Quanti di noi, durante la nostra vita, mentre eravamo in bagno sovrappensiero, ci saremo chiesti: “da dove viene e quali sono le origini del bidet?”. Abbiamo l’arte, il buon cibo, la nostra storia e il bidet. Non averlo è assolutamente inconcepibile e infatti quando gli italiani sono all’estero, il bidet è la prima cosa di cui sentono la mancanza. che attecchisce in un Paese diverso da quello che gli ha dato i natali. A questo proposito, va ricordato che durante tutto il Settecento l’igiene intima persona veniva spesso trascurata. Fu grazie a questo evento, quindi, che nel Regno delle Due Sicilie e nel resto della penisola italiana si diffuse l’utilizzo di questo sanitario. relativamente recenti dopo il secondo dopoguerra. inizia pian piano ad entrare negli usi e costumi.
Secondo alcune statistiche, i bidet non sono presenti in tutti i paesi europei. Secondo un sondaggio francese del 1995, è l’Italia il paese in cui il bidet è utilizzato più di frequente (97%), seguito dal Portogallo al secondo posto (92%) e dalla Francia al terzo (42%). Oggi per la rubrica sulla storia dell’arredamento vorrei soffermarmi su un oggetto particolare: il bidet. Sotheby’s: “French Royal Arms” bidet, dinastia Quing, 1720 circa La storia di questo apparecchio sanitario tanto amato dagli italiani è davvero singolare, non tanto come oggetto d’arredo ma come simbolo caratterizzante le epoche. È indubbio che la sua funzione è quella di facilitare l’igiene personale, ma vedremo come la percezione della sua utilità sia cambiata nel corso dei secoli e come oggi sia diversa a seconda dei paesi.
Se volete farvi due risate, andate su YouTube e cercate i video girati dai turisti americani, inglesi o australiani e gustatevi le loro reazioni all’incontro con il bidet. Qualcuno è divertito, qualcuno rimane interdetto o perfino disgustato. Fatto sta che molti non sanno neppure a cosa serve e come si usa, e che gli unici paesi al mondo in cui è obbligatoria l’installazione in almeno un bagno di casa sono l’Italia e il Portogallo. Il bidet è destinato ad entrare solo nei musei oppure, come vedremo, potrebbe conquistare il mondo? Ma andiamo con ordine…
Dalla Francia con furore
Nel 2009 viene pubblicato il primo libro in lingua francese sul bidet: “Le Confident Des Dames. Le Bidet Du XVIII Au XX Siècle : Histoire D’une Intimité”, di Julia Csergo e Roger-Henry Guerrand, edizioni La Découverte. Naturalmente l’ho acquistato, soprattutto per leggere il capitolo intitolato “Il caso Italiano”…ma di questo vi parlerò nella seconda parte. Nella sinossi si legge: “ebbene sì, gli stranieri pensano che il bidet sia un’invenzione francese…”. Dunque gli autori ammettono, quasi rassegnati, l’origine francese dell’apparecchio, anche perché l’etimologia non mente. Il termine bidet, comparso nel dizionario Trésor nel 1739, deriva, infatti, dal francese antico ed evoca l’atto di cavalcare un pony, con tutti i sottintesi di natura erotica che ne derivano. Si capisce quindi l’imbarazzo, frammisto ad ilarità, che coglie i transalpini quando sono costretti a pronunciarne il nome.
La Toilette intime o la Rose effeuillée di Louis Léopold Boilly, 1741 Diffusione del bidet nella Francia del Settecento Eppure alla reggia di Versailles, dove il bidet si installò con successo durante il regno di Luigi XV, erano in uso esemplari di rara finezza, prodotti dai migliori artigiani del Regno o addirittura ordinati in Cina. Si trattava di recipienti in ceramica o in metallo a forma di violino, inseriti apposite sedie o in sgabelli, ed erano dotati di coperchio. Al Castello Bellevue a Meudon si possono ammirare due esemplari appartenuti a Luigi XV e alla sua favorita, Mme de Pompadour, consegnati, come risulta da regolare bolla, nel 1751.
Per approfondire: lo stile Luigi XV e il trionfo del Rococò. Il bidet di Luigi XV al castello di Bellevue, 1751. Occorre ricordare che all’epoca la stanza da bagno come la intendiamo oggi non esisteva, poiché l’igiene non era una faccenda quotidiana e neppure intima. Era infatti usanza fare la toilette in pubblico nella propria camera da letto, dove si installava una tinozza al momento del bisogno, e dove si trovavano, anche se ben dissimulati, i vasi da notte e il nostro caro bidet. Nella foto un perfetto esempio di come doveva essere l’apparecchiatura sanitaria all’epoca di Luigi XV, nel castello di Vaux-le-Vicomte. Del resto la Chiesa vietava esplicitamente di lavarsi sprovvisti di una pudica camicia che coprisse le nudità. Immaginate lo scandalo che scoppiò quando i preti che bazzicavano a corte scoprironno che le signore si dedicavano con particolare solerzia alla pulizia proprio di quella parte del corpo virtualmente inaccessibile. Così il bidet passò in clandestinità, tanto che da allora venne pubblicizzato come “custodia per violino in porcellana”! Un abile stratagemma per introdurre a corte il vituperato “strumento di meretricio” nonostante il divieto.
L’età d’oro del bidet in epoca Vittoriana
Sotheby’s: bidet di fattura spagnola, con bacinella in argento, 1800 circa Brevemente riabilitato in epoca Napoleonica, il bidet continua la sua carriera in sordina nelle “case d’appuntamento”. Eppure qualcosa si muove. Il XIX secolo è un periodo in cui il bigottismo e il progresso scientifico si fanno una lotta feroce. Le frequenti e drammatiche epidemie che affliggono le sovrappopolate (e sporche) città europee, spingono la società scientifica a trovare una soluzione. Finalmente l’igiene diviene un fattore essenziale per combattere le infezioni e, grazie all’avallo della scienza, lentamente l’acqua e il sapone ebbero la meglio sul timor di Dio e sulla superstizione. Con l’arrivo dell’acqua corrente nelle case, a partire dalla seconda metà del secolo, il bagno ebbe finalmente diritto ad una stanza tutta per sé! Ed il bidet, udite udite, ebbe il suo posto nei bagni vittoriani di tutto il globo. Prova ne sono alcune rare immagini e gli esemplari conservati nei musei o in collezioni private. Guardate che meraviglia questa fotografia di un rarissimo bagno vittoriano originale, che si trova in una casa di San Francisco trasformata in museo, Haas-Lilienthal House. Il bidet viene presentato come una “curiosità” importata dall’Europa dall’architetto bavarese Peter R. Schmidt.
Bagno vittoriano originale, Haas-Lilienthal House, San Francisco. Ph Daniel Hagermanl bidet assume la forma attualeNaturalmente la stanza da bagno era riservata alle classi più abbienti, mentre nelle abitazioni comuni erano presenti dei semplici servizi igienici, tra l’altro resi obbligatori nelle case per la prima volta in Inghilterra nel 1848. Tuttavia, il bidet è rarissimo nei paesi anglosassoni, mentre si diffonde regolarmente nei paesi latini, in Sud America, e nell’impero Austro-ungarico. Per quanto riguarda il design, il bidet acquista la sua forma definitiva, ovvero quella di un vaso in ceramica su piede, forgiato in un ovale regolare. La forma è molto simile a quella della tazza del wc, e si può dire che da questo momento i due compari viaggiano uniti nella storia del design, comparendo sempre uno di fianco all’altro e pressoché identici. I primi bidet dotati di acqua corrente non avevano la bocca di erogazione, bensì una “brida” da cui l’acqua fluiva nella vasca, per poi uscire dallo scarico. I rubinetti e le tubature erano posizionati all’esterno dell’apparecchio, come potete vedere da questa illustrazione. Curiosamente, alcuni pezzi conservarono inizialmente il coperchio che caratterizzava i loro predecessori inseriti nelle sedie. Un’altra curiosità: pare che la nota azienda austriaca Thonet fornisse sia i suddetti coperchi, in paglia di Vienna, sia i supporti in legno curvato per i bidet portatili. Bidet attribuito al laboratorio Thonet, 1900 circa
Arriva il bidet con rubinetteria. I sanitari dell’epoca vittoriana erano decoratissimi e policromi, con motivi floreali, talvolta a rilievo. A partire dal XX secolo il bidet, come del resto gli altri apparecchi sanitari, si “medicalizza”, le decorazioni si fanno più sobrie, fino a quasi scomparire. In questo momento appaiono i modelli con rubinetteria inclusa provvisti di tre fori, due per i rubinetti dell’acqua calda e fredda, uno per aprire e chiudere il tappo: l’acqua entrava ancora dalla brida oppure da un getto posizionato al centro della vasca, e il modello rimase tale almeno fino agli anni ’70, quando vennero introdotti i miscelatori monocomando dotati di bocca d’erogazione. Ironia della sorte, le ditte che producevano i più bei bidet dell’epoca erano francesi e inglesi…
La prima parte finisce qui: vi aspetto prossimamente per la seconda parte dell’incredibile storia del bidet. “Le Confident Des Dames. Le Bidet Du XVIII Au XX Siècle : Histoire D’une Intimité”, di Julia Csergo e Roger-Henry Guerrand, 2009, ed. La Découverte. “Storia del bidet” di Luciano Spadanuda, 2003, ed. Dalla Francia aristocratica alle case italiane: storia, tabù e curiosità del bidet, simbolo nazionale e relativamente poco usato all'estero.
Il bidet è una caratteristica distintiva delle case italiane, ma l’origine del bidet è sorprendentemente francese. Nato come oggetto di lusso nelle camere da letto aristocratiche, questo sanitario ha attraversato secoli di storia tra mode, tabù e rivoluzioni igieniche, fino a diventare un simbolo da un lato e un piccolo “mistero” per molti stranieri dall’altro.
Chi ha inventato il bidet: la sua storia. L’origine del nome bidet: da dove proviene? Chi portò il bidet in Italia? Perché il bidet esiste solo in Italia? In quale nazione non usano il bidet. Chi ha inventato il bidet: la sua storia. L’invenzione del bidet risale alla Francia tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo. Molti storici attribuiscono l’ideazione del primo bidet ai maestri falegnami ed ebanisti francesi specializzati in mobili da camera, che cercavano soluzioni eleganti per la cura del corpo. In particolare, fu Christophe Des Rosiers, artigiano parigino attivo a inizio Settecento, che avrebbe realizzato i primi modelli destinati all’alta aristocrazia. Fu così che nel corso del XVIII secolo il bidet si diffonde nelle corti europee come oggetto di moda e status. Solo tra XIX e XX secolo, con lo sviluppo dell’impiantistica idraulica domestica e dei bagni moderni in muratura, il bidet assume la forma di sanitario fisso in ceramica, collegato all’acqua corrente e allo scarico. A quel punto smette di essere un mobile di lusso per pochi e diventa potenzialmente un elemento che tutti possono avere in bagno.
A riprova dell’invenzione francese del bidet è possibile anche guardare all’etimologia del nome. La parola “bidet” deriva dal francese antico e letteralmente significa “pony” o “cavallino”. Anche se l’associazione può sembrare curiosa, ma ha una spiegazione abbastanza intuitiva e si riferisce alla metodologia d’uso del sanitario. Curiosamente, a differenza di molti altri oggetti d’arredo e sanitari, il termine francese è rimasto pressoché invariato in tante lingue: in italiano, spagnolo, portoghese e persino in inglese si usa la parola “bidet”.
La storia in Italia inizia anch’essa nelle corti e nei palazzi nobiliari, dove l’influenza culturale francese era fortissima tra Settecento e Ottocento. In particolare, fu la regina di Napoli Maria Carolina d’Asburgo-Lorena che decise di averne uno nella Reggia di Caserta. Tuttavia, fu solo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale che nei bagni delle case private si iniziò a diffondere il sanitario, diventando universalmente presente.
Perché il bidet esiste solo in Italia? Bisogna quindi chiedersi: se l’origine del bidet è francese, come mai oggi viene percepito come tipicamente italiano? In Francia, infatti, il bidet fu iniziato a essere associato con usanze socialmente stigmatizzate, in quanto era soprattutto presente nei bordelli. Per ragioni di spazio e ottimizzazione dell’arredamento fu poi lentamente abbandonato. D’altra parte, però, il bidet non è diffuso unicamente in Italia, in quanto è comune da trovare anche nei paesi mediterranei, come ad esempio Spagna, Portogallo, Grecia o Albania. Il bidet è molto diffuso anche in America Latina e si trova molto facilmente nelle case di Paraguay, Cile, Argentina e Uruguay. In quale nazione non usano il bidet Nei Paesi anglosassoni - come Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Australia - il bidet tradizionale è molto raro nelle case e ancora piuttosto insolito anche negli alberghi. Storicamente è stato visto come un oggetto “continentale”, legato soprattutto alla cultura francese e italiana, e non si è mai diffuso nel mercato dell’edilizia residenziale. Anche in gran parte del Nordeuropa e dei Paesi scandinavi (Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia) il bidet non è comune nei bagni di casa.
Il primo bidet ? Per qualcuno è uno strano oggetto avvolto da un’aura misteriosa. Per noi italiani è fondamentale possederne almeno uno in ogni casa! Nasce infatti in Francia nel 1700. È Christophe Des Rosiers l’inventore di quest’oggetto che viene installato per la prima volta alla reggia di Versailles, abitazione della famiglia reale francese. L’invenzione aveva fatto così scalpore a palazzo che si era diffuso molto rapidamente: in pochi anni se ne contavano circa cento esemplari. Il successo però non durò a lungo. Nel Settecento, infatti, alcune credenze religiose sostenevano che fosse peccato lavarsi perché costringeva a guardarsi e toccarsi parti del corpo intime. Verso la metà del ‘700 Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, regina di Napoli, volle un bidet nella sua camera da letto alla Reggia di Caserta. E proprio nella spettacolare reggia campana è ancora possibile ammirare il primo bidet della storia d’Italia. È composto da un catino in metallo appoggiato su una struttura di legno scuro intarsiato. Si narra che quando i Savoia arrivarono nel Regno delle Due Sicilie non sapevano nemmeno cosa fosse il bidet. Per noi italiani avere un bidet in casa è un must have, ma quante volte ti è capitato di andare all’estero e scoprire a malincuore che il bagno non aveva il bidet?

Se hai in programma una vacanza in Grecia, Spagna, o Portogallo, hai ottime probabilità di trovare in bagno il tuo amato bidet. Se però hai progettato di trascorrere qualche giornata di relax al fresco del Nord Europa, dovrai fare i conti con la sua assenza! In Germania e in Gran Bretagna è quasi inesistente, così come nei paesi scandinavi e nell’est Europa. Gli americani vedono per la prima volta il bidet in Francia durante la seconda guerra mondiale e collegano questo sanitario alle prostitute che lo usavano per lavarsi i genitali in seguito ai rapporti sessuali.
7 Intriganti curiosità sul wc bidet (la terza è da ridere)
Consigli rapidi: scegliere un tema unico come shabby chic o vintage per rendere il bagno accogliente e personale. Utilizzare colori audaci e combinazioni inaspettate per dare carattere e stile all’ambiente. È una delle prime cose che noi italiani verifichiamo quando viaggiamo all'estero: la presenza o meno del bidè in bagno. Non solo, l'apparecchio sanitario è diventato anche motivo di presa in giro nei confronti dei francesi, secondo noi colpevoli di averlo inventato, ma di non usarlo. In effetti, molto probabilmente il bidè è stato inventato in Francia nel Medioevo (per quanto già nell'Antica Roma esistessero apparecchi simili), ma ha cominciato a diffondersi in alcune abitazioni alto-borghesi e nobiliari solo tra XVII e XVIII secolo.
Il primo modello di cui abbiamo una menzione scritta diretta (una memoria risalente al 1726) è quello installato all’interno della casa di Madame De Prie, amante di Luigi-Enrico di Borbone-Condé, Primo Ministro del re di Francia Luigi XV. Un altro esempio famoso è il bidè dipinto dall'artista Louis-Léopold Boilly in un ritratto del 1790. Sempre nel corso del ‘700 il bidet fu introdotto anche in Italia, all'interno della Reggia di Caserta, dalla regina di Napoli, Maria Carolina d’Asburgo-Lorena. Ma quindi perché, pur avendo inventato il bidè, oggi i francesi lo installano e lo usano raramente? La toilette intime ou la Rose effeuillée, Louis-Léopold Boilly, olio su tela, 1790 circa.
Per rispondere a questa domanda dobbiamo vedere brevemente l'utilizzo e la diffusione che il bidet ebbe tra ’700, ’800 e ’900. L'apparecchio sanitario, infatti, inizialmente non ebbe grande successo a causa della scarsa attenzione all'igiene prestata all’epoca. Al contrario, contemporaneamente, tra le donne si diffuse la credenza errata (rimasta in voga fino al ’900) che lavarsi le parti intime dopo un rapporto sessuale potesse evitare di rimanere incinta e fosse quindi un metodo contraccettivo. Il bidè venne quindi introdotto nei bordelli francesi, a uso delle prostitute, e si legò indissolubilmente all’idea di qualcosa di profondamente immorale, soprattutto dal punto di vista religioso. Nel frattempo, nel corso dell‘800, dopo che furono inventati e impiantati i primi impianti idrici a uso domestico, il bidè cominciò a trasformarsi in un apparecchio fisso e a essere installato in bagno. Si diffuse quindi sotto traccia, a partire dall'Europa, in altre parti del mondo, come il Sudamerica e il Medio Oriente. Il bidet installato nella Reggia di Caserta dalla regina di Napoli Maria Carolina d’Asburgo-Lorena.
La vera e propria diffusione del bidet in alcuni Paesi, in particolare quelli dell'Europa meridionale come Italia, Portogallo, Spagna e Grecia, avvenne però solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, con il boom economico e il consolidamento della società dei consumi. Addirittura, pensate che in Portogallo e in Italia (decreto ministeriale del 5 luglio 1975), l’installazione di almeno un bidè (o di apparecchio sostitutivo) all'interno delle abitazioni è obbligatorio per legge, con funzione igienico-sanitaria. In altri Stati, come il Giappone, invece. E in Francia? Al contrario dell'Italia, la patria d'origine del bidè dal secondo dopoguerra (in particolare dagli anni '70 del ‘900) ha progressivamente abbandonato l’utilizzo dell’apparecchio sanitario per questioni di risparmio di spazio e denaro, soprattutto all'interno degli appartamenti delle grandi città come Parigi. Al contrario di quanto si pensi, però, il bidè in Francia rimane comunque abbastanza diffuso e utilizzato, sicuramente molto di più rispetto ad altri Paesi come Germania, Regno Unito e USA (dove però si sta pian piano diffondendo).
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