Integrazione tra bonifica di Basse di Stura e impianto fotovoltaico: prospettive e percorsi

Dal 1° gennaio 2010 è stata avviata la gestione "post mortem" della discarica di Basse di Stura, chiusa dall'anno precedente, per un periodo di circa 30 anni. Amiat ora guarda al futuro, proponendo alla città di investire nel settore del fotovoltaico e scegliendo la vecchia discarica come sito.

Da circa vent'anni la struttura produce energia elettrica attraverso l'estrazione di biogas, rispondendo al fabbisogno medio di circa 15mila utenze. Ora Amiat propone di vedere l'area anche per altre utilità, cercando di dargli una nuova destinazione.

Idea e contesto della trasformazione

«Stiamo pensando a idee innovative per la discarica di Basse di Stura - spiega il responsabile degli impianti Amiat, ing. Fabrizio Bonnardel - stiamo infatti considerando l'area come sito per il campo fotovoltaico. Sicuramente la discarica rimarrà in quell'area per molto tempo, ma sarebbe importante deciderne una possibile destinazione».

«Non sarà un progetto immediato ma dagli studi che erano già stati avviati sul sito - continua Bonnardel - è una soluzione possibile, in particolare per l'area piana, poiché in altri punti sono ancora presenti impianti di estrazione di biogas».

Si tratta di un'area che ha una superficie che va dai 120.000 ai 140.000 metri quadri e che è occupata da ex discariche industriali. Da qui la necessità di una bonifica che verrà realizzata utilizzando 16.000.000 di euro stanziati dal PNRR.

Il cronoprogramma e le destinazioni temporanee

A spiegare il cronoprogramma dei lavori di bonifica sono stati la vicesindaca della Città di Torino, Michela Favaro, e l'assessore all'Urbanistica, Paolo Mazzoleni, durante la seduta congiunta della prima, seconda e sesta commissione del Comune di Torino. «Quella potrebbe essere un'opzione per un lasso di tempo», spiega Paolo Mazzoleni, «Un limite della programmazione che ereditiamo era che fosse pensata come istantanea e definitiva: si decideva cosa fare su quell'area e lo si decideva per sempre. Noi abbiamo capito che il mondo è più complicato e ci siamo inventati gli usi temporanei per quello. Se in una prima fase pianto gli alberi in un parco e monto vicino i pannelli solari e per dieci anni produco energia solare mentre aspetto che gli alberi crescano, può essere un modo intelligente di accompagnare l'area».

Sì, anche perché il tema attuale è anche quello della produzione di energia pulita: «C'è anche un tema immediato che è quello di trovare subito aree sopra le quali produrre energia e su questo stiamo lavorando. La discarica Amiat è un buon punto. Entro il 2026 l’Altopiano Deltasider di Basse di Stura verrà messo in sicurezza con 16 milioni stanziati dal Pnrr».

Caratteristiche dell'area e interventi pianificati

Basse di Stura, 150 ettari classificati a Parco urbano e fluviale dal Piano regolatore, è un ex area industriale al crocevia tra via Reiss Romoli, la superstrada dell’aeroporto e la sponda destra della Stura, che fino agli anni ’90 ha ospitato il polo siderurgico con gli stabilimenti CimiMontubi, Rifometal, Teksid e Deltasider. Ora con i fondi in arrivo sarà realizzato un secondo “caping”, ovvero la posa di una copertura al di sopra dei sedimenti contaminati.

«Gli uffici stanno trattando con Italgas Reti per la cessione di un’area da 11mila metri quadri, che conserverà la capacità edificatoria», ha dichiarato la vicesindaca Michela Favaro, titolare delle deleghe al Patrimonio. Lì sarà realizzato un bacino d’infiltrazione per regolare il deflusso dell’acqua piovana. Il Prg destina l’altopiano a parco urbano, mentre il Piano d’area del parco del Po impone di «conservare inalterata la destinazione agricola» dell’area della cascina Ressia.

«Possiamo produrre energia solare in un parco? Oggi il nostro impianto normativo non ci consente di ipotizzare una destinazione d’uso temporanea, invece sarebbe utile - ha commentato Mazzoleni -. Del resto sarebbe paradossale mettere in competizione l’ipotesi dell’area ecologica con la produzione di energia rinnovabile».

Prospettive di uso temporaneo e parco urbano

L’altopiano “Deltasider” sarà interessato da un intervento di messa in sicurezza per una potenziale trasformazione dell’area a parco urbano e fluviale con l’acquisizione di aree limitrofe di proprietà della Italgas Reti S.p.A., da circa 3.600 metri quadrati. Saranno identificate ulteriori aree utili a garantire l’esecuzione dei futuri interventi di manutenzione delle opere, nonché una migliore gestione delle aree comunali ricomprese nell’ambito, per un totale di circa 11mila metri quadri. Italgas Reti S.p.A. ha dichiarato la propria disponibilità a cedere alla Città le aree senza corrispettivo in denaro.

Nell’area compresa all’interno del perimetro SIN Basse di Stura è presente una discarica di circa 12 metri di scorie di acciaieria, con valori non conformi per suolo e acque sotterranee per la destinazione d’uso prevista di parco urbano. L’intervento di bonifica mira a restituire l’area alla cittadinanza, offrendo, tra le possibilità, una trasformazione in parco urbano dotato di impianti per la produzione di energia sostenibile in una fase successiva.

Valutazioni normative e bacino informativo

Il progetto è inserito in un contesto di pianificazione che prevede la messa in sicurezza, la riqualificazione ambientale e la futura gestione degli spazi. Il parco urbano e fluviale è inquadrato nel P.R.G. e nel Piano d’area del parco del Po, con esigenze di conservazione della destinazione agricola dell’area della cascina Ressia e di una gestione integrata delle acque meteoriche e delle acque sotterranee.

In questo periodo è sempre più importante avere a disposizione energia prodotta da fonti sostenibili, e l’amministrazione sta esplorando zone simili a Basse di Stura per replicare modelli di bonifica e riuso temporaneo che supportino la transizione ecologica della città.

mappa area Basse di Stura e contesto urbano

Progetto nelle Basse di Stura

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