli; se l’allaccio riguarda acque reflue domestiche, industriali o meteoriche.
Iter pratico: verifica, autorizzazione e lavori
Per allacciarsi alla rete fognaria non basta eseguire lo scavo e collegare le tubazioni. L’intervento deve essere preceduto da una fase di verifica e autorizzazione. Il primo passo è capire se nella zona è presente una fognatura pubblica e dove si trova il punto di possibile collegamento.
Questa verifica serve a stabilire: la distanza tra l’immobile e la rete; la quota della fognatura; il percorso delle tubazioni; l’eventuale necessità di passare su strada pubblica, strada privata o proprietà di terzi; la presenza di sottoservizi come acqua, gas, energia elettrica o fibra.
È una fase molto importante, perché permette di valutare la fattibilità tecnica dell’allaccio fognatura privata e di prevenire imprevisti durante i lavori.
Prima dell’intervento può essere necessario presentare una domanda di autorizzazione al Comune, al gestore del servizio idrico o agli enti competenti. L’autorizzazione può richiedere documenti tecnici, planimetrie, relazione dell’intervento, indicazione del tracciato e dati dell’immobile. Se l’allaccio comporta lavori su suolo pubblico, può essere necessaria anche l’autorizzazione per l’occupazione o la manomissione del suolo pubblico.
Una volta ottenute le autorizzazioni, si può procedere con i lavori veri e propri: scavo, posa delle tubazioni, realizzazione dei pozzetti, collegamento alla rete e ripristino delle superfici. È fondamentale che l’intervento sia eseguito correttamente, rispettando pendenze, quote, materiali e prescrizioni tecniche. Un errore nella posa può causare ristagni, cattivi odori, intasamenti o problemi di reflusso.
A seconda del Comune o del gestore, possono essere previsti controlli finali, documentazione fotografica, dichiarazioni di corretta esecuzione o verifiche sul collegamento. Solo al termine dell’iter l’allacciamento può considerarsi regolare.

Allacciamento su suolo pubblico o privato
Una delle situazioni più delicate riguarda la fognatura privata su strada pubblica. Può accadere, ad esempio, che per collegare l’immobile alla rete sia necessario scavare su una strada comunale, attraversare un marciapiede o intervenire su un tratto asfaltato. In questi casi non è possibile procedere liberamente. Di norma servono autorizzazioni specifiche, perché l’intervento comporta la manomissione del suolo pubblico e può incidere sulla viabilità, sulla sicurezza e sui sottoservizi presenti.
L’allaccio della fognatura su strada privata può sembrare meno complesso, ma anche in questo caso è necessario verificare diritti di passaggio, proprietà dell’area e autorizzazioni interne. Se la strada privata appartiene a un solo proprietario, l’iter può essere più semplice. Se invece si tratta di una strada condivisa, condominiale o utilizzata da più soggetti, può essere necessario ottenere il consenso degli altri proprietari o verificare l’esistenza di servitù. La questione diventa ancora più importante quando il tracciato delle tubazioni deve attraversare una proprietà non appartenente al richiedente.
Scarichi industriali e compatibilità con la rete
Gli scarichi di acque reflue industriali, qualora abbiano caratteristiche quali-quantitative compatibili con il buon funzionamento dell'esistente sistema di fognatura e depurazione delle acque reflue urbane, devono preferibilmente essere ad esso allacciati. Fatto salvo quanto previsto al comma 6, in sede di rilascio, rinnovo o modifica dell'autorizzazione unica ambientale, l'ufficio d'ambito, sentito il gestore e nell'osservanza del regolamento d'ambito, fissa i valori limite per lo scarico in fognatura e le ulteriori prescrizioni finalizzate a garantire la compatibilità del refluo con il sistema di raccolta e depurazione.
L'ufficio d'ambito, con riferimento a quanto specificato nell'allegato A, paragrafo 4, individua le aree o anche le singole utenze per le quali non vige l'obbligo di allaccio di cui al comma 1, motivando sulla base della valutazione del rapporto tra costi sostenuti e benefici ottenibili ovvero dell'esistenza di situazioni di impossibilità tecnica, connesse alla conformazione del territorio o alle sue caratteristiche geo-morfologiche.
Sanzioni e adeguamenti
Le sanzioni per una fognatura non a norma possono variare in base alla violazione e al regolamento applicabile. Le situazioni più problematiche riguardano, ad esempio: scarichi non autorizzati; collegamenti abusivi; dispersione di reflui nel terreno; impianti non conformi; mancato rispetto delle prescrizioni comunali; assenza di manutenzione su sistemi alternativi; danni alla rete fognaria pubblica.
Oltre alle sanzioni economiche, può essere richiesto il ripristino della conformità dell’impianto. In alcuni casi questo significa dover rifare l’allaccio, modificare il tracciato, installare nuovi pozzetti o adeguare completamente il sistema di scarico.
Aspetti pratici e costi
Il tronco principale del sistema idrico/fognario dista circa 30 metri dall'abitazione...volendomene addossare i costi...sarebbe fattibile, contattando il gestore, raggiungere il tronco con un'estensione standard o tale distanza richiede necessariamente l estensione del tronco (che immagino sia onerosissima).
Lo scavo e la realizzazione dell'allaccio vengono valutati in base alle caratteristiche del luogo, alla posizione della fognatura, al tipo di terreno, alla profondità dello scavo e alle eventuali prescrizioni tecniche richieste.
Scatto Scavi si occupa di allacciamenti fognari, scavi, movimento terra e opere necessarie per il collegamento degli immobili alla rete di scarico. L’intervento viene valutato in base alle caratteristiche del luogo, alla posizione della fognatura, al tipo di terreno, alla profondità dello scavo e alle eventuali prescrizioni tecniche richieste.
Fognatura, come non esguire un allaccio.
Passaggi riepilogativi per l'utente
- Verifica della rete fognaria esistente e del punto di possibile collegamento.
- Richiesta di autorizzazione al Comune o al gestore e raccolta dei documenti tecnici richiesti.
- Ottenimento delle autorizzazioni per l'occupazione o manomissione del suolo pubblico, se necessario.
- Esecuzione dei lavori rispettando pendenze, quote, materiali e prescrizioni tecniche.
- Controlli finali e chiusura della pratica con la documentazione richiesta.
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