Stoccaggio di liquidi refrigeranti e normative di sicurezza per climatizzazione: orientamenti, norme e buone pratiche

Lucerna, 26 Mar - Poiché l'utilizzo di alcuni prodotti refrigeranti comporta pericoli particolari, in molte attività (installazione, manutenzione, …) con i sistemi di refrigerazione e le pompe di calore gli operatori sono soggetti a diversi rischi per la loro incolumità. Proprio a partire da questa constatazione l’Istituto elvetico per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni (Suva), in collaborazione con la SVK ASF ATF (Associazione Ticinese Frigoristi), ha realizzato in Svizzera nel 2018 un opuscolo dal titolo “Funzionamento in sicurezza dei sistemi di refrigerazione e delle pompe di calore”. Il nuovo opuscolo di Suva Miisure di protezione generali descrive rischi di incendio, esplosione e salute correlati all’impiego di refrigeranti, con l’obiettivo di prevenire incidenti e infortuni dovuti a tali sostanze.

Il documento analizza il quadro di riferimento per professionisti come ingegneri, progettisti, installatori, manutentori, proprietari e gestori di sistemi di refrigerazione, fornendo indicazioni su come soddisfare concretamente i requisiti di sicurezza sul lavoro e di tutela della salute, con particolare riferimento a rischi quali intossicazione, soffocamento, incendio, esplosione e ustioni criogeniche. Il campo di applicazione dellopuscolo comprende i quantitativi di refrigerante definiti nelle tabelle e le zone di accesso e i siti di installazione descritti nelle tabelle stesse, offrendo una base pratico-teorica per interventi sicuri.

Misure di protezione generali

  • Raccogliamo alcune delle indicazioni generali riportate nell’opuscolo riguardo alle protezioni antincendio e alle vie di fuga, rimandando alla normativa svizzera vigente per dettagli specifici.
  • Misure di tutela della salute: il manuale d’uso del fabbricante di sistemi di refrigerazione e la scheda di sicurezza del refrigerante riportano le misure da adottare in funzione del refrigerante utilizzato per prevenire infortuni dovuti a intossicazione, soffocamento e ustioni criogeniche. Bisogna tenere conto anche di eventuali prodotti tossici formatisi dalla combustione del rispettivo refrigerante (ad es. acido fluoridrico con R-1234ze).
  • Installazione all’aperto: in caso di fuoriuscita, il refrigerante utilizzato in impianti installati all’esterno non deve raggiungere l’interno dell’edificio passando attraverso aperture, finire in canalizzazioni e avvallamenti o accumularsi in atmosfere pericolose (esplosione, soffocamento, intossicazione).
  • Evacuazione attraverso valvole di sicurezza: i sistemi dotati di valvola di sovrapressione devono consentire l’evacuazione sicura del refrigerante (direttamente all’esterno o in un condotto di ventilazione). Le tubazioni di sfiato devono essere protette da acqua e sporcizia ed essere disposte in modo da non mettere in pericolo le persone. I refrigeranti evacuati non devono accumularsi in atmosfera pericolosa.
  • Disinserimento di emergenza: un interruttore di emergenza deve essere presente sia all’interno della sala macchine sia all’esterno in prossimità della porta, contrassegni chiari e univoci.

La protezione contro le esplosioni

  • Per atmosfere esplosive, le misure devono seguire principi descritti in documenti Suva: evitare le atmosfere esplosive (protezione primaria) e impedire le sorgenti di innesco efficaci (protezione secondaria).
  • Per sistemi di refrigerazione che utilizzano refrigeranti delle classi di sicurezza A3/B3, le zone a rischio di esplosione sono specificate: zona 2 in sala macchine, zona 2 allo sbocco della valvola di sfiato all’aperto, zona 2 attorno a flange e componenti, zona 2 nel condotto di sfiato del ventilatore. Le attrezzature non devono diventare sorgente di innesco e devono rispettare la zona 2 (apparecchi categoria 3G o superiore).
  • Se la sala macchine è monitorata con un impianto di rivelazione gas, è possibile non suddividere in zone se tutte le sorgenti di innesco sono disattivate in caso di allarme e sia previsto un piano di emergenza.
  • Per refrigeranti A2/A2L/B2/B2L non è necessaria definire una zona a rischio di esplosione; le attrezzature elettriche rimangono in tensione solo se non comportano potenziali sorgenti di innesco, e si considerano anche superfici surriscaldate.

Indice del documento Suva

L’indice comprende: Campo di applicazione; Definizioni; Misure di protezione generali; Misure di protezione contro le esplosioni; Misure di ventilazione; Impianto di rivelazione gas e misure necessarie; Piano di emergenza e primo soccorso; Dispositivi di protezione individuale; Manipolazione di refrigeranti; Qualifiche tecniche del personale; Manutenzione e riparazione; Riferimenti di legge, prescrizioni e regole della tecnica. Si segnala che, sebbene molte indicazioni siano specifiche per la Svizzera, i suggerimenti utili possono estendersi anche ad altri contesti per migliorare la prevenzione degli infortuni legati ai refrigeranti.

Stoccaggio liquidi infiammabili e normative italiane

Lo stoccaggio di liquidi infiammabili è una delle operazioni più delicate nella logistica industriale e chimica. La loro natura altamente pericolosa richiede attenzione massima, misure di sicurezza rigorose e il rispetto di precise normative. In Italia, lo stoccaggio è regolato da normative nazionali, regionali e locali volto a garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e a prevenire incendi. Il Decreto Legislativo 14 agosto 2015, n. 150 (Testo Unico sulla Sicurezza) stabilisce le misure per la gestione di sostanze pericolose, compresi i liquidi infiammabili. Il Decreto Ministeriale 9 maggio 2001 e altre norme integrano tali prescrizioni, con focus su gestione, stoccaggio e prevenzione incendi.

Novità normative e Circolari pertinenti

Focus sui contenuti della documentazione tecnica e sulle novità introdotte dal DM 10 marzo 2020: impiego di fluidi classificati A1 o A2L ed installazione a regola d’arte; la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti devono seguire la regola dell’arte. La Circolare n. 9833/2020 dei Vigili del Fuoco chiarisce che, per impianti di climatizzazione inclusi nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, è consentito l’impiego di fluidi non infiammabili o non tossici, tra cui A1/A2L, e specifica requisiti di documentazione tecnica per nuove attività e per quelle esistenti (specifica dell’impianto, dichiarazione di conformità, manuale di uso e manutenzione, fascicolo antincendio, ecc.).

Documentazione tecnica e gestione dei gas fluorurati

Secondo le norme, la circolare demanda quale contenuto debba avere la documentazione: specifica dell’impianto con descrizione del fluido e delle caratteristiche di installazione; dichiarazione di conformità; manuale di uso e manutenzione; fascicolo antincendio; per le attività esistenti, riconversioni con fluidi A1/A2L hanno requisiti differenti a seconda se la modifica sia rilevante o meno per la sicurezza antincendio; per le norme FGAS e le banche dati, si cita DPR 146/2018 e l’obbligo di registrazione degli interventi relativi ai gas fluorurati. La normativa vigente nel settore FGAS impone che solo imprese o personale formato possano gestire gas fluorurati e che la comunicazione alla banca dati sia effettuata entro 30 giorni dall’intervento.

Stoccaggio e trasporto di refrigeranti e sicurezza operativa

La gestione logistica dei liquidi refrigeranti, inclusi R32 e R290, richiede aree designate, ventilazione adeguata, controllo delle temperature non superiori a livelli sicuri (es. 30 °C per alcune sostanze), separazione da ossidanti e alogeni, illuminazione antideflagrante e divieto di scintille. Il trasporto deve prevedere contenitori adeguati, veicoli autorizzati per gas e allarmi, senza fumo durante le operazioni. Nei processi di produzione si raccomanda di evitare fiamme libere e spazi ristretti, e di mantenere comportamenti sicuri per prevenire incendi ed esplosioni.

Note terminologiche e riferimenti

La designazione A indica refrigeranti a bassa tossicità, B a alta tossicità. Inoltre, ISO 5149 e norme collegate sono state riviste per integrare i requisiti per nuovi refrigeranti a basso GWP, insieme al Regolamento (UE) 2024/573 sui gas fluorurati a effetto serra, che modifica direttive e regolamenti preesistenti. Il nuovo quadro normativo europeo enfatizza sicurezza delle persone e tutela ambientale, oltre a procedure per funzionamento, manutenzione e recupero dei refrigeranti. Il libretto di impianto e la gestione FGAS includono responsabilità e codici di targatura per impianti frigorifruent; in Italia, norme regionali e locali integrano tali requisiti con registrazioni e controlli periodici.

Inquadramento pratico per la climatizzazione e la sicurezza sul lavoro

La gestione sicura dei liquidi refrigeranti in contesto di climatizzazione richiede:

  • Conoscenza delle classi di sicurezza dei refrigeranti utilizzati (A1, A2L, B2, B3, ecc.) e delle zone in caso di esplosione per i sistemi installati in sala macchine e lungo le vie di sfiato.
  • Gestione della documentazione tecnica prevista dalla circolare 9833/2020 e dal DM 10 marzo 2020, includendo specifiche dellimpianto, conformità, manuali e fascicoli antincendio.
  • Formazione del personale sulle corrette procedure di installazione, manutenzione e gestione emergenze, con particolare attenzione a gas tossici o infiammabili e al rispetto delle norme FGAS.
  • Designazione di aree di stoccaggio ventilate, controllo delle temperature, separazione da sostanze ossidanti e alogeni, e protezione da scintille e fonti di accensione.
  • Verifica e gestione del libretto d’impianto, registri FGAS e responsabilità degli operatori, con interventi tempestivi per la sicurezza e la conformità normativa.
schema zone esplosione impianti climatizzazione

Talk with ME | Nuovo scenario gas refrigeranti

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