Una caratteristica non sempre considerata del glicole è la sua aggressività nei confronti di alcuni materiali, in particolar modo lamiera (anche se galvanizzata) e materie plastiche.
Per tale motivo l’intera gamma Varem di vasi ad espansione solari è dotata di controflangia inox e non prevede inserti in plastica all’interno della connessione.
Famiglia SOLARVAREM
Famiglia SOLARVAREM: i vasi di questa famiglia sono idonei per utilizzo con acqua e glicole etilenico o propilenico, fino ad una percentuale di glicole del 100%.
La temperatura del fluido ammessa è da -10°C a +130°C di picco massimo (per brevi periodi).
I vasi SOLARVAREM sono anche idonei ad uso con acqua potabile.
Famiglia EXTRAVEREM LR CE e MAXIVAREM LR CE
EXTRAVEREM LR CE e MAXIVAREM LR CE: non è consigliato l’uso con acqua e glicole etilenico o propilenico in quanto possono lavorare con una percentuale massima di glicole del 20% ad una temperatura massima di +70°C.
Invece con acqua possono lavorare a +99°C.
Famiglia EXTRAVEREM LC CE e MAXIVAREM LC CE
EXTRAVEREM LC CE e MAXIVAREM LC CE: non è consigliato l’uso con acqua e glicole etilenico o propilenico in quanto possono lavorare con una percentuale massima di glicole del 20% ad una temperatura massima di +70°C.
Invece con acqua possono lavorare a +99°C.
Famiglia IDROVAREM CE, INTERVAREM CE, MAXIVAREM LS CE, PLUSVAREM, INOXVAREM, ZINCVAREM
Non è ammesso l’uso con acqua e glicole etilenico o propilenico.
Questi vasi sono idonei ad uso con acqua potabile.
Ruolo e funzionamento
I vasi di espansione sono componenti fondamentali per gestire l’aumento di pressione in impianti idraulici e termici, causato dalla dilatazione del fluido termovettore quando si riscalda.
Il vaso assorbe il fluido in eccesso e lo restituisce quando la pressione diminuisce, proteggendo l’impianto da danni dovuti a sbalzi di pressione.
Disponibili in diverse capacità, sono progettati per sistemi di riscaldamento, raffrescamento e solari termici.
Grazie alla membrana interna, separano il fluido dall'aria, evitando la corrosione e garantendo una lunga durata.
La corretta scelta e manutenzione del vaso di espansione è essenziale per l'efficienza dell’impianto.
Contesto sui glicoli nei pannelli solari
Per la maggior parte, i pannelli solari impiegati nei sistemi per la produzione di acqua calda sanitaria sfruttano una tecnologia che all’interno del circuito solare prevede l’impiego di un fluido formato da acqua e glicole propilenico.
Questo composto chimico incolore e inodore viene utilizzato come antigelo e antiruggine per la protezione degli impianti solari.
Rischi e gestione della stagnazione
Quando si utilizzano pannelli solari con il glicole, uno dei rischi principali che si incontrano è la stagnazione, che si verifica quando il fluido termovettore presente nell’impianto raggiunge temperature molto elevate (200°).
Questo può succedere in caso di forte irraggiamento, unito spesso a una minore richiesta di acqua calda o addirittura all’inutilizzo dell’impianto per qualche tempo.
Verifiche periodiche e controllo della miscela
Per prevenire il verificarsi di situazioni indesiderate, i pannelli solari contenenti glicole devono essere sottoposti a controlli periodici da parte di tecnici specializzati.
Altra verifica importante da effettuare è la composizione del fluido a base di glicole, soprattutto laddove si sia verificata una fase di stagnazione.
Rabbocco e riempimento del sistema
Quando si deve rabboccare o sostituire il glicole nell’impianto solare termico è innanzitutto necessario effettuare il risciacquo del circuito.
Quando il bollitore sarà riempito, si potrà riempire anche il circuito solare, miscelando il glicole con l’acqua per poi immetterlo nell’impianto in un contenitore separato, con una concentrazione che solitamente viene indicata nelle istruzioni dell’impianto stesso.
Durante il riempimento va rimossa la valvola di sicurezza che consente di verificare il completo riempimento, tramite la fuoriuscita del liquido.
Si deve quindi posizionare una pompa di riempimento tra il rubinetto e il contenitore, collegando il rubinetto di riempimento e quello di scarico al contenitore della miscela.
A questo punto bisogna riempire il circuito finché il liquido non esce dal rubinetto di scarico.
Quindi il rubinetto andrà chiuso, e si continuerà a rilasciare liquido finché la pressione non sarà risalita al valore iniziale.
Nel corso delle operazioni di manutenzione e sostituzione del liquido antigelo a base di glicole, è importante che la miscela esausta venga smaltita correttamente.

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