Impianto fognario non utilizzato per 3 anni: cosa fare e come reagire

Esistono alcune regole d’oro da seguire per un corretto utilizzo degli scarichi fognari: le reti fognarie sono una parte molto delicata del processo idrico ed è fondamentale sapere cosa fare e cosa non fare per proteggere l’ambiente. L’acqua sulla terra si rinnova in modo continuo nel ciclo idrico naturale: quella che usiamo oggi è la stessa che berremo domani. Il trattamento delle acque reflue è un processo molto importante per ridare alla natura questo bene prezioso in condizioni ottimali.

Primi principi di mantenimento e prevenzione

NON gettare nel water e, in generale, negli scarichi domestici residui solidi come tovaglioli di carta, cotton fioc, pannolini, assorbenti, mozziconi di sigaretta, anticoncezionali in lattice, fondi di caffè e residui di cibo. NON gettare l’olio esausto (quello che usiamo per cucinare, friggere e quello presente all’interno degli alimenti) e altre sostanze grasse negli scarichi. Raccogli sempre l’olio in un contenitore idoneo e portalo all’isola ecologica del tuo Comune. Anche le aziende hanno l’obbligo di non smaltire l’olio esausto nella fognatura. NON gettare nel wc la carta non biodegradabile. NON disperdere sostanze chimiche nocive o tossiche come disinfettanti battericidi, vernici, pesticidi, diserbanti. NON utilizzare sostanze acide per evitare il rischio di corrosione delle tubazioni e il danneggiamento della funzionalità del sistema depurativo.

Fai manutenzione alla fossa biologica almeno una volta all’anno (svuotandola) ed esegui la pulizia dei condotti. Basta poco! Il sopralluogo con il tecnico acque può essere richiesto preventivamente all’apertura della domanda di allaccio. Durante il sopralluogo le saranno date le info necessarie sulla fattibilità dell’allacciamento e/o su eventuali problematiche tecniche. La Carta dei Servizio è il documento previsto dalla normativa con cui il Gestore si impegna a rispettare determinati livelli di qualità del servizio nei confronti dei propri utenti come, ad esempio, i tempi massimi di esecuzioni delle principali prestazioni ecc.

Procedura di allaccio e gestione tecnica

Dopo aver effettuato la richiesta d’allacciamento, Acque redige un preventivo (in base alle tariffe in vigore al momento della richiesta) dei lavori necessari che viene inviato per posta cartacea o elettronica al richiedente. La definizione di zona servita da pubblica fognatura è espressa nell’Art. Si precisa che in zone servite da pubblica fognatura sussiste l’obbligo di allacciamento (come da Art. 14 della L.R.). In presenza di fognatura mista, l’allacciamento delle acque meteoriche a tale rete fognaria dovrà essere autorizzato ed eseguito secondo le modalità richieste dall’Amministrazione Comunale competente. Nel caso in cui il pretrattamento degli scarichi e/o il pozzetto di delimitazione delle competenze tra Acque ed il cliente non siano installabili su proprietà privata, potranno essere collocati su proprietà pubblica, previa autorizzazione da parte dell’ente competente e quindi, generalmente, dall’Amministrazione Comunale.

E’ possibile allacciare gli scarichi reflui di un fabbricato ad una fognatura privata che a sua volta recapita nella pubblica fognatura. Come da art.82 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato previgente, è assolutamente obbligatorio eseguire i lavori all’interno della proprietà privata una volta che Acque S.p.A. Se un fabbricato è regolarmente allacciato alla pubblica fognatura è presente un’autorizzazione all’allacciamento rilasciata da Acque o da un precedente gestore del reticolo fognario. Il modulo da utilizzare è relativo al link “richiesta parere fattibilità/preventivo spesa adeguamento reti”.

Aspetti pratici nel contesto condominiale

Buon pomeriggio a tutti Nel mio piccolo condominio non ci fermiamo mai, nemmeno in questa torrida estate 2026. Pare infatti che da uno dei tombini della corte condominiale provenissero delle pietre ed è stata commissionata una video ispezione alla quale però non abbiamo partecipato. L’amministratore ci ha poi scritto che sono state rinvenute delle criticità e che sono in corso delle ulteriori verifiche per individuare le modalità più opportune per porvi rimedio.

La discussione ruota su come procedere: alcune persone vogliono rifare integralmente l’impianto, altre temono spese eccessive o decisioni poco chiare. È fondamentale visionare l’ispezione, farsi fare una relazione sottoscritta sulle criticità evidenziate e chiedere in merito ad un tecnico. L’amministratore può pretendere un compenso per questa informativa se previsto dal contratto; altrimenti no, ma può essere considerato come parte della straordinarietà dei lavori.

In ogni caso, è consigliabile verificare la documentazione e ottenere un parere tecnico prima di qualsiasi decisione assembleare. Qualche giorno prima dell’assemblea è utile prendere appuntamento presso l’ufficio dell’amministratore per verificare la documentazione. A volte è necessario separare acque chiare e acque scure, oppure valutare la possibilità di spostare o mantenere determinati tombini in base alle servitù esistenti e alle normative vigenti.

Assemblea e decisioni tecniche

Considerate le variabili, è opportuno chiedere una videoispezione completa dell’impianto e, se necessario, una nuova ispezione da parte di una ditta diversa. Se l’intervento riguarda solo una porzione di tratto, si valuta come ripartire i costi tra i condomini interessati e si verifica se la spesa rientra in tabella A o in tabella B secondo il regolamento condominiale e le norme vigenti. La circostanza che parte del tratto sia deteriorato non implica automaticamente la necessità di rifare tutto: è essenziale un parere tecnico che valuti l’estensione reale del problema.

In molti casi, la decisione sull’intervento deve considerare sia la parte tecnica sia quella legale: le servitù, la proprietà privata, e la necessità o meno di spostare tombini o di modificare percorsi delle acque reflue. Se l’assemblea decide di intervenire su tutto l’impianto o di spostare elementi strutturali, il costo va ripartito secondo le regole vigenti, tenendo conto di chi utilizza effettivamente quel tratto.

Verifiche e gestione individuale

Odori sgradevoli o perdite possono derivare sia da difetti nelle giunzioni, sia da problemi in casa propria. Per prima cosa occorre verificare in casa propria, poi eventualmente si passa alla rete fognaria. Un sifone esterno potrebbe risolvere problemi di odore, ma è indispensabile identificare la fonte reale. In alcuni casi può essere utile consultare un tecnico per una valutazione completa, soprattutto se si sospetta che la causa sia una problematiche interne all’abitazione o una giunzione non a tenuta lungo la rete interna.

Per chi sta valutando un acquisto, è importante considerare l’allaccio fognario e l’esistenza di eventuali foci o fosse biologiche: la presenza di una fossa biologica autorizzata o meno può influire sull’operazione di allaccio alla rete pubblica. È vietato ignorare le norme vigenti; dall’01/01/2025 è attivo il portale PASC per le pratiche di autorizzazione allo scarico domestico o assimilato, e la presentazione va effettuata attraverso tale portale in molte realtà.

Conclusioni operative

In sintesi, se l’impianto fognario non è stato utilizzato per 3 anni, è indispensabile: eseguire una verifica accurata dell’intero sistema (preferibilmente con videoispezione), richiedere un parere tecnico scritto e sottoscritto, riassumere nello stato di fatto quali parti necessitano intervento e quali no, pianificare l’intervento in base a una valutazione tecnico-giuridica e predisporre la ripartizione costi tra i soggetti coinvolti secondo le norme condominiali e la normativa vigente. Inoltre è utile verificare la conformità delle proprietà private e la presenza di eventuali servitù o accordi che influenzano la scelta di spostare tombini o rifare tratti interi dell’impianto.

diagramma flusso allacciamento fognario

Videoispezioni Fognature e Condotte

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