Come miscelare i colori? Oggi vedremo come affrontare la miscelazione di colori sulla tavolozza in modo onnicomprensivo ma allo stesso tempo concreto, andando quindi oltre la teoria del colore. Vedremo quindi cosa succede nel concreto quando mescoliamo tra loro colori diversi, e vedremo anche quali sono le differenze tra un sistema di miscelazione a 3 colori e un sistema di miscelazione a 6 colori. Non è tutto qui: in chiusura ci dedicheremo anche a due tecniche per la miscelazione ottica dei colori, con il pontillism e il glazing.
Due principi fondamentali: mix additivo vs mix sottrattivo
Partiamo da una grande differenza di base nel mondo della miscelazione dei colori. A livello teorico, esistono due differenti modalità di miscelazione per ottenere dei nuovi colori: pensiamo alla luce colorata e a come, sovrapponendo luci, finiamo per avere una luce sempre più chiara o bianca. Ma noi dipingiamo con i colori, non con la luce, quindi non si parla più di mix additivo ma di mix sottrattivo. Ogni colore assorbe una parte dello spettro e quando mescoliamo sulla tavolozza lavoriamo in sottrazione, sottraendo luce.
Sistema di miscelazione a 3 colori
Il sistema di miscelazione a 3 colori parte dai tre colori primari: giallo, ciano e magenta. Con un set di colori primari (più bianco e nero) è possibile riempire la tavolozza. Mescolando giallo con ciano, ciano con magenta e magenta con giallo si ottengono nuove tonalità; da un cerchio a 6 colori si passa a 12, poi a 24 tonalità. Già a questo step si avrà una varietà di verdi, rossi, gialli e via dicendo. Con i colori primari non si ottiene mai un nero vero: mescolando ciano, magenta e giallo si ottiene un grigio molto scuro, vicino al nero, perché resta solo la porzione comune dello spettro.
Un aspetto interessante riguarda i colori complementari: verde-rosso, giallo-viola, arancione-blu. All’interno dei colori complementari troviamo sempre i tre colori primari, e lo stesso vale per i colori secondari. Tuttavia, i colori secondari, se mescolati tra loro, non assorbono la stessa quantità di spettro dei colori complementari. I limiti del sistema a 3 colori diventano evidenti quando si cercano tonalità molto saturate o neutre.
Per ovviare a questi limiti si può adottare un sistema a 6 colori, aggiungendo blu ultramarino (con tracce di rosso), un giallo con tracce di rosso e un vermilio (rosso con tracce di giallo). Partendo da questi sei colori di base, è possibile ottenere un cerchio cromatico a 24 tonalità, tutte saturate in modo soddisfacente, e arrivare a grigi neutri più neutri rispetto al sistema a 3 colori.
Miscelazione ottica e tecniche non convenzionali
Ma oltre la miscelazione fisica, esistono modi per ottenere mix visivo direttamente sulla tela. Il primo metodo è il pointillistic mixing: puntinismo. Invece di mescolare i colori, si posizionano puntini di colori differenti vicini tra loro; visti da distanza, i puntini danno l’impressione di una tonalità unica. Si possono usare puntini gialli e blu per ottenere verde, oppure velature di grigio, nero o bianco che alterano saturazione e luminosità. È necessario evitare velature troppo spesse, perché tre velature danno un colore poco saturo e tendente al grigio scuro.
In parallelo alle tecniche pittoriche, la miscelazione di capelli (parlando delle tinte) richiede attenzione: dosare tinta e ossigeno secondo rapporti specifici, spesso 1:1, ma variabili a seconda del prodotto. I rapporti di miscelazione 1:1, 1:1,5 e 1:2 guidano calcoli di dosi per la ricrescita o per schiarire. Anche qui l’obiettivo è ottenere una tonalità uniforme e desiderata, tenendo conto di capelli bianchi, porosità e tipo di tintura.
Linee guida pratiche per miscelare colori sulla tavolozza
Per ottenere colori precisi, è utile utilizzare una bilancia o unità di misura per segnarsi quantitativi. È anche importante utilizzare i colori in quantità adeguate e non esagerare con un solo colore, altrimenti si ottiene tonalità troppo scure o saturate. Una volta decisi i quantitativi, mescolare accuratamente finché la tonalità non risulta omogenea. Fare sempre delle prove su una piccola area prima di applicare sulla superficie finale per valutare comportamento e tonalità.
Incorporare questi dettagli nel processo aiuta a esplorare nuove combinazioni cromatiche. La pratica è la chiave: all’inizio si mescolano piccole quantità di colore, poi si cambiano rapporti finché non si trova la tonalità desiderata. È utile creare una tabella o una ruota dei colori per riferimenti futuri e realizzare studi di colore per affinare la tecnica.
Indicazioni operative e considerazioni finali
Prima di iniziare, preparare contenitori separati per ciascun colore e fogli o superfici per testare i colori man mano che li si crea. Il processo di miscelazione è simile a un esperimento: si inizia con una base chiara, si aggiunge gradualmente un colore più scuro e si mescola bene dopo ogni aggiunta, osservando la trasformazione. Con pazienza e pratica si ottengono tonalità, saturazioni e valori adeguati ai progetti.
Ricorda di valutare se è davvero necessario mescolare i colori. Utilizzare una lista di passi concreti: 1) definire la tonalità desiderata; 2) dosare colori e proporzioni; 3) mescolare e testare su campione; 4) annotare proporzioni per futuri ritocchi; 5) procedere all’applicazione solo dopo aver ottenuto la tonalità desiderata. La miscelazione dei colori è un’arte con infinite possibilità; con l’esperienza si aprono nuove combinazioni e soluzioni creative.

Mescolare i colori come un professionista 🎨 Fantastici esperimenti di disegno!
In fondo, la tavolozza limitata può aiutare a migliorare l’interazione tra colori e a sviluppare una comprensione migliore delle relazioni cromatiche. Il vantaggio è una scelta più deliberata e controllata dei colori, partendo da primari e esplorando secondari e terziari. La pratica guidata dalla sperimentazione e dalla documentazione delle proporzioni permette di ottenere colori coerenti e risultati più affidabili.
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