E’ scorretto pensare che più ci si lava meglio è. L’utilizzo di disinfettanti è fortemente controindicato. Evitare i salvaslip. Negli uomini non circoncisi è importante scappucciare il prepuzio avendo cura di esporre il solco balano-prepuziale per evitare l'accumulo di smegma, una secrezione pastosa e biancastra composta da cellule epiteliali e sebo che può portare ad infezioni batteriche. Inoltre, per evitare residui di sapone lavare anche scroto e regione perianale sciacquando abbondantemente. Dopo i rapporti sessuali e in caso di necessità è possibile detergersi più volte al giorno con sola acqua corrente. Un consiglio importante: una volta ogni 3 mesi durante la doccia o il bidet è importante effettuare, ad ogni età, l’autopalpazione dei testicoli per una diagnosi precoce di tumore al testicolo o di varicocele. Per contrastare la discriminazione di genere sono stati introdotti anche in Italia i bagni gender free dedicati al terzo sesso. L’identità di genere è una tematica molto delicata che purtroppo divide ancora politicamente e socialmente. Una precisazione è doverosa: le persone omosessuali sono attratte da persone del loro stesso genere, senza però rinnegare il loro sesso biologico; diversamente le persone transessuali si sentono appartenere al sesso opposto rispetto a quello con il quale sono nate. Da questa chiarificazione emerge il disagio o la difficoltà per una persona transgender qualora debba decidere in quale bagno entrare. Un nuovo interrogativo: quale bagno scegliere? Ad oggi, in Italia, non esiste ancora una legge che obblighi ad usare la toilette a seconda del genere biologico di appartenenza. Il Decreto legislativo numero 81 del 2008 prevede che vi siano servizi igienici e spogliatoi separati per uomini e donne, anche se fino ad ora nessuno è stato multato per aver usufruito del bagno sbagliato. La legge sulla Rettificazione di attribuzione del sesso (164/1982) non prevede la modifica dei documenti della persona trans che decide di intraprendere il processo di transizione, se non una volta terminato. Anche la Corte Costituzionale si era pronunciata (sentenza n. Per una persona transessuale che non ha ancora portato a termine il processo di transizione tramite intervento chirurgico o per una persona transgender, la scelta dell’utilizzo dei bagni e degli spogliatoi nei luoghi di lavoro è spesso fonte di discriminazione e umiliazione.
Anche le aziende si trovano in difficoltà, perciò, se non dispongono di servizi igienici unisex per i propri dipendenti, la scelta ottimale per rispettare la dignità della persona transessuale o transgender, sarebbe quella di consentire l’utilizzo libero di bagni e spogliatoi (come viene suggerito dalla guida “Transessualismo e lavoro” a cura di A.L.A Milano Onlus, CGIL Politiche Sociali Camera del Lavoro di Milano, O.N.I.G. In seguito, nell’aprile 2019, Reggio Emilia diventa la città simbolo di anti discriminazione sessuale e si attiva per avviare un protocollo per aprire dei bagni neutrali dedicati alle persone transgender. Come creare un ambiente di lavoro inclusivo? Tradurre questi aspetti in operatività può sembrare complicato, ma così non è grazie all’aiuto del giusto applicativo. Grazie a questo applicativo, oltre alle molteplici funzionalità, si potrà analizzare attentamente il clima aziendale, comprendendo i livelli di stress, misurare il coinvolgimento e la soddisfazione del personale.
Cosa c'è da sapere sull'igiene intima femminile? Cosa c'è da sapere sull'igiene intima transgender Igiene intima per l'intervento MtF igiene intima per intervento FtM Partiamo dai fatti: negli ultimi quarant’anni ci sono stati moltissimi disegni di legge per introdurre l’educazione sessuale nelle scuole.
La conferma è data dalla confusione esistente sul tema della sessualità. Innanzitutto l’apparato genitale femminile è articolato. La vulva è composta dal Monte di Venere, grandi e piccole labbra, clitoride, orifizio urinario, orifizio vaginale. La prima è esterna e di conseguenza comprende tutto ciò che si può vedere e toccare. 1. Le secrezioni, così come il ciclo, non vanno stigmatizzate. La presenza naturale di secrezioni non deve portarci a pensare che dobbiamo lavarci di più, meglio, più in profondità. I detergenti intimi devono essere congrui alla proprie esigenze, rispettare le proprie preferenze, avendo a disposizione molteplici scelte: detergenti gel, creme, mousse. Altro mito da sfatare: il profumo non è indicatore di un’igiene intima corretta. 2. In questo caso dobbiamo anche porre attenzione agli assorbenti che utilizziamo. Per gli assorbenti esterni è importante che siano traspiranti e ipoallergenici. La coppetta mestruale non comporta un maggior rischio di infezioni ed inoltre non secca e non asciuga, semplicemente raccoglie il sangue e per questo è molto più igienica rispetto agli assorbenti. Spesso poco utilizzate, ma essenziali sono le salviette intime. La soluzione più comoda per detergere e rinfrescare, sopratutto dopo lo sport, dopo un viaggio, dopo una visita alla toilette. 3. Realtà: la depilazione della vulva porta alla formazione di peli incarniti e follicolite, può aumentare anche il rischio di infezioni. È maggiormente consigliato il cotone bianco - perché non trattato con tinture - sopratutto in caso di dermatiti e allergie cutanee. 4. Realtà: le lavande vaginali sfruttano il detergente a getto liquido per lavare e pulire la vagina.
N.B. Transessuale è la persona che si sottopone a un intervento chirurgico di riassegnazione sessuale. Post intervento, il chirurgo inserirà una protesi di silicone progettata per ottenere profondità. Sarà importante quindi il riposo assoluto per 24 ore e l’utilizzo di un catetere vescicale per 8-10 giorni. L’intervento di metoidioplastica, ossia la trasformazione del clitoride in una sorta di piccolo neo-pene, che verrà accompagnato insieme all’assunzione di ormoni maschili. lavare accuratamente con detergente intimo antisettico il giorno prima e la mattina prima dell’intervento. L’isterectomia - rimozione dell’utero - consente la fine delle mestruazioni e l’ovariectomia - rimozione delle ovaie - elimina il principale organo di produzione degli estrogeni nel corpo. L’apparato genitale femminile è caratterizzato da delicati equilibri e raffinati meccanismi di difesa che ne preservano il benessere. Come curare l’igiene intima femminile? Come avere una corretta igiene intima femminile?
Inoltre, a popolare questa delicata sede c’è anche la flora batterica vaginale, composta in prevalenza da lattobacilli. Se ti stai chiedendo invece quante volte fare il bidet, sappi che in ginecologia è generalmente consigliata l’esecuzione di uno, massimo due, bidet al giorno, perfettamente sufficienti per assicurarti una corretta detersione e la protezione della tua salute intima. Farsi un bidet sembrerebbe un’azione assolutamente scontata e naturale, eppure anche questo banale gesto quotidiano potrebbe nascondere qualche errore, rischioso per la salute intima. Ad esempio, come ci si siede sul bidet? Dovresti posizionarti sempre a cavalcioni su di esso, preferibilmente con lo sguardo rivolto verso la rubinetteria. È questo, infatti, il movimento corretto da eseguire per la pulizia e la detersione delle parti intime femminili: partendo cioè dalla vulva e muovendosi verso l’ano, mai viceversa. Questo impedisce che germi o batteri di tipo intestinale raggiungano la vagina o l’apparato urinario, causando potenzialmente pericolose infezioni. La scelta del miglior detergente intimo è uno dei passaggi più importanti dell’igiene femminile. Muovendosi dalla tenera età alla maturità, infatti, il pH vaginale si modifica leggermente, spostandosi da una situazione di semi-neutralità, ad una più spiccata acidità, per ritornare poi verso valori neutri alla fine dell’età fertile. Speciali attenzioni vanno utilizzate anche per l’asciugatura e la scelta dei tessuti da utilizzare per asciugamani e capi d’abbigliamento. Qualche ultima considerazione riguarda l’uso degli assorbenti: è buona norma cambiarli con frequenza regolare, e alternare l’uso di quelli esterni all’applicazione di quelli interni, che andrebbero comunque evitati durante le ore notturne. Una detersione intima adeguata permette di mantenere intatta la flora batterica vaginale, composta da colonie di batteri innocui nonché indispensabili, e aiuta anche a prevenire l’insorgere di disturbi e patologie che possono colpire l’ambiente genitale. Si tratta insomma di un passaggio irrinunciabile di una completa cura di sé, da insegnare fin dalla più tenera età alle giovani donne: ma come avere una corretta igiene intima? Per detergere in maniera accurata i genitali esterni è sufficiente utilizzare dell’acqua tiepida e qualche goccia di detergente intimo, delicato e appositamente studiato per l’uso. E quante volte fare il bidet? Per mantenere questa preziosa condizione naturale è indispensabile scegliere con cura il detergente intimo, preferendo quelli dotati di un pH 3,5 - 5,5 ed evitando l’uso di normali saponi o detergenti pensati per altri scopi, poiché generalmente molto più alcalini. Piccole variazioni del pH vaginale si presentano sia nelle bambine che nelle donne che hanno raggiunto la menopausa: entrambe condizioni che richiedono la selezione di appositi detergenti intimi formulati per queste specifiche fasce di età. In commercio si trovano anche prodotti realizzati con focus specifico sulle donne in gravidanza o in fase post-partum, oppure da preferire durante il ciclo mestruale o in caso siano in corso irritazioni vaginali, infiammazioni o micosi. Quando si fa un bidet, non è solamente importante scegliere la giusta temperatura dell’acqua e il più corretto prodotto detergente, bensì anche eseguire i movimenti di lavaggio più corretti. Proprio l’asciugatura è un’altra delle fasi fondamentali di una corretta igiene intima femminile, nonché forse quella svolta con maggiore fretta e superficialità. È particolarmente utile invece soffermarsi qualche secondo in più su questo passaggio e tamponare con attenzione tutta l’area genitale dopo ogni lavaggio. Gli asciugamani utilizzati per l’igiene intima devono essere strettamente ad uso personale e mai condivisi con gli altri membri della famiglia: un consiglio che vale ovviamente anche per biancheria intima, costumi e ogni altro capo a contatto con l’ambiente genitale esterno. Inoltre, teli e indumenti intimi vanno lavati sempre a temperature sufficientemente alte da eliminare ogni traccia di germi, virus e batteri, oltre che sciacquate a lungo per rimuovere ogni traccia di detersivi. Dopo ogni asciugatura la salvietta intima andrebbe lasciata all’aria ad asciugare, anche in questo caso per contrastare la formazione di umidità e patogeni. Come spesso accade, gli eccessi, portano a conseguenze spiacevoli. Una scarsa igiene intima femminile ha conseguenze pericolose, così come una detersione eccessiva e inappropriata. Incredibilmente è un oggetto di cui gode solo una piccola parte del mondo e ha i decenni contati, ma per ora il bidet rimane il luogo dell’ igiene intima per eccellenza, almeno finché i wc più avanzati e intelligenti non lo soppianteranno. Accovacciate sul bidet compiamo uno dei gesti più importanti nella cura del corpo, capace non solo di proteggere i nostri genitali, ma di influenzare l’intero stato di benessere dell’organismo, la vulnerabilità alle malattie ginecologiche e la vita sessuale.tenor.com

Spesso però il modo, la frequenza e le azioni che facciamo sul bidet rivelano alcuni falsi miti che ancora persistono sull’igiene intima, di cui si parla sempre troppo poco. Anche per questo le resistenze ad antibiotici e antimicotici stanno aumentando, così come la candida, l’infezione vulvare più diffusa. Invitata a una tavola rotonda organizzata da Mylan, la professoressa Alessandra Grazziottin, direttore del centro di ginecologia dell’ospedale San Raffaele di Milano, ci ha aiutato a fare chiarezza sugli errori più comuni: di seguito, i 7 falsi miti più diffusi sull’igiene intima.1. PIÙ MI LAVO, PIÙ SONO PROTETTA Niente di più falso perché lavarsi troppo fa male tanto quanto lavarsi troppo poco e può peggiorare le cose nella diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili. Lavaggi troppo frequenti e aggressivi possono danneggiare il film idrolipido della vulva, che protegge la cute e la mucosa, aumentando così la probabilità di entrata dei germi. Come lavarsi, con che cosa, quando e perché è molto più importante.2. IL BICARBONATO PURIFICANO No, il bicarbonato altera il ph e il ph naturale della propria vulva, che cambia in base a diversi fattori (età e stato ormonale prima di tutto) è la cosa più importante da salvaguardare. Il ph ottimale è 4.5/5, ma ognuno ha il suo.3. LA DEPILAZIONE INTEGRALE FAVORISCE L’IGIENE INTIMA In realtà depilare tutta la vulva, oltre a creare peli incarniti e follicoliti, è una pratica che raddoppia il rischio di dolore vulvare e infezioni, in particolare da HPV, come indicano recenti studi.4. IL PROFUMO È INDICATORE DI UN’IGIENE CORRETTA I profumi nei detergenti intimi non solo non servono, ma se non sono anallergici possono essere molto pericolosi. La cute vulvare è coperta di aria, gas, acqua, sali minerali e ferormoni, che le danno il suo tipico odore, è voler rimuovere il suo odore oltre che contro natura non è sicuro.5. I DETERGENTI SCHIUMOGENI SONO I MIGLIORI Sono i peggiori, insieme a quelli profumati, perché sono quelli che allergizzano di più e risultano più aggressivi sulla pelle a causa dei tensioattivi schiumogeni.6. LE LAVANDE VAGINALI FANNO UNA PULIZIA SEMPRE BENEFICA Falso, fare lavande vaginali senza ricetta può essere anche molto dannoso.7. LA COPPETTA MESTRUALE NON È IGIENICA In realtà la coppetta mestruale è molto più igienica per la vulva dell’assorbente, che occludendo l’area crea molti danni, vulvodinie in primis, magari peggiorate dall’uso di jeans e biancheria molto stretti.

Gestire in modo corretto l’igiene intima degli anziani è molto importante, soprattutto se consideriamo che la zona genitale è molto esposta alle infezioni. Per spiegare questa procedura abbiamo chiesto il supporto professionale di Francesca, un’assistente che, da anni, lavora con gli anziani. La procedura comprende indicazioni pratiche, strumenti necessari e attenzione all’igiene e all’intimità della persona assistita. L’OCCORRENTE1 carrelloteli cerati q. b.bacinella, catino, brocca2 paia di guanti monousoa asciugamani q. b.biancheria pulita1 sacco per i rifiutiLA PROCEDURA1. Prima di tutto, informa la persona di cosa ti accingi a fare e, se è presente qualcun altro, tutela la sua privacy;2. alle mie tirocinanti consiglio sempre di chiedere alla persona di urinare, prima di fare il bidet a un anziano. In alcuni casi, la pulizia può avere un effetto “stimolante” e, per evitare di dover ripetere più volte la procedura, meglio non dimenticare mai di verificare questo piccolo, ma fondamentale, dettaglio;3. la zona anale è la più inquinata dell’area genitale, quindi devi fare molta attenzione mentre la pulisci. In base al sesso della persona che assisti, devi procedere in modo diverso: l’igiene intima femminile nel caso delle donne, dato che gli orifizi anale e genitale sono molto vicini tra loro, devi gestire la pulizia con un andamento che va dal pube verso l’ano, mai nel verso contrario. Questo serve per evitare contaminazioni con eventuali residui delle feci. l’igiene intima maschile Se invece devi fare il bidet a un uomo, ritira temporaneamente il prepuzio del pene per pulire il glande e poi riportalo nella posizione originale, altrimenti l’anziano avvertirà un senso di fastidio o, addirittura, di dolore. Procedi poi con la pulizia dell’ano.4. a questo punto, puoi continuare con l’asciugatura: un’altra fase importantissima per l’igiene intima degli anziani. In questo momento devi concentrare l’attenzione specialmente nelle pieghe inguinali e del solco intergluteo della persona, per evitare irritazioni e lesioni della cute dovute al contatto troppo prolungato tra l’acqua e la pelle. Ricordati di asciugare tamponando e non strofinando: ridurrai il rischio di abrasioni e rossori. Per capire ancora meglio come fare il bidet agli anziani, Francesca ci mostra la procedura completa in un video:
Attenzione ai bidet anziani!!
Chiedici altre indicazioni L’igiene intima è una di quelle routine quotidiane che diamo spesso per scontate. Proprio perché abituale, a volte la pratichiamo senza la giusta attenzione, seguendo convinzioni tramandate, consigli sbagliati o abitudini che non rispecchiano davvero le esigenze del corpo. Le conseguenze possono essere fastidi ricorrenti - irritazioni, prurito, arrossamenti - ma anche disturbi più complessi legati all'equilibrio del microbioma vaginale, che quando si altera aumenta la predisposizione a vaginiti, candidosi e cistiti. «Molto spesso sottovalutiamo quanto la zona genitale sia delicata e quanto piccoli accorgimenti possano fare la differenza», spiega la dottoressa Gaia Balboni, ostetrica della clinica Next Fertility GynePro di Bologna e consulente di Starbene. «Il tipo di detergente, la frequenza dei lavaggi, la scelta della biancheria o persino le abitudini legate al ciclo mestruale possono influenzare l’equilibrio naturale della flora vaginale».
La buona notizia è che non servono prodotti particolari né rituali complessi: bastano poche regole chiare per proteggere la salute intima e prevenire i disturbi più comuni. Alcune sono note, altre invece vengono spesso ignorate o date per scontate. Ecco i consigli dell’esperta per rispettare davvero la fisiologia femminile.1) Il detergente giusto cambia con l’età L’idea che sia sufficiente lavarsi è ancora molto diffusa, ma non è corretta. La zona intima ha un pH specifico che cambia nel corso della vita e che va rispettato per non alterare il microbioma vaginale. Durante l’età fertile il pH è naturalmente acido, tra 3,5 e 4,5, un ambiente che favorisce la presenza dei lattobacilli, i batteri che proteggono dalle infezioni. Con la menopausa, invece, la riduzione degli estrogeni rende la mucosa più fragile e il pH tende a salire verso valori più neutri, intorno a 5-6.Usare un detergente con un pH non adatto non provoca un danno immediato, ma se diventa un’abitudine può ridurre la flora buona e favorire irritazioni o infezioni. Questo è un errore frequente soprattutto nelle famiglie in cui si utilizza un unico prodotto: una ragazza, una donna adulta e una donna in menopausa hanno esigenze diverse e un detergente universale non può rispondere a tutte.Ancora più problematico è l’uso di saponi non specifici, come il detergente per le mani o il bagnoschiuma. Sono spesso profumati, ricchi di tensioattivi e con un pH inadatto: possono seccare eccessivamente la mucosa e renderla più vulnerabile ai fastidi.2) La direzione del lavaggio non è un dettaglio La direzione del lavaggio è un aspetto spesso ignorato, ma ha un ruolo concreto nella prevenzione delle infezioni. Il movimento corretto è sempre da davanti verso dietro, cioè dalla vulva verso l’ano. Questo semplice accorgimento riduce il rischio di trasferire batteri intestinali verso la vagina. Da questo gesto dipende infatti una delle principali cause di contaminazioni che possono favorire vaginiti e altri disturbi.Si tratta di un’informazione che raramente viene insegnata e che molte donne scoprono solo quando si trovano a gestire irritazioni ricorrenti. Movimenti circolari o, peggio, da dietro in avanti, se ripetuti ogni giorno, possono aumentare la probabilità di infezioni perché facilitano il passaggio di microrganismi dall’area anale a quella vaginale.3) La depilazione non rende più “pulite” L’idea che una depilazione totale o molto spinta sia più igienica è ancora piuttosto diffusa, soprattutto tra le più giovani, ma non ha basi scientifiche. I peli pubici non sono un elemento superfluo: costituiscono una barriera naturale che protegge la pelle da sfregamenti, irritazioni e agenti esterni, contribuendo a mantenere stabile il microambiente della zona genitale. Eliminare completamente questa protezione può rendere la pelle più esposta e vulnerabile.Una depilazione troppo frequente o aggressiva, infatti, può favorire dermatiti, follicoliti, arrossamenti e piccole lesioni che diventano porte d’ingresso per batteri e funghi. Chi ha una pelle sensibile rischia anche peli incarniti o irritazioni persistenti, soprattutto se utilizza metodi molto traumatici o prodotti non adatti alla zona.Depilarsi resta una scelta personale, legata al gusto e al comfort individuale, ma non ha alcun legame con l’igiene. Anzi, in alcuni casi può complicarla, perché una pelle irritata o lesionata è più difficile da detergere correttamente e più soggetta a fastidi.4) L’asciugatura è parte dell’igiene Molte donne, dopo la doccia o il bidet, si asciugano in fretta o addirittura saltano questo passaggio. In realtà, l’umidità trattenuta nella zona vulvare crea un ambiente caldo e poco ventilato che favorisce la proliferazione di batteri e funghi. È lo stesso meccanismo per cui, al mare, tenere addosso un costume bagnato troppo a lungo aumenta il rischio di candidosi: il microclima umido diventa terreno fertile per i microrganismi.Asciugare bene la zona intima è quindi un gesto semplice ma essenziale. Basta tamponare delicatamente con un asciugamano pulito, senza strofinare, perché la frizione può irritare ulteriormente la pelle. Pochi secondi di attenzione evitano la formazione di quell’umidità residua che, se presente ogni giorno, può contribuire a infiammazioni e infezioni ricorrenti.5) Salviette, deodoranti e lavande: meno si usano, meglio è La grande quantità di prodotti oggi disponibili per l’igiene intima - salviette profumate, deodoranti, spray rinfrescanti, lavande vaginali - ha contribuito a diffondere l’idea che la zona genitale abbia bisogno di essere “sanificata” o “profumata”. È un equivoco molto comune. La vagina, infatti, è un organo autopulente, dotato di un sistema di difesa basato su pH, muco e flora batterica: intervenire con prodotti profumati o troppo frequenti rischia di alterare questo equilibrio.Le salviette intime possono essere utili solo in situazioni particolari, ad esempio quando si è fuori casa per molte ore e non si ha accesso all’acqua. Non devono però diventare un sostituto dell’igiene quotidiana, perché contengono spesso profumi o sostanze che possono irritare la mucosa. I deodoranti intimi, invece, non hanno alcuna utilità. Ancora più delicato è il discorso delle lavande vaginali interne, che non andrebbero mai utilizzate senza indicazione medica: possono alterare profondamente il microbioma e peggiorare i sintomi che si vorrebbero risolvere.6) Lavarsi troppo fa male quanto lavarsi troppo poco La frequenza considerata adeguata è una o due volte al giorno, con un lavaggio aggiuntivo dopo un rapporto sessuale o dopo la defecazione.Andare oltre - ad esempio lavarsi ogni volta che si usa il bagno - rischia di alterare la flora batterica nello stesso modo in cui lo farebbe un detergente troppo aggressivo: la mucosa si irrita, i lattobacilli diminuiscono e aumenta la predisposizione a infezioni e infiammazioni.7) Biancheria, assorbenti e salva-slip: le abitudini che fanno la differenza La scelta dei tessuti e delle abitudini quotidiane ha un impatto enorme sulla salute intima. La biancheria in cotone bianco è la più adatta, perché lascia respirare la pelle e riduce il rischio di irritazioni. I tessuti sintetici, soprattutto se molto aderenti, creano un ambiente caldo e umido che favorisce la proliferazione batterica. Anche gli indumenti troppo stretti, come leggings compressivi o jeans skinny, possono contribuire a creare un microclima sfavorevole.Durante il ciclo mestruale, è importante cambiare l’assorbente con regolarità, evitando di tenerlo troppo a lungo a contatto con la mucosa. I salva-slip, se usati tutti i giorni, possono irritare la pelle e aumentare il rischio di infezioni: meglio limitarli alle situazioni in cui sono davvero necessari. Un capitolo a parte riguarda le donne che soffrono di perdite urinarie e utilizzano assorbenti specifici per molte ore al giorno. In questi casi, il problema non è tanto l’igiene, quanto la necessità di affrontare la causa dell’incontenenza.