Composto da circa 500 abitanti, Alà di Stura è un comune alpino situato nella provincia di Torino, a una cinquantina di chilometri dal capoluogo. È un piccolo centro turistico delle Valli di Lanzo, noto per le sue strutture dedicate agli sport invernali ed estivi e per la suggestiva posizione tra boschi, pietraie e vette imponenti. La Val di Ala costituisce il solco centrale delle Valli di Lanzo, la valle più stretta e ripida tra Val Grande e Valle di Viù, attraente per la varietà di tipologie alpine.
Il nome Ala di Stura racchiude un’eco del passato geologico e geografico: l’etimologia più accreditata riconduce “Ala” al termine celtico-ligure “ala” oppure al latino “ala”, riferito a una forma di ala o di propaggine rocciosa, con la specificazione “di Stura” riferita al torrente Stura di Lanzo. La frazione è antichissima e la sua esistenza è attestata fin dal 1300; i primi insediamenti stabili risalgono probabilmente all’epoca romana, ma è nel Medioevo che Ala di Stura comincia a configurarsi come nucleo abitato.
Dal borgo fortificato all’identità alpina
Il periodo medievale vide Ala di Stura sotto l’influenza di diverse signorie locali, tra cui i Conti di Lanzo e, in seguito, i Savoia. Documenti del XII secolo attestano l’esistenza di una comunità organizzata e di una chiesa, segno di una presenza umana consolidata. Durante XIV e XV secolo la zona fu teatro di scontri e passaggi di truppe, data la vicinanza ai confini e l’importanza delle Valli di Lanzo come corridoio militare. Un evento significativo fu la concessione di statuti e privilegi, che permisero alla popolazione di gestire parte delle risorse e di organizzare la vita civile secondo consuetudini locali.
Fino al XIX secolo l’economia si basava sull’agricoltura di sussistenza, sull’allevamento transumante e sullo sfruttamento delle risorse forestali; le miniere di talco e altri minerali offrirono opportunità lavorative, sebbene spesso faticose. Nel XX secolo, con il turismo montano, Ala di Stura si trasformò in meta di villeggianti estivi e appassionati di sport invernali, soprattutto negli anni ’60 e ’70, con la costruzione di nuove strutture ricettive e lo sviluppo di servizi, senza però cancellare le radici della sua identità alpina.
Luoghi simbolo e patrimonio culturale
Il fulcro spirituale è la Chiesa Parrocchiale di San Grato, situata nel cuore del borgo. La struttura attuale risale a rifacimenti settecenteschi, pur conservando elementi di edificazioni più antiche; la facciata è sobria, con un portale in pietra e finestre che lasciano penetrare la luce all’interno. Il campanile con la cella campanaria aperta si erge sopra i tetti del paese, diventando punto di riferimento visivo. La chiesa è anche archivio della memoria collettiva, con lapidi e arredi che raccontano storie di famiglie e devozioni locali.
Nella frazione Mondrone si trova il Santuario della Madonna di Mondrone, luogo di pellegrinaggio con una facciata semplice e interni che custodiscono ex voto e un’immagine particolarmente venerata della Madonna. Ogni anno, il santuario è meta di processioni soprattutto in occasione di festività mariane. Tra le testimonianze antiche, la Torre di Ala rappresenta un raro esempio di architettura difensiva medievale; oggi è un rudere parziale, ma la mole suggerisce l’importanza strategica nel controllo della valle.
Il Museo Etnografico di Ala di Stura raccoglie oggetti, strumenti e testimonianze della vita quotidiana delle comunità montane delle Valli di Lanzo, offrendo una prospettiva concreta sull’economia pastorale, sull’artigianato e sulle usanze legate ai cicli stagionali. Le frazioni, come Mondrone, conservano architetture vernacolare in pietra e lose, con muri spessi, finestre piccole e tetti in lose; i vicoli ristretti raccontano storie di una socialità rurale e di una convivenza equilibrata con l’ambiente alpino.
Tradizioni, gastronomia e prodotti tipici
La tradizione gastronomica di Ala di Stura è profondamente radicata nel contesto delle Valli di Lanzo e del Piemonte montano: predomina l’uso di ingredienti semplici ma energetici, con particolare attenzione a formaggi d’alpeggio, selvaggina, funghi e erbe spontanee. Tra i piatti simbolo figura la Polenta Concia, realizzata con farina di mais, burro fuso e formaggi d’alpeggio come la Toma, in diverse stagionature, creando una crema densa e filante. La cucina si completa con l’uso di selvaggina in umido o in intingoli ricchi, spesso accompagnata da funghi porcini raccolti nei boschi circostanti.
Anche i prodotti della zona hanno una fama legata all’alpeggio: formaggi a latte vaccino o misto, tra cui la Toma e il Saras del Fèn, oltre al miele di montagna, con varietà che rispecchiano la flora locale. Non esistono certificazioni PAT/DOP/IGP specifiche per Ala di Stura, ma la regione è rinomata per formaggi di pascolo e per i prodotti tipici della tradizione pastorale. Per degustare e acquistare i prodotti locali, è consigliabile visitare il borgo durante le manifestazioni legate alle tradizioni agricole e gastronomiche, come le feste patronali o i mercati estivi.
Quando visitare e come arrivare
I periodi migliori dipendono dall’esperienza desiderata: l’estate (giugno-settembre) offre temperature moderate, escursioni e paesaggi ideali; l’inverno è perfetto per sci di fondo, ciaspolate e passeggiate sulla neve. Le festività principali includono la Festa Patronale di San Grato il 4 settembre. In inverno si può godere di nevicate e paesaggi innevati, mentre la primavera e la tarda autunno offrono tranquillità e colori stagionali. L’estate è anche il periodo di maggiore afflusso turistico, con villeggianti che animano il borgo.
Raggiungere Ala di Stura richiede attenzione alla viabilità: in auto, si può percorrere l’A5 Torino-Aosta o la A4 Torino-Milano, uscendo a Caselle Torinese e proseguendo sulla SP13 e SP2 verso Lanzo e Ala di Stura. Da Torino la distanza è di circa 50-60 km, con tempi di viaggio di circa 1 ora e 15 minuti. In treno, la stazione più vicina è Lanzo Torinese (linea Torino-Ceres), servita da GTT; da lì, autobus extraurbani veloci collegano Ala di Stura, anche se la frequenza può variare. L’aeroporto più vicino è Torino Caselle (TRN), a circa 40 km.
Il Piemonte offre un mosaico di borghi: oltre ad Ala di Stura, Airasca propone spazi agricoli e cascine storiche, Andezeno offre paesaggi collinari e viticoltura, e un itinerario che combini queste località permette di scoprire la varietà tra vigneti, pianure e alpeggio, in brevi spostamenti.
- Il principale punto di interesse è la Chiesa Parrocchiale di San Grato nel cuore del borgo, con campanile visibile, altari e affreschi votivi.
- Nella frazione Mondrone il Santuario della Madonna di Mondrone richiama pellegrini e fedeli in occasione di festività mariane.
- Le antiche borgate in pietra e lose, insieme alla Torre di Ala, offrono testimonianze dell’urbanistica vernacolare e della funzione difensiva medievale.
- Il Museo Etnografico di Ala di Stura permette di comprendere la vita quotidiana delle comunità alpine delle Valli di Lanzo.
