Perché non usare acido per sturare le tubature: rischi, normativa e sicurezza

I tubi dei lavelli della cucina o dei sanitari del bagno possono intasarsi per l'accumulo di sporco e detriti. I tubi intasati possono rallentare il defluire dell'acqua, con tutte le conseguenze negative per l'igiene e per la corretta efficienza della cucina e del bagno. Se l’acqua dello scarico scende piano, oppure ancora, se lo scarico fa dei rumori di rigurgiti significa che i tubi sono intasati. La causa dell’intasamento è lo sporco di ogni tipo: dall’accumulo dei capelli ai piccoli rifiuti alimentari (come piccoli avanzi di cibo, caffè o altro), dai detersivi come shampoo, saponi, detersivo per piatti. Anche la stessa acqua crea nel tempo un accumulo di strati di calcare che rallentano il corretto scorrimento.

Pericoli nell'uso di prodotti chimici per sturare

In un primo momento l'utilizzo di un acido per sgorgare potrebbe sembrare la soluzione più facile e più rapida, ma in realtà così facendo si corrono dei pericoli che a lungo andare possono risultare molto insidiosi. I prodotti chimici non sempre riescono a risolvere il problema, o comunque possono risultare efficienti solo se il blocco è di lieve entità. I prodotti chimici inoltre contengono delle sostanze corrosive, che possono provocare reazioni molto pericolose per gli occhi e per la pelle, irritando le vie respiratorie.

L’uso dell’acido per sturare le tubature intasate è assolutamente una scelta sconsigliata. Che sia tratti del tubo della cucina o del wc intasato NON usare acido muriatico o altri tipi di acidi! L’acido è una soluzione aggressiva che nella maggior parte dei casi non risolve il problema. Anzi! Se hai usato l’acido e adesso il tuo tubo perde significa che l’uso dell’acido ha danneggiato il tuo lo scarico. Un utilizzo prolungato di un acido per sgorgare inevitabilmente corrode le tubazioni, riducendone la durata e compromettendo il loro perfetto funzionamento.

Conseguenze ambientali e per la salute

I prodotti chimici, oltre ad apportare danni alla salute umana ed a quella delle tubature, inquinano notevolmente l'ambiente rilasciando sostanze pericolose. Gli sturalavandini chimici sono miscele chimiche inquinanti, che è preferibile non usare e non immettere nell'ambiente. L’acido solforico è infatti un prodotto chimico pericoloso e altamente corrosivo che può causare problemi importanti nel caso di contatto con pelle, occhi, vie respiratorie o con il sistema digestivo. Se dell’acido solforico dovesse accidentalmente riversarsi nelle fognature, potrebbe provocare seri problemi causando gravi danni all’ambiente acquatico. Senza considerare che questo acido altamente corrosivo potrebbe rovinare le tubature e produrre gas pericolosi per la salute.

sgorghi chimici e tubature intime (immagine concettuale)

Rischi di reazioni pericolose e incompatibilità

Le incompatibilità chimiche, ossia le reazioni pericolose tra due o più sostanze, possono causare esplosioni, incendi o rilascio di gas tossici. Acidi e basi forti, come l'acido solforico e l'idrossido di sodio, reagiscono violentemente tra loro, generando calore e gas pericolosi. La combinazione di cloro e ammoniaca genera gas tossici. Metalli come sodio e potassio reagiscono violentemente con l'acqua, liberando gas infiammabili. L'acido nitrico è un potente ossidante e reagisce pericolosamente con solventi organici.

Riguardo agli agenti chimici incompatibili il documento Inail segnala che molte sostanze comunemente usate in laboratorio “reagiscono in modo pericoloso quando vengono a contatto con altre”.

Esempi pratici di incompatibilità

  • Acido solforico: cautela con l’acqua - reazione esotermica forte.
  • Acido nitrico (concentrato): reazioni pericolose con acidi organici e liquidi infiammabili.
  • Perossido di idrogeno: reattivo con metalli e liquidi infiammabili.
  • Cloro e ammoniaca: formazione di gas tossici.

Normativa e obblighi di sicurezza

In Italia, il Decreto Legislativo 81/2008 disciplina la sicurezza sui luoghi di lavoro, inclusi laboratori e magazzini che trattano sostanze chimiche pericolose. Una delle normative che regola questo avvenimento è il Regolamento REACH (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals) - Regolamento (CE) N. 1907/2006. Il Regolamento CLP (Classification, Labelling, and Packaging) - Regolamento (CE) N. stabilisce inoltre le regole per classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze.

La normativa (d.lgs. 81/2008; Decreto del Ministro della salute 15 luglio 2003, n. 388) conferisce al primo soccorso un ruolo importante all’interno del sistema di gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, obbligando il datore di lavoro ad organizzare il piano di emergenza ed a designare e formare gli addetti. In caso di incidenti che coinvolgano sostanze chimiche (come per qualsiasi altro tipo di incidente), attenersi sempre e subito ai contenuti della normativa vigente (art. 45 del d.lgs. 81/2008): il datore di lavoro ha l’obbligo, dopo aver sentito il medico competente, ove nominato, di prendere i provvedimenti necessari in materia di pronto soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle persone e dei rischi presenti in azienda e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati.

Primo soccorso e misure in caso di esposizione

Si indica che il primo soccorso sul luogo di lavoro “è un intervento che si rende necessario nel momento in cui si verifica un infortunio o un malore. Nella grandissima maggioranza dei casi tale intervento è effettuato da personale non sanitario, con una dotazione di attrezzature mediche non sostitutive di quelle disponibili nei presidi sanitari pubblici, in attesa dell’arrivo di personale specializzato”.

Gli obiettivi del primo soccorso “sono: riconoscere una situazione di emergenza; valutare le condizioni della vittima; attivare la catena dell’emergenza; allertare i soccorsi avanzati, se necessario; prestare i primi soccorsi utilizzando competenze adeguate; evitare l’insorgenza di ulteriori danni causati da un mancato soccorso o da un soccorso condotto in maniera impropria”.

Soluzioni alternative allo sturalavandini chimico

La soluzione più semplice ma purtroppo spesso inutile è la ventosa in gomma. Prima di procedere con questa operazione per liberare le tubazioni otturate, assicurati di tappare il troppopieno con uno straccio. Pulisci il sifone del lavandino che è facile da smontare. Se sei esperto e hai un compressore potresti provare a sparare nel tubo la pressione d’aria per eliminare il blocco. Se l’acqua dello scarico scende piano, oppure ancora, se lo scarico fa dei rumori di rigurgiti significa che i tubi sono intasati.

Contatta una seria azienda di espurgo. Quando il rischio di sversamenti è alto, è consigliabile acquistare e tenere sempre a portata di mano un kit già pronto e completo di tutti i prodotti necessari.

manutenzione sifone e sturalavandini meccanico

Gestione degli sversamenti di acidi: strumenti e DPI

Quando si deve assorbire o limitare la diffusione di una sostanza come l’acido solforico, non è possibile servirsi di comuni tamponi o salsicciotti, perché questi potrebbero lacerarsi e corrodersi compromettendo la riuscita di un intervento tempestivo. Per gestire una fuoriuscita di acido solforico è indispensabile quindi avere a disposizione prodotti resistenti alla sua forte azione corrosiva, che siano semplici da utilizzare e che possano garantire un intervento veloce e sicuro. In commercio esistono svariate gamme di assorbitori tecnici definiti “per chimici” ma che, per via del loro processo di produzione e a causa del materiale di cui sono costituiti, non sono in grado di aiutare in una situazione di emergenza in cui si deve arginare una perdita di acido solforico.

Se oltre che ad assorbire si vuole anche neutralizzare il PH, è consigliabile utilizzare il neutralizzante per acidi e caustici. Questo prodotto serve per inattivare l’effetto corrosivo di acidi e caustici, e cambia colore a neutralizzazione avvenuta. È importante ricordare che non tutti i neutralizzanti sono uguali. È vero, le aziende chimiche hanno sistemi di contenimento e depurazione, ma il loro funzionamento, visto a processo completo, ha impatti ambientali ed economici molto più consistenti rispetto all’utilizzo di kit assorbenti.

Stoccaggio corretto e prevenzione

Riguardo allo stoccaggio e manipolazione il documento ricorda che tutte le sostanze “devono essere ben etichettate ed elencate in un inventario, con riferimenti alle quantità presenti”. E “sarà bene evitare di conservare quantità eccessive di prodotti infiammabili, che dovranno comunque essere depositati in appositi armadi di sicurezza”.

Un adeguato sistema di gestione del rischio chimico deve comprendere: identificazione degli agenti chimici pericolosi presenti in ogni fase dell’attività (anche intermedi di reazione, fumi, vapori, ecc.); valutazione di possibili sostituzioni con altre sostanze o preparati non pericolosi o meno pericolosi; limitazione al minimo del numero dei lavoratori esposti; definizione e corretto utilizzo di procedure operative, in condizioni normali e di emergenza; verifica delle incompatibilità e della possibilità di reazioni pericolose o formazione di prodotti di decomposizione; posizionamento dei segnali di avvertimento e di sicurezza; adozione dei DPI corretti anche in caso di incidente; predisposizione di misure di emergenza da attuare in caso di esposizioni anormali.

UNI-SAFE - Assorbente per oli e sostanze chimiche

Pratiche consigliate per conservare sostanze pericolose

  • Conserva questi prodotti chimici in armadi separati e ben ventilati.
  • Evita di conservare quantità eccessive di prodotti infiammabili.
  • Assicurati che tutte le sostanze siano ben etichettate ed elencate in un inventario, con riferimenti alle quantità presenti.
  • Posiziona segnali di avvertimento e adotta DPI corretti.
Problema Rischio Alternativa raccomandata
Tubo intasato Corrosione da acidi, danni alle tubazioni Pulizia sifone, ventosa, espurgo professionale
Sversamento di acido Danno ambientale, gas pericolosi, ustioni Kit assorbenti per chimici, neutralizzanti specifici
Stoccaggio improprio Reazioni pericolose, incendi, esplosioni Armadi chimici, separazione per famiglie, inventario

Conservare le sostanze chimiche nel modo più corretto è essenziale per prevenire incidenti gravi. Le incompatibilità chimiche, ossia le reazioni pericolose tra due o più sostanze, possono causare esplosioni, incendi o rilascio di gas tossici. Per evitare incidenti, è cruciale rispettare le regole sopra descritte per conservare le sostanze chimiche.

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