Alla riaccensione del mio vecchio impianto mi sono trovato con un grosso problema: si intiepidisce solo il primo termosifone, quello più vicino alla caldaia. L'acqua della caldaia si surriscalda ma circola solo minimamente.
Mi viene il dubbio che un idraulico fra quelli che avevo interpellato per la sostituzione della caldaia dopo avere smanettato con le regolazioni dei termosifoni non li abbia più rimessi come erano.
L'impianto, di 40 anni fa, dovrebbe essere costituito da cinque radiatori su un anello. I tubi sono in rame, i radiatori in alluminio. Su ogni radiatore, oltre alla valvola di sfiato in alto, è presente, in basso, un gruppo attaccato al termosifone da cui escono due tubi e su cui sono presenti due regolazioni: una manopola (temperatura?) ed una regolazione semifissa, agibile solo dopo avere smontato un bicchierino di protezione (detentore?).
Poiché la pompa sembra funzionare (almeno: fa il solito rumore, e si intiepidisce), ma l'acqua non circola, vorrei sapere come disporre le due valvole di tutti i termosifoni. Mi viene il dubbio che il detentore debba essere completamente aperto, o chiuso solo “quel tanto che basta” per limitare il riscaldamento massimo del termo.
Stato: Inviato il: 22/12/2019 15:50:28
Buongiorno a tutti. Sono nuovo del sito e sono qui per avere informazioni da voi. La casa è di 180 mq su due piani di uguale metratura. A parte il fatto che presumo come minimo dovessero essere montati due scambiatori, uno per la stufa ed uno per il termocamino al posto delle valvole di ritegno per avere un impianto a norma, e che quindi dovrò investire molto sulla messa a norma dell’impianto, il mio vero grosso problema è come fare per dividere l’impianto in modo da avere i due piani autonomi, in quanto adesso accendendo la caldaia a metano, così come la stufa acqua o il termocamino, scaldo ambedue i piani essendo il circuito ad anello, mentre vorrei avere la possibilità, all’occorrenza, di scaldare solo il piano terra o solo il primo piano, e pur avendo eventualmente accesi il termocamino come “normale” focolare, o la stufa a pellet come “normale” stufa.
È meglio installare radiatori in serie o in parallelo? Quando installate un impianto di riscaldamento centrale potete scegliere tra un impianto monotubo o bitubo. Come dice il nome, l’impianto a due tubi è formato da due tubi separati: uno che trasporta acqua calda ai radiatori e l’altro che trasporta l’acqua usata alla caldaia. In altre parole, i radiatori sono installati in parallelo. Con tubi di rame o di plastica. I tubi sono collegati a un collettore, ogni radiatore ha tubi separati per mandata e recupero.
L’impianto monotubo era molto usato negli anni Settanta e Ottanta. Collegato in serie, il tubo di mandata di un radiatore serve come fornitura per il radiatore vicino. Di conseguenza, l’ultimo radiatore dell’impianto diffonde meno calore del primo. Per compensare la perdita di calore, i radiatori più lontani dalla fonte di calore devono essere più grandi. Infine, per installare dei radiatori in serie è necessario avere delle tubature di misura adeguata!
L’impianto a due zone è anch’esso caratterizzato da una distribuzione a collettori a servizio di differenti ambienti, tipicamente una zona giorno e una zona notte. È una soluzione riscontrabile nelle singole abitazioni private. Anche in questo caso i grafici di fig. L’utilizzo di due cronotermostati permette di gestire sia la zona giorno sia la zona notte con fasi di comfort, che sfruttano l’azione dei comandi termostatici, alternate a fasi di attenuazione. Garantisce quindi un buon livello di comfort per tutti gli ambienti grazie ad una opportuna programmazione. Tuttavia, l’adozione delle valvole termostatiche connesse permette di raggiungere il massimo risparmio ottenibile, grazie alla possibilità di gestire facilmente le situazioni impreviste.
Strategie pratiche per ripristinare la circolazione corretta
Per prima cosa verificare che la pompa sia effettivamente funzionante e che non ci siano ostruzioni o aria nei circuiti. Se l’impianto è a anello, è essenziale bilanciare le valvole di mandata e ritorno di ciascun termosifone in modo che l’acqua possa circolare in modo omogeneo lungo tutto l’anello. Se una parte dell’impianto resta fredda, potrebbe essere necessario aprire leggermente il detentore o la valvola di ciascun termosifone per regolare la portata e superare eventuali ristagni.
Nel caso di impianti storici con radiatori in alluminio e tubi in rame, è possibile che alcuni radiatori abbiano perdite di definizione di flusso dovute a regolazioni errate eseguite in passato. Ripristinare le impostazioni originali sui gruppi di regolazione in basso su ciascun termosifone, oppure regolarli per ottenere una quota di flusso preferenziale verso i radiatori più distanti, può favorire una circolazione più uniforme.
Se si ha la necessità di gestire due piani in modo indipendente, conviene valutare l’installazione di due cronotermostati e la suddivisione dell’impianto in due zone controllate separatamente, utilizzando valvole di zona o valvole termostatiche collegate ai termosifoni. In tal caso è utile prevedere un sistema di bilanciamento a crociera e verificare la corretta taratura di ogni circuito.
Note sull’impianto e sulle scelte di progettazione
La discussione descrive una situazione tipica: impianti vecchi con configurazione a anello, gestione di due o più piani, e la necessità di bilanciare portate e temperature per evitare ristagni e riscaldamenti irregolari. L’analisi confronta l’impianto monotubo in serie con l’impianto bitubo parallelo e sottolinea che la scelta tra serie e parallelo incide sulla distribuzione del calore e sulla complessità di bilanciamento.
In definitiva, per ottenere comfort e risparmio, è consigliabile:
- verificare lo stato della pompa e del circuito,
- ripristinare o regolare i detentori e le valvole di controllo,
- considerare l’introduzione di valvole termostatiche collegate ai radiatori,
- valutare la possibilità di suddividere l’impianto in zone controllate,
- adottare un corretto bilanciamento delle portate tra i radiatori.

Queste linee guida possono aiutare a tornare a una circolazione equilibrata e a massimizzare l’efficienza dell’impianto, sia in presenza di una sola caldaia che in contesti con stufe o termocamini utilizzati in modo integrato. L’obiettivo è avere un impianto affidabile, bilanciato e in regola con le esigenze di comfort abitativo.