Come direzionare il pannello solare termico: orientamento corretto e consigli pratici

L’efficienza di un impianto che sfrutta l’energia solare termico non dipende solo dalla qualità dei materiali e dalle dimensioni, ma anche dall’orientamento e inclinazione dei pannelli solari, visto che i raggi vengono convertiti in energia termica quando raggiungono i dispositivi installati (per case, edifici o uffici).

Ogni territorio e, soprattutto, ogni edificio a caratteristiche proprie e per l’installazione di un pannello solare è sempre consigliabile affidarsi al parere di un esperto.

Tuttavia, in linea generale, il miglior orientamento per i pannelli solari è verso sud o in alternativa sud-ovest, con un’inclinazione tra i 25° e i 35°, in modo da riuscire a evitare il più possibile gli le zone d’ombra.

A questo proposito, è importante valutare l’ambiente circostante per evitare che alberi, pali della luce, antenne, palazzi alti possano creare ombreggiamenti che renderebbero meno efficiente l’impianto.

L’inclinazione, però, può variare a seconda della stagionalità. Nei mesi invernali, ad esempio, i pannelli solari dovranno avere un’inclinazione di circa 60°, mentre nei mesi estivi, sarà circa di 30°.

Per capire cosa cambia a seconda di come si orientano i pannelli fotovoltaici, è necessario sottolineare che una forte inclinazione dei pannelli, rispetto al piano, incentiva una maggiore produzione energetica durante il periodo invernale.

Tuttavia, una lieve inclinazione dei pannelli rispetto al piano favorirà una maggiore produzione energetica durante il periodo estivo. Calibrare l’orientamento e l’inclinazione a seconda delle stagioni è fondamentale.

L'inverter di un impianto fotovoltaico andrebbe installato in un luogo isolato e ventilato.

Il motivo è facilmente intuibile, perché l’obiettivo è scongiurare il pericolo di surriscaldamenti nell'involucro e sbalzi di temperatura.

Quando i raggi del sole colpiscono i pannelli vengono convertiti in energia termica.

Una volta immessa nel circuito di riscaldamento dell’acqua sanitaria e dell’impianto di riscaldamento, soddisfa il fabbisogno di calore richiesto.

Orientamento e inclinazione sono fattori essenziali che consentono di ottenere una maggiore incidenza dei raggi solari e determinano, pertanto, il rendimento dei pannelli.

Non è semplice capire come orientare e inclinare i pannelli solari.

Infatti, per ottenere la massima resa, perché durante l’arco della giornata l’incidenza dei raggi cambia in base alla posizione dell’asse rispetto al sole.

Per queste ragioni occorre calcolare in modo ottimale il posizionamento dei pannelli solari rivolgendosi a tecnici specializzati in impianti solari termici.

Nelle regioni italiane più a sud, i pannelli saranno esposti alla luce del sole per più ore al giorno.

Soprattutto in estate, consentono di ottenere una maggiore incidenza e resa energetica durante l’arco della giornata.

Ciò non significa che nelle regioni a Nord i pannelli solari non siano efficienti.

Come già spiegato, l’incidenza dei raggi solari determina la resa dell’impianto.

Il picco maggiore si ottiene quando questi ultimi sono perpendicolari rispetto ai pannelli solari.

Questa condizione ottimale non può verificarsi in modo perpetuo, ma cambia durante l’arco della giornata e a seconda delle stagioni.

L’orientamento migliore dei pannelli solari è verso sud, sud-ovest, con un’inclinazione tra i 25° e i 35°, evitando il più possibile gli ombreggiamenti.

Nei mesi primaverili e autunnali, ad esempio, l’inclinazione di 30° (ideale nell’arco della stagione estiva) non sarà sufficiente a soddisfare il fabbisogno di acqua calda di una famiglia. L’inclinazione a 60°, al contrario, consente di ottenere una maggiore efficienza durante questo periodo, con la massima resa nei mesi invernali.

Una soluzione per ottenere risparmio energetico con il solare termico è valutare un sistema ibrido, combinato con l’impianto tradizionale a gas.

Un mondo in cui la luce del sole non è solo una fonte di calore e di vita, ma anche di energia pulita e illimitata.

Tutto ciò è possibile grazie ai fotovoltaici, in grado di trasformare i raggi solari in corrente elettrica.

Questi impianti rappresentano una delle tecnologie più promettenti per un futuro sostenibile.

Abbiamo già approfondito in alcuni contributi precedenti cosa rende questi pannelli così speciali e come stiano diventando sempre più centrali nelle policy europee e internazionali.

Quando si parla di pannelli fotovoltaici, spesso ci si concentra solo sulla loro capacità di generare energia pulita, in modo sostenibile.

Esiste, tuttavia, un aspetto meno noto che, invece, può fare la differenza tra un impianto efficiente e uno inefficiente: l'orientamento.

La disposizione dei vari moduli, infatti, può influenzare in maniera significativa il rendimento del sistema. Ma qual è il modo migliore per installare i pannelli per catturare al meglio i raggi del sole e trasformarli in energia?

Ed esistono delle regole standard per renderli più funzionali?

Che siano sul balcone di casa o sul tetto dell’azienda, i pannelli fotovoltaici non vengono posati a caso. Anzi.

A guidare gli installatori sono dei criteri matematici ben precisi, dati da angoli e direzioni, e calcolati tramite l’osservazione del movimento solare e il suo irraggiamento.

Il sole, infatti, si muove da Est a Ovest disegnando una parabola.

In ogni punto di questo percorso, i raggi colpiscono la superficie terrestre (e i pannelli) con inclinazioni e intensità diverse.

L’angolo azimut determina i gradi di orientamento del pannello rispetto al meridiano locale.

Differentemente, il tilt è l’angolo di inclinazione del pannello fotovoltaico rispetto al suolo d’appoggio, sia esso il terreno, un terrazzo o la superficie del tetto.

Le norme per l'inclinazione e l'orientamento dei pannelli fotovoltaici in Italia non sono specificate in un unico documento.

Tuttavia, esistono linee guida e normative che influenzano la loro installazione.

Secondo il Comitato Elettrotecnico Italiano, per esempio, l’orientamento ideale sarebbe quello rivolto verso Sud, poiché in questa posizione catturano la luce solare in modo ottimale.

Purtroppo, non sempre è possibile orientare gli impianti in questo modo a causa di limiti spaziali o di ombreggiamenti causati da edifici ed elementi naturali.

In alternativa, un orientamento verso Sud-Est o Sud-Ovest è altrettanto efficace, grazie alla capacità dei pannelli moderni di sfruttare al meglio la luce solare anche in condizioni non perfette.

Questa soluzione consente ugualmente di ottenere un rendimento energetico molto buono.

Fotovoltaico orientamento solare sud-est e sud-ovest

LEGGI ANCHE: C’è differenza tra pannelli solari e fotovoltaico?

L'installazione di un impianto fotovoltaico è una scelta strategica per massimizzare l'efficienza energetica, ridurre i costi e contribuire alla sostenibilità ambientale.

Hai bisogno di indicazioni e consigli su come orientare e inclinare i pannelli solari termici e fotovoltaici?

Come orientare i pannelli solari termici e dove installarli?

La questione dell’orientamento così come dell’inclinazione, è decisamente ampia e complessa in quanto dipende da numerosi fattori.

Quale tipologia di impianto mi occorre? (es. Quale funzione di utilizzo deve svolgere? (es. fotovoltaico grid o stand alone; solare termico per produzione ACS E/o per integrazione al riscaldamento?

I pannelli solari fotovoltaici grid ovvero quelli connessi alla rete pubblica, vengono solitamente misurati in base alla quantità di energia che producono nell’arco di un anno.

Per assolvere al meglio questa funzione, è consigliabile orientare l’impianto verso Sud, con un’inclinazione di circa 30°, in quanto questo orientamento sfrutta al massimo la produzione di energia nel corso dell’anno.

Gli impianti fotovoltaici stand-alone invece, non essendo connessi ad alcuna rete elettrica, comportano delle dinamiche di installazione più complesse.

In questo caso è fondamentale valutare l’orientamento in base all’utilizzo che dovrà ricoprire l’impianto.

In questo caso la soluzione migliore è scegliere un pannello solare che riesca a sfruttare al meglio l’energia in condizioni di una giornata uggiosa.

La legge stabilisce che il 50% dell'energia spesa per la produzione di ACS (acqua calda sanitaria) provenga dal solare termico e questi valori possono raggiungersi con qualsiasi orientamento.

Come si evince dall’esempio, in tutti e 3 casi, indifferentemente dall’orientamento, la produzione di energia nel periodo estivo è la stessa, e questo incide notevolmente sull’emissione di energia totale annua.

Altro discorso se l’impianto solare termico ACS abbia anche la funzione di riscaldamento. In questo caso l’energia prodotta nei mesi estiva diventa secondaria, in quanto risulta soddisfatta da pochi Mq di collettori.

Ci si deve preoccupare invece di come posizionare l’impianto, affinché riesca a produrre il massimo dell’energia nel periodo invernale.

L'inclinazione dei pannelli solari risulta un fattore determinante proprio quanto l’orientamento.

Un parametro indiscutibile circa l'orientamento, deve essere il sud (o azimut 180°).

Questa esposizione garantisce lo sfruttamento dell'irradiamento delle ore centrali della giornata, dove è concentrata gran parte dell'energia giornaliera irradiata dal sole.

Per qualunque informazione sui pannelli solari termici, contattaci al seguente link: Contatti

Uno degli accorgimenti che viene seguito quando si installano i pannelli solari è l’orientamento a sud. O forse non è più così?

Una cosa è certa: nell’emisfero settentrionale, il sud è la direzione che consente di massimizzare la produzione energetica.

Al giorno d’oggi, chi costruisce una casa da zero spesso decide di progettare anche un impianto fotovoltaico, e si chiede: come posso posizionare i pannelli solari per ottimizzarne il rendimento?

Come già accennato all’inizio, i moduli solari esposti a sud sono ideali per sfruttare appieno il potenziale dell’impianto.

Spesso i proprietari di casa prendono delle precauzioni per l’installazione e, se necessario, mantengono uno spazio libero sul tetto per i moduli solari esposti a sud.

Tuttavia, non tutti i nuovi edifici (e certamente non tutti gli edifici esistenti) possono avere una superficie del tetto esposta a sud.

Quali sono quindi le alternative per gli edifici costruiti diversi anni o addirittura decenni fa?

All’epoca, nessuno considerava la possibilità di poter sfruttare la potenza del sole per generare energia.

Per questo motivo molti edifici hanno un tetto con i due spioventi rivolti verso est e ovest: è la forma più diffusa in gran parte d’Europa.

“Tuttavia, i proprietari di casa non devono necessariamente fare a meno del fotovoltaico”, spiega Robert Reinbrech, esperto del settore fotovoltaico di Fronius International GmbH.

Sud-ovest o sud-est Questi impianti generano il 95% della resa massima e quindi solo il 5% in meno rispetto agli impianti orientati a sud.

Est Rispetto all’orientamento a sud, un impianto fotovoltaico in direzione est produce circa il 20% in meno di energia solare.

Ovest La situazione di questi impianti è identica a quella dei moduli solari orientati a est menzionati in precedenza: generano circa l’80% del rendimento massimo.

Anche la combinazione di moduli solari orientati a est e a ovest comporta una perdita di rendimento di circa il 20%.

Le perdite sono particolarmente evidenti in inverno, quando il sole sorge più tardi e si trova più a sud.

Sul lato nord si ha meno produzione rispetto al lato soleggiato: dal 30 al 50% in meno rispetto al lato illuminato.

Eppure i moduli orientati a est ovest offrono una produzione molto più uniforme dall’alba al tramonto.

Ciò permette una fornitura continua di energia spesso a costi inferiori per famiglie senza sistemi di accumulo.

Se i moduli e gli inverter non funzionano alla massima potenza, i loro componenti non raggiungono temperature critiche, proteggendoli e prolungandone la durata.

Hai mai sentito parlare dell’angolo di azimut? È possibile determinare l’orientamento a sud, est o ovest di un impianto basandosi sull’angolo di azimut.

Come? L’angolo di azimut indica le deviazioni sull’orizzontale e può essere al massimo di 180 gradi su una sfera come la terra.

In ambiti di applicazione come la cartografia e l’astronomia, indica la deviazione dal nord vero. Per gli impianti fotovoltaici, invece, descrive le deviazioni rispetto al sud.

Qual è l’inclinazione ideale dei pannelli solari per una produzione ottimale? Passiamo dall’angolo di azimut all’angolo d’inclinazione.

Infatti, i raggi del sole non solo devono colpire i pannelli solari il più a lungo possibile, ma anche ad angolo retto.

Per massimizzare la produzione di energia solare, i raggi del sole devono colpire i pannelli solari con l’angolo più retto possibile.

In inverno, per generare il massimo rendimento sarebbe vantaggioso un angolo d’inclinazione maggiore di 60 gradi.

Nella stagione fredda un angolo d’inclinazione non ottimale causa perdite di resa di diversi punti percentuali.

Per i tetti piatti, invece, sono solitamente necessari costosi rialzi per aumentare l’angolo d’inclinazione e quindi il rendimento fotovoltaico.

I rialzi più bassi, da 10 a 15 gradi, si rivelano la scelta migliore.

Questo angolo d’inclinazione riduce l’ombreggiamento da parte di altri moduli solari e, allo stesso tempo, la superficie esposta al vento.

Una caratteristica di un impianto orientato a est-ovest è che funziona in modo particolarmente efficiente sui tetti più piatti con un angolo d’inclinazione di 10-15 gradi.

Con questa inclinazione, infatti, i moduli solari catturano maggiormente il sole del primo mattino e della tarda serata, che colpisce la terra con un angolo più piatto.

In questo articolo ci siamo concentrati esclusivamente sui sistemi on-roof e in-roof.

Tuttavia, se si vuole ottenere il massimo dei chilowattora da tutti i componenti dell’impianto fotovoltaico, è preferibile l’orientamento a sud, a patto che le condizioni strutturali lo consentano.

Va notato che la maggior parte dell’energia solare viene generata verso mezzogiorno, mentre il rendimento al mattino e alla sera è trascurabile.

Lievi deviazioni dal sud esatto non comportano drastiche perdite di resa.

L’orientamento dei pannelli solari dipende anche dalla posizione geografica dell’impianto fotovoltaico progettato.

Nell’emisfero settentrionale, l’orientamento verso il sud geografico offre le massime opportunità di rendimento per l’energia solare.

Nell’emisfero meridionale, invece, la situazione è esattamente opposta.

Anche l’angolo d’inclinazione ideale varia da regione a regione. Alle latitudini più elevate, gli angoli d’inclinazione più alti sono più favorevoli perché il sole è più basso nel cielo.

I tetti piatti e spioventi sono ugualmente adatti agli impianti fotovoltaici.

Una cosa è certa: con l’attuale tecnologia fotovoltaica, è possibile installare un impianto in modo economico su quasi tutte le case.

Non sfruttare il potenziale del proprio tetto è più costoso, a lungo termine, di un investimento una tantum in un impianto fotovoltaico.

Michaela Klinger… non ama particolarmente il caldo estivo, ma condivide volentieri le conoscenze acquisite presso Fronius in materia di tecnologia solare con i proprietari di impianti fotovoltaici e con tutti coloro che desiderano diventarlo.

Nei suoi post sul blog fornisce consigli su tutti gli argomenti relativi al fotovoltaico: dalla progettazione degli impianti all'ottimizzazione dei rendimenti.

Il fotovoltaico da balcone è un nuovo tipo di sistema di generazione di energia domestica, sta attirando più attenzione delle persone.

Per ottenere la efficienza della produzione di energia, dobbiamo considerare 2 fattore importare: l’orientamento dei pannelli fotovoltaici e l’inclinazione dei pannelli fotovoltaici.

Nelle regioni dell'emisfero boreale, compresa l'Italia, Il sole sorge a sud-est e tramonta a sud-ovest.

L'inclinazione ottimale dei pannelli solari, ovvero l'angolo tra il pannello e il piano orizzontale, influenza direttamente l'incidenza della luce, determinando così l'efficienza di generazione di energia dell'impianto fotovoltaico.

In termini pratici, l'angolo di incidenza della luce solare non è costante.

I pannelli solari con inclinazione regolabile offrono un netto vantaggio in questa siturazione.

Sia i pannelli solari fissi che quelli regolabili presentano vantaggi e svantaggi distinti.

Vantaggi: richiedono una regolazione minima dopo l’installazione iniziale, bassi costi di manutenzione.

Struttura robusta, adatta ad ambienti esterni esposti a vento e pioggia.

All'interno dei sistemi fotovoltaici, orientamento pannelli fotovoltaicie di inclinazione pannelli fotovoltaici sembrano non sono troppo importante, ma al contrario, loro determinano direttamente l'efficienza della produzione di energia.

Orientamento: la direzione verso cui è rivolto il pannello solare, ad esempio sud o sud-ovest.

Inclinazione: l'angolo tra il pannello solare e il suolo, ad esempio 30°, 45°, ecc.

Rispetto l'orizzontale, poichè siamo a Roma siamo a 42° longitudine, questo sarebbe l’angolo ottimale.

Pertanto, poiché tuttavia l'estate non abbiamo problemi di irraggiamento, meglio ottimizzare rispetto le stagioni invernali.

Diagramma azimut e tilt nei sistemi fotovoltaici

Ho trovato che un valore sensato è 50°, anche 55°. Corretto? Che dite?

Per l'acqua calda dipende da quante persone deve servire. Io ho 2 pannelli da 2.5 mq l’uno e solo adesso a inicio aprile mi avvicino all'autosufficienza per l'acqua calda.

Tutorial Solarius-PV - Tolleranza su Azimut e Tilt - ACCA software

Due pannelli piani selettivi Solimpeks da 2.5 mq lordi.

Stimare adeguatamente l’orientamento e l’inclinazione dei pannelli fotovoltaici può influenzare significativamente il rendimento dei pannelli fotovoltaici.

Definire queste variabili non è semplice perché durante la giornata l’incidenza dei raggi cambia in base alla posizione del sole.

Per facilitarti il processo, ti consiglio di utilizzare un software fotovoltaico che ti aiuterà ad orientare correttamente gli impianti, considering dati geografici e il periodo stagionale in cui c’è maggiore necessità energetica.

Azimut e tilt: cosa sono?

Per un osservatore solidale con la Terra, il sole si sposta da Est ad Ovest, con una traiettoria parabolica; per definire la direzione dei raggi solari rispetto alla superficie del modulo fotovoltaico è necessario considerare due angoli: azimut; tilt.

Si definisce azimut, o azimuth, l’angolo di orientazione del piano del dispositivo fotovoltaico rispetto al meridiano corrispondente.

In pratica, esso misura lo scostamento del piano rispetto all’orientazione verso Sud (per i siti nell’emisfero terrestre settentrionale) o verso Nord (per i siti nell’emisfero meridionale).

Valori positivi dell’angolo di azimut indicano un orientamento verso ovest e valori negativi indicano un orientamento verso est (CEI EN 61194).

L’angolo aumenta al crescere della rotazione in senso orario del vettore.

Con azimut 0° il pannello è rivolto verso Sud; con azimut 90° il pannello è rivolto verso Ovest; con azimut 180° il pannello è rivolto verso Nord.

Conoscere l’angolo di azimut del sole è un valore fondamentale per definire l’orientamento dei pannelli solari.

Si definisce tilt, o grado di elevazione, l’inclinazione di un oggetto rispetto al piano di terra, cioè l’angolo che un oggetto, in vista laterale, forma con la linea del terreno.

Negli impianti fotovoltaici, il tilt rappresenta l’inclinazione del piano del dispositivo fotovoltaico rispetto al piano orizzontale (da IEC/TS 61836).

Inclinazione 30-35° - Direzione Sud

Come orientare i pannelli fotovoltaici? La maggiore efficienza energetica di un impianto fotovoltaico non deriva soltanto dalla qualità dell’impianto, ma anche dall’orientamento e inclinazione dei pannelli fotovoltaici.

Un impianto fotovoltaico raggiunge il suo picco massimo di produttività quando i raggi solari sono perpendicolari rispetto ai pannelli. Si tratta di una condizione ottimale che non può verificarsi in maniera perpetua, ma cambia durante l’arco della giornata e a seconda delle stagioni.

Per ottimizzare al meglio l’impianto bisogna, pertanto, orientare i pannelli nella direzione in cui l’incidenza dei raggi è maggiore e stimare i seguenti fattori: radiazione solare; direzione dei pannelli solari; inclinazione dei pannelli fotovoltaici.

La stima della radiazione solare è il primo fattore da calcolare per verificare se un sito è adeguato all’installazione di un impianto fotovoltaico.

Durante il corso dell’anno, il sole varia i suoi percorsi sulla superficie terrestre e la radiazione solare che arriva sulla terra non è costante.

Di conseguenza, l’energia solare non è un’energia programmabile e non se ne può usufruire sempre quando se ne ha bisogno, ad esempio durante le ore notturne.

Tuttavia, per comprendere il valore della radiazione solare media di un determinato luogo, i percorsi del sole vengono riportati sulle mappe solari, o diagrammi solari, che vengono organizzate in coordinate polari o in coordinate cartesiane.

Le mappe solari in coordinate polari sono dei grafici in cui la volta celeste viene proiettata e ridotta a un piano orizzontale.

Questi diagrammi sono composti da circonferenze concentriche, dal perimetro esterno fino al centro, che rappresentano diversi valori dell’altezza solare.

Diagramma solare polare: località con latitudine 45°

Le mappe in coordinate cartesiane sono dei diagrammi su cui si proietta la volta celeste come se fosse la superficie di un cilindro proiettata sopra un piano.

Si hanno, così, sugli estremi i punti cardinali e il centro di riferimento è il Sud, direzione verso cui i pannelli dovranno essere orientati.

La curva più alta è il percorso del sole durante il periodo estivo, mentre la più bassa è quella che fa during il solstizio invernale.

Al lato delle ordinate, si hanno i valori definiti elevazioni.

Per produrre queste mappe, ti suggerisco di utilizzare il software fotovoltaico con il quale potrai proiettare il tuo ombreggiamento fotovoltaico direttamente sul diagramma solare e verificare la quantità di energia solare in un determinato periodo dell’anno.

Di diagramma solare Solarius PV

Un’altra rappresentazione grafica per comprendere l’effettiva quantità di energia proiettata in un determinato luogo sono le curve isoradiative.

Si tratta della rappresentazione su linee curve della radiazione solare incidente in un determinato luogo.

Queste radiazioni variano dalla latitudine: più bassa è la latitudine, più la radiazione solare incidente è maggiore perché il Sole arriva in maniera più ortogonale rispetto alla superficie captante.

Ad esempio, in Italia dal Sud al Nord, la radiazione tenderà a diminuire: i valori equivalgono a 5.2 kWh/m²/giorno nelle isole; i valori valgono 3.8 nelle Alpi.

I valori di radiazione si possono ottenere attraverso delle tabelle e degli abachi, che riportano la stima dell’energia su piano orizzontale in base alla latitudine del sito secondo i dati riportati nella normativa UNI 10349 (UNI 8477) e dati storici.

Ancora una volta, ritorna utile l’impiego del software fotovoltaico con cui avrai a disposizione i vari dati in base alla località di installazione.

Direzione dei pannelli solari: Un impianto fotovoltaico è più produttivo quando i raggi solari sono perpendicolari ai pannelli solari e l’orientamento migliore è in direzione Sud con angolo azimut pari a 0°.

Nel caso in cui l’installazione in direzione Sud non sia possibile o se ci fossero ostacoli che causerebbero fenomeni di ombreggiamento, è possibile cambiare l’orientamento dei pannelli: orientando i pannelli massimo di 45° Sud-Est e Sud-Ovest, la produzione annua subirebbe una riduzione annua abbastanza contenuta (1-3%); se l’orientamento ha un’angolazione superiore ai 45° rispetto a Sud, la produzione inizierà a diminuire notevolmente.

Meno significativa è invece la radiazione che può avere un pannello esposto a Est o, ancor meno, un pannello esposto a Ovest, in quanto capterebbe soltanto la radiazione mattutina o serale.

Inclinazione dei pannelli fotovoltaici: L’inclinazione ottimale dei pannelli fotovoltaici è influenzata dalla latitudine del luogo geografico in cui i pannelli saranno montati.

Come regola semplificativa si può dire che l’inclinazione ottimale dei pannelli per una produzione massima annuale è pari alla latitudine L del sito di installazione.

Ad esempio, se si ha una latitudine di 40°, si andrà ad installare il pannello con un’inclinazione compresa tra i 30 e i 40°.

Per calcolare la corretta inclinazione di un pannello è anche necessario considerare la superficie su cui saranno installati i pannelli fotovoltaici: se un impianto fotovoltaico viene installato sulla copertura di un tetto, i pannelli saranno installati in modo complanare con la falda del tetto; se l’impianto viene installato a terra o su una copertura piana diversa dal tetto, bisogna calcolare con precisione l’inclinazione, per evitare che i pannelli posti anteriormente non causino ombreggiamenti sui pannelli posti sulla fila posteriore.

Per calcolare in maniera precisa la distanza minima di installazione delle file dei pannelli fotovoltaici e la corretta inclinazione, ti suggerisco di affidarti ad un software fotovoltaico in grado di calcolare automaticamente tale dimensione su qualsiasi superficie (orizzontale, verticale o inclinata).

Come ottimizzare l’orientamento dei pannelli: inseguitori solari.

L’orientamento dei pannelli fotovoltaici è dunque cruciale per massimizzare la resa dell’impianto fotovoltaico.

Per ottimizzare la disposizione solare durante l’intero anno, è possibile installare degli specifici dispositivi elettronici che permettono di seguire la traiettoria del sole: si parla di sistema ad inseguimento solare o inseguitori solari.

Cosa sono gli inseguitori solari?

Gli inseguitori solari fotovoltaici sono dei particolari dispositivi e meccanismi che consentono di muovere e ruotare il pannello fotovoltaico in modo che questi siano sempre orientati in direzione solare.

Con questo sistema dunque il pannello non è fisso, ma mobile.

Come funzionano gli inseguitori solari?

Gli inseguitori solari permettono di mantenere sempre l’inclinazione di 90° tra il pannello e i raggi del sole in modo da ottimizzare l’efficienza energetica.

Esistono diverse tipologie e a seconda del tipo varia il meccanismo di funzionamento.

Le principali tipologie di inseguitori solari sono: inseguitori solari monoassiali; inseguitori solari biassiali.

Gli inseguitori solari monoassiali “inseguono” le radiazioni solari ruotando intorno al proprio asse e, in base al suo orientamento, possono essere classificati in: inseguitori di tilt: ruotano intorno all’angolo di tilt, Est-Ovest e inseguono l’altezza del sole nel cielo; inseguitori di rollio: inseguono il sole durante il suo percorso nel cielo; in questo caso l’asse di rotazione è Nord-Sud; inseguitori di azimut: ruotano intorno ad un asse verticale perpendicolare al terreno e necessitano grandi spazi per l’installazione; inseguitori ad asse polare: inseguono le radiazioni solari, ruotando intorno ad un asse parallelo all’asse di rotazione terrestre.

Gli inseguitori solari biassiali presentano invece due assi di rotazione perpendicolari fra loro, che permettono attraverso un sistema elettrico di puntare perfettamente i pannelli nella direzione del sole. A seconda del suo orientamento si suddividono in: inseguitori di azimut-elevazione: il loro funzionamento intercetta le radiazioni, consentendo ai pannelli di orientarsi in maniera perfettamente perpendicolare rispetto ai raggi del sole, durante tutta la giornata; inseguitori tilt-rollio: evitano le zone d’ombra.

Infine, in base alla tipologia di sistema che ne permette il movimento per orientarsi verso il sole, si possono classificare in: inseguitori solari attivi; inseguitori solari passivi.

Gli inseguitori solari attivi sono composti da motori elettrici che consentono lo spostamento lento dei pannelli fotovoltaici. Si suddividono in: analogici: il movimento è generato da sensori che individuano la posizione migliore per l’assorbimento delle radiazioni solari; digitali: sono azionati da un microprocessore che, attraverso la memorizzazione dei dati sul posizionamento del sole, riesce a orientare i pannelli nella direzione con maggiore luce.

Gli inseguitori passivi, invece, utilizzano fenomeni fisici autonomi indipendenti dal posizionamento del sole rispetto al pannello, come ad esempio la dilatazione termica di un gas fluido compresso che viene riscaldato dal sole generando una pressione idraulica che permette il movimento della struttura dei pannelli solari.

Rendimento dei pannelli fotovoltaici Solarius PV

Per definire in maniera ottimale l’orientamento dei pannelli di un impianto sprovvisto di sistema ad inseguitore solare, ti raccomando di provare subito gratuitamente il software fotovoltaico, dove inserendo la località di installazione e i valori di azimut e tilt potrai rilevare i dati di irradiazione giornaliera media mensile ed ottenere un quadro generale dell’analisi del rendimento dei pannelli fotovoltaici.

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