Questa frazione è formata da un agglomerato di case addossate le une sulle altre, con viuzze strettissime che formano un intricato labirinto, disposte sul dorsale della montagna a quota 1150 mt, le cui origini risalgono al XII o forse all’XI secolo. Alcune fonti asseriscono che abbia avuto il nome da una famiglia Tet o Tetto, che fu la prima a stabilirsi in questo luogo; altre smentiscono perché prima che in paese vi fossero individui con il nome Tetto, già esisteva il Pian del Tetto. Di certo si sa che anticamente era il borgo più popolato di tutta la comunità.
Da questa frazione si gode uno spettacolo incantevole di tutta la parte terminale della valle: in basso risplendono le acque della Stura, che lambiscono le frazione del Prussello, del Villar e del Cresto; più lontano si scorge il campanile di Mondrone e la frazione Cornetti di Balme. Suggestivo paese, con caratteristici punti panoramici, come quello, posto dopo la breve galleria, scavata nella roccia, dal quale si possono ammirare le montagne soprastanti.
Collocazione e ruolo nel territorio
Ala di Stura è un comune montano del Piemonte, oggi nella città metropolitana di Torino, situato sulla riva destra del ramo centrale della Stura di Lanzo. È proprio questa valle a prendere il nome di Val d’Ala, mentre gli altri due rami che insieme formano la Stura di Lanzo sono quelli della Val Grande e della Valle di Viù. La Val di Ala costituisce il solco centrale delle Valli di Lanzo. È la valle più stretta e ripida fra le altre due: la Val Grande e la Valle di Viù, nonché la più attraente per la varietà di tipologie alpine.
Comune di circa 500 abitanti della provincia di Torino, ad una cinquantina di chilometri dal capoluogo. Piccolo comune alpino di una delle tre Valli di Lanzo (dà il nome alla Valle d'Ala), centro turistico molto importante e dotato di strutture per gli sport sia invernali che estivi. Il Comune Ala di Stura è uno dei centri più caratteristici delle Valli di Lanzo. Sorge in Val d’Ala, lungo il ramo centrale della Stura di Lanzo, e si distingue per un’identità molto riconoscibile: case di montagna, arte diffusa, scorci panoramici e una forte memoria locale.
Paesaggio, altitudine e ambiente
Ad un primo livello si trovano boschi di castagni e faggi, vasti boschi di larice, e successivamente, dopo Mondrone, grandi pietraie che si aprono poi nuovamente su due alti bacini dall'eccezionale fioritura contornati da vette e ghiacciai imponenti, fino ad arrivare al pian della Mussa, vasta pianura erbosa che chiude la vallata a 1708 metri di altezza. Arrivando dal fondovalle, infatti, si aprono già punti panoramici molto netti da cui si possono osservare la Bessanese, l’Uja di Mondrone e il Monte Rosso. Inoltre, salendo oltre Mondrone, la valle diventa più alta e spettacolare, con villaggi di quota e grandi ambienti glaciali.
Un ambiente alpino vero, non addomesticato. Il clima di Ala di Stura è quello tipico di un centro di montagna posto oltre i mille metri. Detto semplice: qui la quota si sente. Le stagioni sono nette, l’inverno pesa, l’estate resta più fresca rispetto alla pianura, e il paesaggio cambia faccia in modo marcato nel corso dell’anno. Tuttavia Ala di Stura non è una località estrema o inaccessibile. Proprio questa è una delle sue particolarità: conserva il carattere di villaggio alpino abitato, ma allo stesso tempo introduce già a una montagna più alta e severa.

Patrimonio storico e architetture
Conserva la Casa della Dogana, del 1400, dove sono stati restaurati gli ”stemmi” e i “fregi” dei Savoia. La Chiesa Parrocchiale, ricostruita nel 1727, conserva il campanile del 1300. Sull’angolo ad ovest della frazione, dove ha inizio l’antica mulattiera che la collega al capoluogo, si eleva la cappella dedicata a S. Maria Maddalena.
Le antiche abitazioni del Pian d’Ala e delle frazioni consistevano in casupole a un solo piano o addirittura seminterrate, con muri di pietre lavorate senza calce e con soffitto formato da travature in legno. Un vero e proprio sviluppo dell’edilizia avvenne soltanto dalla seconda metà dell’Ottocento, anche grazie a Bruneri Pietro di fu Michele, considerato il pioniere dell’industria edilizia della nostra valle.
Arte diffusa: meridiane, affreschi e icone
Il paese è noto come Paese delle Meridiane e degli Affreschi, mentre poco sopra la frazione Mondrone si trova uno dei luoghi naturali più fotografati della zona, la Gorgia di Mondrone. Tra il capoluogo e le frazioni circostanti si concentra una quantità altissima di quadranti solari, circa 76, molti dei quali realizzati soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento. Accanto a questi compaiono anche affreschi, incisioni rupestri e immagini religiose distribuite nel tessuto abitato. Per questo Ala è conosciuta come Paese delle Meridiane e degli Affreschi, definizione che non è uno slogan vuoto ma una descrizione abbastanza fedele.
Tra le opere più interessanti emerge quella attribuita a Giovanni Oldrado Perini, monaco dell’Abbazia di Novalesa, autore di un affresco in stile gotico con Madonna con Bambino, San Maurizio e la Santissima Trinità, datato 1577. L’opera si trova su una parete di una casa privata in frazione Villar e rappresenta uno dei riferimenti artistici più notevoli del comune. Partendo dal centro dell’abitato di Ala di Stura, dove subito si ammirano tre meridiane sulla chiesa di San Nicolao e Grato, ottimamente restaurate nel 1995, si possono seguire camminamenti che attraversano il paese e le sue frazioni alla scoperta di questi segni.
Chiese e luoghi di devozione
La chiesa antica dei Santi Nicolao e Grato, costruita tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, non esiste più nella sua forma originaria. Tuttavia si conserva ancora il campanile in stile gotico-lombardo, che resta una traccia importante del complesso precedente. Sullo stesso sito sorge oggi la chiesa attuale, dedicata anch’essa ai Santi Nicolao e Grato e ampliata tra il 1727 e il 1730. All’interno è custodita una preziosa icona con i santi titolari disposti attorno alla Madonna che allatta il Bambino.
Il Santuario di Nostra Signora di Lourdes. A pochi metri dalla strada provinciale, immerso in un fitto bosco di conifere, si trova il Santuario di Nostra Signora di Lourdes. Il luogo richiama volutamente la memoria della celebre grotta francese e fu eretto nel 1912 in seguito a una guarigione ritenuta miracolosa. La Cappella di San Giuseppe è raggiungibile attraverso la strada pedonale che costeggia il Grand Hotel Ala di Stura. Ha pianta rettangolare, muratura portante in pietra intonacata e una copertura con struttura lignea e lose, cioè le tradizionali lastre di pietra.
Gorgia di Mondrone e le frazioni alte
La Gorgia di Mondrone è probabilmente il luogo naturale più noto del territorio. Si tratta della spettacolare cascata della Stura nei pressi della frazione Mondrone, che da tempo costituisce una delle immagini simboliche di Ala di Stura. È uno di quei posti che funzionano bene sia per una sosta breve sia come tappa dentro un giro più ampio in valle.
Vicino al capoluogo si incontra Mondrone, a circa 1257 metri, frazione nota proprio per la cascata. Proseguendo verso l’alto si arriva poi a Balme, intorno ai 1440 metri, e infine al Pian della Mussa, a circa 1750 metri, grande conca glaciale dominata dalla Bessanese e dalla Ciamarella. Anche se questi ultimi luoghi non coincidono con il comune di Ala di Stura, fanno parte del suo orizzonte naturale e turistico. Il Pian della Mussa, inoltre, ha un rilievo particolare perché da lì ha origine l’acquedotto della città di Torino.

Itinerari, escursioni e mobilità
La mobilità dolce qui ha molto senso. Ala di Stura si presta bene a camminate nel capoluogo, tra le frazioni, lungo i percorsi che collegano i nuclei abitati e verso i punti panoramici o naturali più noti. Inoltre, il paese può diventare una buona base per escursioni più ampie verso l’alta valle. Le varianti del percorso possono essere tante: si può allungare, accorciare e modificare a piacere a seconda del grado di allenamento, del tempo a disposizione e di quanto si è interessati a vedere.
In automobile l’auto è il mezzo più semplice per raggiungere Ala di Stura e girare poi tra capoluogo, Mondrone e le altre località. Risalendo la valle dopo Ceres si entra progressivamente nella Val d’Ala, e l’accesso al paese è lineare. Anche il trasporto pubblico consente di arrivare ad Ala di Stura, ma richiede un minimo di attenzione agli orari. Ala di Stura non ha una stazione ferroviaria propria. Chi arriva da Torino deve considerare come riferimento la linea che porta verso Ceres, da cui poi si prosegue su strada.
Identità locale, feste ed economia
La cultura di Ala di Stura non si concentra in un museo o in un singolo palazzo storico. Qui si legge piuttosto nei muri, nelle facciate, nelle cappelle, nelle immagini sacre e nelle meridiane che scandiscono il tempo del paese. Inoltre, il fatto che molte opere siano state realizzate da mani anonime o poco documentate restituisce bene il carattere popolare e diffuso di questo patrimonio. Tra i momenti più sentiti dell’anno va ricordata anche la festa tradizionale del paese nei giorni di Ferragosto.
Ala di Stura ha avuto nel tempo un’economia legata a più fattori. In una fase più antica compaiono le miniere, ricordate già nei documenti medievali. Tuttavia, con il passare dei secoli, il comune ha consolidato soprattutto una vocazione turistica e di villeggiatura estiva. Questo passaggio si spiega bene: da una parte c’erano la quota, il paesaggio e il clima; dall’altra un patrimonio locale fatto di arte diffusa, architettura religiosa e bellezze naturali come la Gorgia di Mondrone.
Profilo base del borgo
| Comune | Ala di Stura |
|---|---|
| Abitanti | 463 |
| Altitudine | 1080 m s.l.m. |
| Rilievo | Bessanese, Uja di Mondrone, Monte Rosso |
| Acque | Stura di Ala, Gorgia di Mondrone |
| Località | Mondrone, Martassina, Pertusetto, Pian del Tetto, Villar, Masone, Cresto |
| Comuni limitrofi | Chialamberto, Groscavallo, Ceres, Balme, Mezzenile, Lemie |
| Distanze | Torino circa 39 km; Mondrone circa 2 km; Balme circa 8 km |
| Festa Patronale | San Nicolao, 6 dicembre |
Nel primo Novecento Ala di Stura veniva già descritta come una frequentata stazione di villeggiatura estiva. Il turismo estivo è arrivato dopo, ma il paese aveva già una sua struttura, un suo passato e un suo ruolo dentro l’organizzazione politica e territoriale della valle. Le prime notizie documentarie più precise su Ala di Stura compaiono nel 1267, quando il Marchese di Monferrato concesse tutte le miniere del luogo ai fratelli Barizelo di Gerola. Da quel momento, il paese seguì poi le vicende della Castellania di Lanzo e quindi dell’orbita sabauda.