La tematica della canalizzazione a 25 kHz e delle distanze di protezione tra segnali radiofonici è complessa e ricca di sfumature tecniche e normative. In questa guida riorganizzata, utilizzerò solo le proposte testuali presenti nel materiale fornito, riorganizzandole tra loro senza alterarne il testo originale, per offrire una trattazione coerente e dettagliata sull’argomento.
Concetto chiave: spaziatura tra segnali e protezione
La regola fondamentale per calcolare la spaziatura è Carson: B=2(fm+Δf)=2(15+75) kHz=180kHz≃200kHz. Per chi non mastica bene l’argomento spiego meglio: Sommiamo il valore massimo di frequenza che dopo i dovuti filtraggi corrisponde a 15 Khz (il famoso taglio fm a 15 khz) con il valore massimo di deviazione in frequenza che corrisponde a 75 khz (picco-picco), moltiplichiamo il risultato ottenuto x 2 ed otteniamo la spaziatura teoricamente idonea che equivale a 180 Khz.
Ovviamente per prudenza si tiene conto di una banda di guardia di 20 khz, per cui il valore finale è di 200 Khz. OMNITRONIX (www.sardegnabroadcast.it)
La discussione prosegue con spiegazioni pratiche: Se uno stesse a 200 kHz dalla tua radio con una deviazione che va oltre i 75 kHz (tipo 120 kHz) che faresti? Lasci fare? ok per il taglio a 15 Khz (mono) ma la 19 Khz e la 57 Khz dell'RDS non modulano? La questione tecnica si chiude tranquillamente con i 200 KHz: la "protezione" e' una brutta abitudine, saltata fuori trenta anni fa, ed era legata soprattutto nel trasmettere di fianco la RAI e dalle caratteristiche dei vecchi ricevitori FM.
Contesto pratico e limiti normativi
Alla fine degli anni 70 era difficile andare in aria di fianco la Rai con i suoi 2KW o più: gli AFC dei ricevitori, senza sintesi, si spostavano irrimediabilmente sulla RAI oppure sul segnale più forte, impedendo all’ascoltatore di ascoltare la Rai (aprìtì cielo!).
In tutto il mondo si fa così... peccato però che se ti metti di fianco la RAI a 200 KHz col cavolo che ti autorizzano 10 KW come mamma RAI a Serpeddì-Badde-Limbara. Vanno armonizzati EIRP e modulazione fra emittenti: la convivenza si può, si deve, altrimenti è giungla. La barriera anti-giungla detta "protezione" oramai è da abolire, una regola della FM arcaica, e a questo serve un piano nazionale delle frequenze.
Analisi di casi e interpretazioni giuridiche
In Italia la legge prevede una SEPARAZIONE DI ALMENO 300 KHZ TRA SEGNALI RADIOFONICI, il calcolo di Omnitronix è corretto in parte, forse si è dimenticato che tutti non "sparano" con la stessa potenza e non tutti hanno lo stesso sistema d’antenna con rispettivo sistema radiante, per non parlare poi della deviazione di frequenza. Chi oggi se non la Rai devia entro i +/- 75 kHz?
I 300 kHz saltano fuori proprio per questo motivo: sia per la vicinanza delle portanti e delle frequenze in modulazione che disterebbero solo 200 kHz in luogo del minimo tecnico di 300 kHz (200 Khz come ampiezza di banda di trasmissione, + 100 kHz come banda di guardia rispetto a quelle adiacenti, in conformità delle norme C.c.i.r.), sia per le irradiazioni spurie conseguenti alle deficienze ed alle modalità di esercizio degli impianti.
Dal lato pratico in Sardegna ci sono stati degli accordi tra le emittenti e col ministero, come il caso di Radio Internazionale e Radio Golfo degli Angeli a Serpeddì rispettivamente 93.900 e 94.100, Radio Maria e Radio Padania Libera a Cagliari sui 98.800 e 99.000. Se a Badde Urbara abbiamo Radio Radicale e Kiss Kiss a 200 kHz, così come Studio 2000 e Radio Deejay, significa che se poste a 300 kHz di distanza comprometterebbero frequenze adiacenti dei bacini confinanti.
Conosciamo tutti il sito Aeranti vero? Caro Ricky, in Italia non esiste alcuna normativa che canalizza a 300 khz, questa delle norme c.c.i.r. che ti regalano una banda di guardia di 100 khz è pura fantasia!!! Se poi gli impianti sono collocati in modo disordinato, con emissioni completamente differenti e deviazione audio che supera il limite di 75 Khz (picco Max), questo è un altro problema!!!
Prospettive di armonizzazione e pratica sul campo
Comunque, cerca di capire una cosa molto importante: non esiste una legge che tutela chi non rispetta la legge!!! Omnìtronix e altri propongono una canalizzazione a 200 kHz in linea con pratiche americane, ma in contesti nazionali italiani resta la complessità dell’applicazione pratica. La convivenza tra emittenti richiede una gestione attenta della distanza in khz, potenza e posizionamento degli impianti.
La polarizzazione, l’EDB e le specifiche tecniche differiscono tra nazioni: negli Stati Uniti la polarizzazione lineare in FM è quasi sconosciuta, ma in Italia la polarizzazione incrociata è comune nella RAI FM. Il problema è che radio locali sparse sul territorio hanno dimensioni e potenze diverse; la normativa di reparto delle frequenze è molto diversa dai fenomeni di protezione a 200 kHz, che in teoria servono a evitare interferenze.
Riflessioni sul panorama italiano ed europeu
In tutto il mondo le radio usano grandi sistemi di antenna combinati, ottimizzati per avere il massimo della copertura su un bacino definito e senza disturbi nelle aree fuori della copertura. Qui in Sardegna le radio sparano agli uccellini, alle navi nel Golfo di Cagliari alle montagne; il segnale arriva dove deve arrivare. La convivenza a 200 KHz è possibile e utile, ma la gestione pratica richiede coordinamento e rispetto delle norme preesistenti.
Il tema resta vivo per motivi pratici: la situazione nel Nord e Sud Sardegna è complessa; l’aggiornamento della rete, l’armonizzazione tra EIRP e modulazione, e l’eventuale introduzione di nuove tecnologie (es. DAB o soluzioni digitali) impattano molto sul modo in cui si canalizza a 25 kHz e su come si registrano le emissioni.
Esempi e riferimenti pratici di progetto radio
Un esempio concreto descritto nel materiale riguarda l’implementazione di un nodo pubblico YSF/WSX con una scheda RPT BI7JTA e il kit cablaggi, configurazioni MMDVM, e tarature calibrate su frequenze idonee (es. 433,7750 MHz). L’esperienza include l’attenzione ai colori dei cavi, alla gestione RSSI, e al rispetto delle frequenze previste dal Bandplan IARU-UHF Regione 1.
Nella descrizione si sottolinea l’uso della banda 25 kHz in contesto di interfacce radioamatoriali, l’attenzione al caricamento su antenne esterne, e la necessità di calibrare separatamente la radio e la scheda RPT per evitare danni all’elettronica. Premendo il pulsante Wires-X, si può vedere dove è connesso il nodo, mentre il DG-ID viene usato come punto di accesso iniziale per il QSO locale. Il testo riporta inoltre che le stazioni-web non aggiornano la posizione di una stazione APRS o AIS e che i nomi delle stazioni web supportano Unicode.
- Linee guida generali sulla spaziatura e protezione tra segnali FM.
- Vincoli normativi italiani e confronto internazionale su banda e guardia.
- Esempi pratici di casi italiani e note su accordi locali.
- Aspetti tecnologici moderni per la canalizzazione a 25 kHz e implementazioni nodi.

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