Pavimenti come tappeti moreschi, rivestimenti a parete con effetto wallpaper, variopinti mosaici, boiserie in ceramica che sembrano bassorilievi. No, non siamo in salotto ma in bagno. La rivoluzione, che vede la stanza più intima della casa trasformarsi da ambiente puramente di servizio a regno del wellness domestico, è già in atto da diverso tempo, ma oggi conosce un’ulteriore accelerazione perché scopre l’ornamento come valore qualificante della progettazione.
Un coupe de théâtre che sta tutto nei materiali impiegati con una doppia finalità: decorativa ma anche funzionale, poiché in un ambiente così complesso, spesso piccolo e che non lascia troppa libertà agli architetti, i rivestimenti possono far percepire più ampi gli spazi ed esaltare la luce naturale. Dopo anni di soluzioni tono su tono, si torna quindi a osare con superfici che si trasformano in campi di sperimentazione artistica.
«La stagione del minimalismo puro e radicale sta vivendo un momento poco florido», conferma Rossella Bisazza, direttrice della comunicazione dell’omonimo marchio, che ha saputo reinterpretare in chiave moderna il mosaico, la cui vocazione decorativa è inscritta nel dna. «Lo trovo più che naturale in questo particolare periodo storico in cui si desidera circondarsi di elementi ricchi di suggestioni emotive, che donano ottimismo e gioia di vivere. A partire dal bagno».
Perché? «La riscoperta della decorazione aiuta a costruire un microcosmo che ad esempio può rendere più gradevole il risveglio facendoci cominciare la giornata con l’umore giusto».
Come si spazza via il grigiore e la monotonia? «Cedendo alla varietà di dimensioni tattili e cromatiche, il che significa anche accostare diversi materiali come il marmo e il mosaico. Spesso si tende a pensare che l’uno escluda l’altro, ma non è così: si esaltano a vicenda. E poi bisogna giocare con i colori».
Ci può fare qualche esempio? «Non bisogna avere paura di sbagliare. La collaborazione di Bisazza con la designer India Mahdavi insegna che è possibile armonizzare nuance all’apparenza inavvicinabili. L’effetto scenografico si garantisce non solo con tinte pop o gamme cromatiche più scure, ma anche con un concerto di forme e pattern. Un esempio?»
«Lo stile botanico, simbolo della voglia di recuperare il legame con la natura, un altro tema dominante dei nostri giorni. Penso ad esempio a Ortensia della collezione Fornasetti: è un po’ come entrare in un giardino fiorito».
In questo contesto, i lavandini di Rossella Fiorito si inseriscono come elementi centrali della trasformazione: non sono semplici accessori funzionali ma protagonisti di un’ambientazione che comunica benessere, leggerezza visiva e cura per i dettagli. Essi dialogano con pavimenti, pareti e rivestimenti, creando continuità sensoriale tra texture diverse e colori coerenti con l’idea di una stanza da bagno meno convenzionale e più invitante.
La scelta di materiali e finiture diventa una chiave di lettura per lo spazio: superfici che riflettono la luce naturale, texture che invitano al tatto, pattern che guidano lo sguardo e la percezione delle dimensioni. In questa logica, i lavandini non sono più solo strumenti, ma pezzi di design capaci di trasformare il bagno in un ambiente di cura di sé e di espressione estetica, dove l’ornamento ha un valore qualificante della progettazione.
Così la tendenza si declina anche attraverso la combinazione di elementi decorativi e funzionali: mosaici colorati che richiamano paesaggi o motivi botanici, superfici che sembrano sculture, rivestimenti che si muovono tra arte e architettura. Gesti semplici, come abbinare marmo e mosaico, possono ampliare la percezione dello spazio e stimolare la creatività nell’organizzazione della stanza. L’equilibrio tra luminosità, colore e texture diventa la vera guida, non la mera adozione di mode passegere.
Il dialogo tra designer internazionali e marchi di riferimento offre esempi concreti di come la decorazione possa accompagnare una routine quotidiana: accostamenti tra tonalità vivaci e sfumature più tenui, scelte di pattern che evocano natura e paesaggio, geometrie che suggeriscono profondità e carattere. È in questo spazio di libertà che i lavandini diventano protagonisti di un nuovo racconto del bagno, dove l’ornamento sostiene la funzione e la funzione sostiene l’ornamento.

BAGNO MODERNO CON MOSAICO
Nel bilancio tra tradizione e innovazione, la chiave risiede nella capacità di non avere paura di osare e di giocare con la varietà: dimensioni, texture, colori, pattern. In definitiva, un bagno che non è più solo un ambiente di servizio ma un microcosmo di benessere, dove la decorazione è un valore aggiunto della progettazione e i lavandini di Rossella Fiorito ne sono la sintesi funzionale e estetica.