Il calcare rappresenta un serio problema per gli impianti termici e sanitari perché contribuisce alla loro usura e porta ad un notevole spreco energetico. Il calcare è una roccia sedimentaria costituita essenzialmente da calcite, un minerale formato da carbonato di calcio (CaCO3). Naturalmente con l’acqua, che circola nelle tubazioni dell’impianto idrico e contiene molti materiali diluiti come la calcite, il carbonato di calcio o il magnesio. Il contenuto di questi sali disciolti determina quella che viene definita tecnicamente “durezza” dell’acqua. Questo apparecchio contiene polifosfati alimentari di sodio e di potassio. Pensate ad una schermatura, una pellicola protettiva all'interno dei condotti che non permette la formazione di depositi di calcare.
Polifosfati e loro funzione nell’acqua sanitaria
Come si quantificano i danni i del calcare sulla caldaia? In tema di potabilità dell’acqua, il dosatore di polifosfati sottocaldaia Caleffi XP può fare davvero la differenza. Infatti il suo innovativo sistema di dosaggio proporzionale a doppio Venturi permette un dosaggio molto accurato, al di sotto del limite massimo di fosforo totale (5 mg/l) ammesso in acqua potabile (in conformità alle normative italiane ed europee). Si tratta di due soluzioni diverse. Come abbiamo anticipato, iI dosatore di polifosfati contiene polifosfati alimentari di sodio e di calcio in cristalli in grado di legarsi agli ioni di calcio e magnesio. Il composto chimico che si forma non riesce ad aderire alle superfici delle tubazioni. Si tratta di un trattamento di solito utilizzato solo per l’acqua calda sanitaria perché a temperature elevate il calcare si cristallizza con maggiore facilità. Al contrario l’addolcitore sostituendo gli ioni di calcio con gli ioni di sodio, diminuisce la durezza dell’acqua. In tal modo si riduce la possibilità di precipitazione di carbonati fortemente incrostanti ma non si modifica la salinità totale dell’acqua.
Il dosatore di polifosfati Caleffi XP è dotato di codolo con calotta mobile che permette di collegare il dispositivo direttamente alla caldaia. La durata della ricarica di polifosfati Caleffi (140 grammi) per Caleffi XP è di circa sei mesi. Se il dispositivo non entra in azione per più di una settimana, è bene procedere con un flussaggio di acqua calda sanitaria. Visioni 31/10/2025 Polifosfati nell’acqua sanitaria: ma siamo seri? Oggi mi chiedo una cosa semplice: se l’acqua che arriva nelle nostre case è potabile per legge, perché dobbiamo aggiungerci dei polifosfati? In Italia nessuna norma impone di usare polifosfati.
Norme e requisiti di condizionamento chimico
La UNI 8065:2019, al capitolo 7.3.1, specifica che, indipendentemente dal valore di durezza e dalla potenzialità dell’impianto per la produzione di acqua calda sanitaria, sono obbligatori i trattamenti di condizionamento chimico, sia per impianti nuovi sia per impianti esistenti. Il Decreto del Presidente della Repubblica N° 59 del 2 Aprile del 2009 dichiara che è obbligatorio il condizionamento chimico per gli impianti di produzione di acqua calda sanitaria per tutte le categorie di edifici, nel caso di edifici di nuova costruzione e ristrutturazione di edifici esistenti, e nel caso di nuova installazione e ristrutturazione di impianti termici o sostituzione di generatori di calore. Del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. b) nel caso di produzione di acqua calda sanitaria le disposizioni di cui alla lettera a), numeri 1) e 2), valgono in presenza di acqua di alimentazione dell’impianto con durezza temporanea maggiore di 15 gradi francesi.
La norma UNI 8065 permette per tutte le installazioni con acqua in ingresso che presenta una durezza inferiore a 25°, sia il condizionamento chimico, quindi il dosatore ai polifosfati, che un addolcitore. Il dosatore DOSPRO è dotato di una sfera galleggiante rossa che, una volta scesa sul fondo del bicchiere, indicherà l’esaurimento della soluzione e quindi la necessità di provvedere alla ricarica con due nuove compresse. Il consumo della ricarica DOSTABS è proporzionale al consumo d’acqua. L’autonomia di 2 compresse è indicativamente di 26 m³, influenzata dalla temperatura, dalla periodicità di utilizzo e dalla frequenza di prelievo. Il prodotto viene fornito già compresso, non diluito con acqua. Funzionamento meccanico con pistone in movimento.
Flessibilità e integrazione nel sistema
Il filtro defangatore magnetico sottocaldaia (come Caleffi XS®) agisce sullo sporco contenuto negli impianti di climatizzazione separandolo meccanicamente tramite un filtro a maglia, un magnete in neodimio e una camera di raccolta delle particelle più pesanti. Possono essere utilizzati insieme sotto la caldaia? Vuoi approfondire il tema del filtro defangatore per caldaia e pompa di calore? Il dosatore di polifosfati Caleffi XP è dotato di codolo con calotta mobile che permette di collegare il dispositivo direttamente alla caldaia.
Aspetti pratici e sicurezza d’uso
La durata della ricarica di polifosfati Caleffi (140 grammi) per Caleffi XP è di circa sei mesi. Se il dispositivo non entra in azione per più di una settimana, è bene procedere con un flussaggio di acqua calda sanitaria. Nella normativa relativa all’acqua potabile i fosfati non sono presenti, non hanno valori di parametro in quanto non rappresentano generalmente nessun particolare problema di tossicità. Anche nella letteratura internazionale non sono indicati valori limite per i residui di fosfati che possono essere misurati in un’acqua addolcita con aggiunta di questi composti.
I polifosfati non sono nemici della salute, ma strumenti tecnici che necessitano delle giuste competenze. Le normative europee e italiane ne regolano l’impiego, stabilendo limiti precisi per la concentrazione nell’acqua potabile. È fondamentale che l’impianto sia installato da professionisti e sottoposto a manutenzione regolare. Solo così si garantisce la sicurezza e la potabilità dell’acqua.
Metodi di analisi dei fosfati nell’acqua
Tra i metodi per determinare i fosfati, il più diffuso è il metodo colorimetrico al blu di molibdeno, che forma un complesso fosfomolibdato misurato tramite spettrofotometria. La cromatografia ionica permette di differenziare ortofosfato e polifosfato ed è particolarmente utile per analisi complesse. La spettrofotometria UV-visibile è rapida e sensibile, ma può essere influenzata da interferenze di altre sostanze. Il metodo gravimetrico è estremamente accurato ma lungo. La FIA offre automatizzazione e analisi rapide. Ogni metodo presenta vantaggi e limiti in termini di sensibilità, costo e complessità.
Analizzare l’acqua è fondamentale per garantire sicurezza e qualità. L’analisi può partire dall’esame visivo e sensoriale, proseguire con test rapidi e terminare con analisi di laboratorio avanzate utilizzando spettrofotometri, cromatografi e analizzatori specifici. Per la potabilità, parametri come pH (6,5-8,5), durezza (15°F-30°F), nitrati (<50 mg/L, consigliato <25 mg/L) e assenza di batteri coliformi sono centrali.
Analisi pratica e strumenti per uso domestico
Per chi desidera monitorare autonomamente la qualità, esistono strisce reattive multiparametro, tester digitali e kit colorimetrici. Le strisce consentono di misurare pH, durezza, cloro, nitrati e nitriti con una sola operazione. I fotometri portatili offrono maggiore precisione. Per acque potabili, i parametri devono rispettare limiti stringenti; le acque piovane richiedono attenzione al pH e all’acidità a causa dell’anidride carbonica atmosferica.
La scelta tra polifosfati e altri trattamenti dipende dal contesto impiantistico, dalla durezza dell’acqua in ingresso e dalle normative vigenti. In definitiva, la chiave è un progetto di sistema igienico e affidabile che riduca la formazione di incrostazioni senza compromettere la potabilità.

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